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Cassandra
Il canto del chiù è entrato stanotte
dal mio balcone aperto e m’ ha svegliato.
Ho voluto vegliare anch’io ad ascoltare un poco
quel lamento cadenzato
fino a quando il sonno ha spento il mio udito
ed è tornato per me il vuoto e il nulla della notte.
E proprio a questo vuoto e a questo nulla
esso ha cantato ancora e canta.1
Sempre più la musica perde in allegria e guadagna
in contegno. Come fa una musica ad essere seria?
Una musica classica? col direttore? con spettatori che prendono appunti?
Una corrente musicale invece di una musica che corre.
Una forma che scavalca un’altra, come un nuovo detersivo, sempre più nuovo, come un nuovo modello di macchina, sempre più nuovo e sempre più gracile, da consumare subito; neanche il tempo di farsi intaccare dalla ruggine o da un’affezione sentimentale.
Una nuovissima forma, l’ultima, fino a mascherare il suono con l’atteggiamento di suonare.
Col pubblico in devoto raccoglimento, ma non per pregare o ascoltare: la devozione non esiste più. Solo aspettare e vedere cosa succede dopo. Ma dopo non succede niente, perché ciò che succede è un nuovo stimolo alla chiacchiera, alla ciarlataneria, al giornale quotidiano.
Non si canta più.
Chi fischia più il lilibullero, caro Merimèe? Anche solo per dare una risposta elusiva, come il buon curato Yorick?2
Ogni cultura aveva il suo blues, le sue nenie, i suoi bassi ostinati, le sue tarantelle.3
Guardavi in alto e le stelle erano attonite, e tu con esse.
Ovunque adesso luci invadenti impediscono di guardare attonito le stelle.4
Potremo solo urlare. Ma chi sentirà la nostre urla?
Sarà facile farle passare per rumori di macchine o di sirene.5
Erano forse più infelici Stendhal e Kierkegaard per non avere, come noi con lo stereo, la possibilità di ascoltare il loro Mozart seduti sul cesso? 6
Bisogna organizzare una festa per cantare il blues. Ma come cantare là dove c’è un organizzazione? Non più l’organismo, ma l’organizzazione! Non più il delirio delle Muse, al massimo un po’ di originalità.7
Quando prendevo un minimo di stipendio non mi tremavano le mani mentre al bar giravo il caffè. Caro Gogol, mai un pantalone a pennello, una giacca a pennello, sempre troppo stretto o troppo largo, non abbiamo mai la pazienza o l’indelicatezza di provare una decina di paia di scarpe, siamo discreti noi quando si tratta di soldi o di commercio.8
La sincerità biliosa di Rousseau o quella di Cartesio, l’uno nel denudare i sentimenti e l’altro nel denudare la ragione.9
In chiesa ho cercato lo sguardo di una ragazza che tornava dalla comunione e l’ho ottenuto.10
Chissà se lei mi sta pensando in questo momento. Chissà che starà facendo lei in questo momento. Forse si starà guardando e accarezzando.11
Le verità più lampanti non ci passano neanche per la testa. A che serve dunque conoscere la verità?12
Più che razionale, l’uomo è un animale abitudinario. Ecco perché il processo d’industrializzazione inutile, la macchina per fare cento metri, anche a dispetto della bomba atomica, sono processi irreversibili.13
Russell, questo contenitore di cent’anni di ricerche logiche. I suoi libri sono invenduti anche sulle bancarelle dell’usato e neanche in logica potrà più dire la sua.14
Ho assistito impotente all’agonia di un moscerino capitato tra due pagine del mio quaderno, con le gambe all’aria e le antenne attorcigliate.15
Non più filosofia, ma letteratura filosofica. Da tre o quattro secoli i filosofi (ma ha ancora un senso la parola “filosofia?”) si nascondono dietro romanzieri e artisti o arlecchini.16
Eraclito l’oscuro parla ancora oggi. Cartesio, chiaro e distinto, non si distingue più nella massa di filosofi mestieranti.17
Odo finalmente la notte.18
Una pineta invasa dai turisti, dalle tende, dai forellini, dalle radioline e dalle schitarrate; e gli animali, impauriti da un’accozzaglia di voci e di cattivi odori, hanno nostalgia della pace di ottobre.19
Guardare e voltarsi a guardare senza muovere le pupille, come Montezuma, come Nietzsche o come le aquile.20
Che hai fatto oggi?
Ma non ce l’ hai la ragazza tu?
Ma è perché non hai ancora trovato quella giusta?
E a ballare non ci vai?
Vuoi venire qualche volta con noi?
L’interrogatorio dell’amica di Lella è finito con una macchina che le ha prelevate per fare all’amore nel parco. Un temporale improvviso la avrà costrette a farlo in macchina e a me a correre all’impazzata verso casa.21
Tutto ciò che si guadagna conversando si perde discutendo.22
Non si conversa più, non si racconta più, non si sussurra più. Si chiacchiera o si discute.23
Non esistono critici che s’entusiasmano per l’opera che stanno analizzando. Perderebbero l’obbiettività e l’obbiettivo.24
Se si amo che te ne frega? (Cervantes) 25
Cristo in mezzo a noi. Chi sono scribi e farisei? 26
C’è qualche scienziato in mezzo a noi che ha lasciato trapelare, come Archimede, di aver scoperto qualcosa nel bagno? 27
I contemporanei, di fronte a un terremoto artistico (Jarry, Artaud, Barba, Grotowsky), lo prendono subito per una nuova forma, una nuova moda. 28
Gli artisti “impegnati”, se scomparissero i motivi dell’impegno, non avrebbero altro motivo per fare dell’arte, o no, caro Brecht? 29
Non è lontano il tempo: lo Stato si prenderà il ruolo di padre, di madre e i figli faranno proprio tutto quello che lo Stato vorrà. 30
Anche del verde sotto l’acqua ci siamo dimenticati, neanche l’erba a mezzo metro dalla riva dell’Adda, calpesti un prato e neanche un grillo ti salta in testa. 31
I filosofi occidentali hanno smesso di filosofare per gnoseologizzare, lasciano la sapienza in mano a pittori, attori e danzatori. Ma da qualche tempo non hanno neanche la scienza: l’ hanno lasciata in mano agli scienziati prezzolati dalle industrie. 32
- dimmela quella frase, dimmela anche solo per scherzo;
quale frase?
- dimmi per scherzo che mi ami;
dimmela tu;
- ti amo;
ma dai, non è vero! 33
Non credo a un’arte che non abbia i bambini dalla sua parte. 34
In tutte le società, eccetto l’attuale, il bambino ha partecipato a tutte le forme degli adulti. Solo oggi ci sono libri, film, teatri e musiche per bambini. Ecco che la pedagogia è antipedagogica. 35
Finora abbiamo calcolato la distanza che ci separa dagli animali. Ormai è troppo tardi per calcolarne la vicinanza. 36
Mai insetto era morto per l’incapacità di rimettersi sulle sei zampe, dopo essere caduto su una marmetta a gambe all’aria. Per milioni e milioni di anni, Silvio, non era mai successo. 37
La mantide religiosa e il gatto. 38
In cambio del gusto di guidare macchine e schiacciare bottoni ci siamo persi altri novantanove gusti. 39
Il cinema come ciarla teatrale amplificata. 40
Facile mimetizzarsi oggi: basta sussurrare e nel fracasso non sentiranno sussurra e grida. 41
Ormai le necessità dello Stato diventano sempre più necessità capillari. 42
Non s’era mai visto un vecchio che si vergogna della propria vecchiaia, con la pensione o in un pensionato. 43
Prolungare la vita il più a lungo possibile!
È quale vita? 44
Eva ad Adamo:
- toccami, toccami, non sono mai andata oltre quel punto. 45
Felice il giorno in cui peccò Adamo. (Praefatio del Sabato Santo). 46
L’unica arte possibile è ormai un’arte incazzata.
O un’arte coprente, per dimenticare, un narcotico, oppure, ahia Barba, un’arte per ricordare, un’arte nostalgica. 47
A quante sorgenti purissime (Nietzsche, Baudelaire, Rimbaud, Kierkegaard) sono andati a dissetarsi i porci in questo nostro secolo. Ormai qualsiasi sorgente fa la stessa fine. 48
Come per i dinosauri, così per l’homo sapiens: not with a bang, but with A whimper (Eliot). 49
Una volta tradire un marito era rischioso non tanto per le conseguenze, quanto per l’alta considerazione in cui era tenuto qualsiasi marito. Oggi (un impiegatuccio, un insegnantucolo, un banchiere, un industrialotto) non ha alcun diritto di pretendere fedeltà dalla donna. 50
Ti divora la carne come San Paolo? Il gelo e neanche il tizzone di San Tommaso e neanche la preghiera (che disonore per questa essere usata per spegnere un fuoco!): San Paolo non conosceva il rimedio di Diogene. 51
Datemi l’ azione più pura e vi fornirò cinquanta intenzioni viziose di essa (Montaigne). 52
Tutta la psicanalisi lavora su cinquanta intenzioni viziose. 53
Chi in teatro non trova il comico, trova immancabilmente il grottesco e chi non trova il grottesco, immancabilmente trova il volgare. 54
Se non puoi essere un amante, diventa almeno complice degli amanti. 55
Almeno la donna si distinguerà per la bellezza. Ma neanche per il cazzo si distinguerà un uomo da un altro. 56
Rivedere a trent’anni le tettine delle adolescenti. Ah, quanto ci siamo presi a quindici anni e quanto a trent’anni quando ne avremo cinquanta! 57
Sempre più coglioni in giro, coglioni coscienti del proprio dovere e cioè quello del capo di cazzo. 58
Quando capita di svegliarti nel cuore della notte e nella tua stanza gemono di piacere due donne che si masturbano, non sturbarle, ma sturbati anche tu e così ti inviteranno al loro banchetto. Ma senza invito ti sturberanno. 59
Desidero di chiavare la donna amata: nonostante questo, ti amo! 60
Un’assuefazione alla vita urbana odierna è segno di gravissimo equilibrio. È sano soltanto chi ne soffre. (Ceronetti, il silenzio del corpo). 61
Il bagno una volta al giorno! L’acqua si vendicherà.
(Ceronetti, ibidem). 62
Possibile, l’ascoltatore, lo spettatore dovrebbe avere delle pretese? 63
Su questo non ci sono dubbi: con Grotowsky e Barba attori e spettatori si giocano la vita. 64
Troppa discrezione, troppo rispetto della critica, per il pubblico, per le mode correnti. 65
Denaro e potenza finiti in mano ai coglioni (Nietzsche). Mai era successo in maniera così ineluttabile. 66
Due persone abbracciano un cavallo, in due punti diversi del mondo, verso il 1890. 67
Meglio una propria menzogna che una verità altrui.
(Dostoevskij) 68
Il giornale appena alzati, imbottirsi di notizie fresche, invece di espellere i pensieri non ancora espulsi dai sogni della notte. 69
Il blues, unico rimasuglio di una musica cantata in tutte le culture. Cosa significa che ci è rimasto ancora il blues? Tutte le culture sono state distrutte. 70
Quando non c’è più una diversità di culture è la fine del mondo. (Dostoevskij, i demoni) 71
Un buon artista, una bella donna, un quadro abbagliante, si pensa subito a un buon investimento. 72
Non vale più combattere per la Giustizia. L’era dei Martiri è finita. Ecco perché i brigatisti sono patetici. 73
Vi andrebbe, signori, di fare una morte alla Kleist? 74
Lasciva est nobis pagina
vita proba
(Marziale) 75
Finito il formaggio, i vermi si divorano tra loro. 76
L’onore, vi par poco signori? Imporre il rispetto ai cretini, far restare a bocca aperta i ragazzi, suscitare l’invidia ai ricchi e il disprezzo dei saggi. (Barnave) 77
Il protestante ha cacciato il confessore dalla porta e quello è rientrato dalla finestra vestito da psicanalista. 78
Tutta la poesia greca era concepita per la musica e per la danza. Ecco che anche la nostra migliore poesia è patetica. 79
Virgilio, il più scialbo dei poeti. Luciano, chi era costui? Non sempre i migliori si conservano, specialmente se non servono al Potere.80
Odio la città voglio tornare al mio paese, dove non si compra niente e non si produce tutto. (Aristofane) 81
Dioniso giudice di sapienza?
Ma allora il seguente passo è sfuggito a duemila anni di civiltà occidentale: “questa disputa sulla sapienza la decideremo fra poco, io e te, prendendo Dioniso come giudice”. (Platone, Simposio) 82
È più crudele tagliare la testa a una mantide per motivi scientifici che non perché in quel momento non si sa che fare o perché si è sadici o per gioco. Ve l’assicuro, è più crudele essere scienziati. 83
Non bisogna violentare la natura, neanche per rettificarla. (Ciuang-Tze) 84
C’è una schiera di falsi poeti e scrittori che vengono tramandati nelle scuole per l’educazione dei giovani. Manzoni, Tolstoj, Hugo e oso mettere in fila anche Goethe. Un’ occhiolino all’Arte e una al Potere. 85
La società era stata fondata con fini grandiosi: assicurare la felicità al genere umano dalle rive del Tamigi alla penisola del Kamchatka; occorreva, per questo, un’enorme somma di denaro. (Gogol, le anime morte) 86
Montagne confessa di pensare alla morte e non solo verso la vecchiaia. Il pensiero della morte è ora diventato tabù. 87
Callistene perse il favore di Alessandro per non aver voluto bere quanto lui. 88
Persino un sofista come Protagora è un modello di sapienza nei confronti di un Freud. Mai un Freud aveva raggiunto tanta popolarità e autorità presso gli antichi. 89
Tutti gli abbandoni nella braccia di una donna che nascevano dalla stanchezza sono scomparsi. Ora per abbandonarsi bisogna ubriacarsi. 90
Ma ormai chi si abbandona più nelle braccia di una donna? Si perderebbe in contegno. 91
Pavese e Pasolini erano troppo ingolfati nelle correnti letterarie per poter volare. Eppure avevano un bel paio d’ali. 92
Impossibile pubblicare libri scritti col sangue: neanche sentir parlare di sangue o di morte, ma solo libri per il macero. 93
Il senso della della giustizia lo rese brigante e assassino. (Kleist) 94
Scienziati compiacenti, scrittori compiacenti e fra poco avremo anche jazzisti compiacenti.95
Due contemporanei, l’uno si sta eclissando, l’altro sta sorgendo: Hegel e Schopenhauer. Goethe si rivolterà nella tomba.96
Tutti i personaggi delle tragedie antiche hanno ragione.97
Quando più uno appartiene ai posteri, tanto più è estraneo ai temporali. (Schopenhauer) 98
Ma ormai i poteri si trasformano in posteriori:
scoreggiano ancora il nome di Hegel e di Freud. 99
Milioni di maiali uccisi in serie. Grazie, Zappa, per averci immortalati col sax di Gumbo Variations gli antichi schiamazzi di maiale cresciuto in campagna. 100
Sissignori, volutamente le grandi masse sono mandate a un più sofisticato macello, con la distribuzione di sofisticati veleni. Una siringa e niente più dolore della morte e neanche in punto di morte il pensiero della morte. Chi piangerà più la morte di un uomo?
Qualche mese fa ho pianto la morte di una cornacchia, l’ ho portata a seppellire e, a ogni sasso su cui inciampavo, cadeva anche qualche lacrima ancora titubante sull’orlo del mento. Ma la morte di un uomo chi la piangerà ormai? 101
Quale scienziato, quale filosofo, quale scrittore rischia, come Protagora, il pubblico esame davanti a un Socrate? Tutti parlano dal retrobottega delle case editrici e dei giornali, dalla poltrona della propria sala, intervistati dalla giornalista belloccia. 102
Protagora osava affermare: “Chi mi frequenta avrà il vantaggio di tornare a casa migliore di prima”.
A chi interessa ormai tornare a casa migliore di prima? 103
I greci dimostravano tramite raziocinio o tramite un mito. Oggi diventa mistico chi dimostra tramite un mito, o no, caro Eugenio Barba? 104
Il potere cerca di moltiplicare i bisogni delle masse, così le avvinghia sempre di più. (Stendhal) 105
Per farmi impressione ci vogliono ormai opere fatte da Dio. (Stendhal) 106
Non capisco come una mano pura possa toccare un giornale senza una convulsione di disgusto. (Baudelaire) 107
Non capisco come una donna incinta possa toccare un giornale senza abortire subito. (Ceronetti) 108
Il mondo sta per finire. La sola ragione per la quale potrebbe durare è che esiste. Che ha ormai il mondo da fare sotto il cielo? Non dico che il mondo sarà ridotto agli espedienti e al disordine delle repubbliche sudamericane, o che torneremo allo stato selvaggio e che andremo a cercarci il cibo tra le rovine erbose della nostra civiltà. No. Queste avventure presupporrebbero ancora una certa energia vitale, eco delle età primitive. Nuovo esempio e nuove vittime delle inesorabili leggi morali, periremo per colpa di ciò di cui abbiamo creduto vivere. La meccanica ci avrà talmente meccanizzati, il progresso avrà così bene atrofizzato in noi tutta la parte spirituale, che nulla delle fantasie sacrileghe e sanguinarie degli utopisti potrà essere paragonato ai suoi risultati positivi. (Baudelaire) 109
Il canuto mare. (Omero) 110
L’uomo era all’inizio simile a un altro animale:
il pesce. (Talete) 111
Con la nascita della scienza il concetto di verità è scaduto a concetto di verifica. Tutto ciò che non è verificabile non è vero. 112
Ti amo, ti amo, anche se è fuori moda, ti amo. 113
Lo spreco di carta! Gli alberi si vendicheranno! 114
Si è stabilito il principio della folla e questo concetto avrà (dopo la sopraffazione delle culture e con l’aiuto della stampa) un potere ben più nefasto che nell’antichità. (Kierkegaard, diario, 1848) 115
Si legge molto, non si medita, si copia; parlando sempre si svapora quella bile generosa che fa pensare e scrivere fortemente. (Foscolo, Ortis) 116
A colui che cerca l’impossibile è giusto che sia negato il possibile. (Cervantes, novelle esemplari) 117
È più perdonabile peccare contro la verità che contro la bellezza. (Sterne, Tristram Shandy). 118
Col segreto industriale sono state messe in gire decine di migliaia di sostanze chimiche delle quali, nel migliore dei casi, non si conoscono ancora gli effetti. 119
Sterne, SterneSternesterne, i tuoi scritti non si prestano come quelle di Sheakespeare. 120
Come li vuole gli uomini un principe che impone alle belve di essere miti? (Marziale) 121
E come li vuole l’andamento della borsa? 122
Costringere un carcerato che si lascia morire di fame a ingoiare del cibo: neanche Attila aveva osato. 123
Può una donna amare un uomo che anche per una sola volta le sia apparso volgare? (Merimèe) 124
E può un uomo amare una donna che anche per una sola volta li sia apparsa volgare? 125
Perché non esistono medici per insetti? (Roland) 126
Di delitto in delitto, sempre all’uomo si finisce per risalire nel trovare il carnefice supremo della natura. (Roland)127
I granchi
questi animali
che canterellano forse
quello che tentano di ricordare
del canto delle sirene (Jarry)128
per sopravvivere l’uomo deve diventare più forte delle macchine, così come è stato più forte delle belve. (Jarry)129
E’ vergognoso che nessuno scienziato alzi la voce, hanno paura di perdere lo stipendio e la posizione (capite?) hanno paura. 130
E qual è il principale sentimento oggi che ispirano le grandi scoperte? Il terrore! Conoscenza senza sapienza, comodità senza sicurezza, credenza senza fede. (Miller, Rimbaud) 131
Cosa sono gli ultimi diecimila anni dell’uomo sapiens rispetto al milione di anni che il mammifero uomo ha impiegato per scoprire l’agricoltura? 132
Era sola e mi guardava. E io neanche una carezza. 133
Per essere un’era di civiltà, mi pare che nella nostra si parli un tantino troppo di civiltà, non credi? (Mann, Faustus) 134
Per possedere qualcuna occorre non abbandonarsi, non perdere la testa per lei, restarle insomma superiore. Ma è legge della vita che si gode solamente di ciò in cui si abbandona. (Pavese, il mestiere di vivere) 135
La società tutta controllata economicamente e tutta libera spiritualmente, è una contraddizione. (Pavese) 136
Giudichiamo per idee, per astrazioni, che debbono o meno trionfare, e non sappiamo più cosa sia un uomo. Siamo tornati ai tempi in cui si odiava il nome del nemico, la più religiosa delle barbarie.
Ma c’è una differenza da quei tempi: non siamo più religiosi. (Pavese) 137
C’è dell’impudicizia nella curiosità di Socrate: voler conoscere a tutti i costi.138
Platone fu l’ultimo sapiente e Aristotale il primo scienziato. Dopo, la saggezza occidentale non è mai andato oltre l’uomo. 139
Jarry, ci restava solo la derisione dell’opera dell’uomo, e dell’opera più vicina dell’uomo. Il mezzo sorriso! “Datemi uno stuzzicadenti”, le ultime parole di Jarry, e quando l’ebbe ottenuto (un intero pacchetto!) gli luccicarono gli occhi dalla felicità. 140
La civiltà potrebbe facilmente inciampare nelle sue stesse gambe. (Burckhardt) 141
Più disgraziata di tutti in questi tempi è la situazione di arte e poesia, intimamente disancorate in questo irrequieto mondo, in questo brutto ambiente, mentre tutta la spontaneità della produzione è seriamente minacciata. (Burckhardt) 142
Pavese è un prodotto dalla città, mai contatti da animali, piante, pianti, è stato solo insieme a volgarissimi letterati arrivisti e a gente ipocrita dell’imprenditoria editoriale. Come poteva non suicidarsi? Da un albergo all’altro, da un articolo all’altro per dovere di scrittore, costretto ad ammiccare a qualche bella ideuzza spremuta da qualche libro su cui bisognava non dire troppo male … come non suicidarsi? Sull’autorità di Pavese la carriera di un Italo Calvino! 143
- Domani morirai!
- Ma chi se ne frega!! 144
La sola esistenza di musei, parchi, riserve, vuol dire la fine. L’unica sopravvivenza possibile è una sopravvivenza in vitro. 145
… oppure tutto deve diventare un business come in America? (Burckhardt) 146
Ti ho pensato alle 24 e 35 e 56 centesimi. 147
Gli antichi (e per antichi intendiamo uomini di due o tremila anni fa) pensavano che l’uomo venisse verso un continuo decadimento. Oggi che l’uomo sta fagocitando tutta la vita terrestre si pretende che si vada verso un continuo progresso. 148
Sono duecento anni che con tutti i mezzi si avventano sulle folle immagini di sofferenza per scatenare la loro capacità di produrre di peggiori. (Ceronetti) 149
Sappiamo di parlare a un uditorio di dementi o di candidati-aspiranti alla demenza. (Ceronetti) 150
Ci sono popoli come l’Indiano ai quali la storia è pervenuta solo in forma poetica: eppure, poemi come il Mahabarata rendono il senso della storia molto meglio di qualunque compendio storico con tanto di date e di dati obiettivi. (Heine) 151
Oh voluttà di dar tutto per nulla! (Sbarbaro) 152
Ti amo. La mano appoggiata sulla leva del cambio e la mia sulla tua. 153
Fatuo come in mezzo alla città il giardino pubblico. (Sbarbaro) 154
Follemente sano di mente (Henry Miller) 155
La psicologia è un tentativo di dare un nome all’innominabile. Tu sai benissimo che ogni pochi anni vedremo cambiare la terminologia e con essa la teorie, le interpretazioni delle teorie, ecc. (Miller) 156
Bunuel dice continuamente qualcosa e i ciglioni immaginano che sia soltanto un discoletto che si ficca il dito nel naso. (Miller) 157
“Il Maestro e Margherita” è il canto del cigno del romanzo. Ormai solo schegge potranno essere scritte. 158
La letteratura è in preda a un’attività del tutto simile alla Borsa. (Valery) 159
Oggi, 19 ottobre 1982, hanno dato un altro Nobel per la letteratura e, immancabilmente, a un altro coglione. Tutti autori maturati dalla critica e dall’andamento, appunto, della Borsa. 160
I miei scritti mi adopero a che piacciano a pochi. (Petrarca). Quale scrittore oserebbe dire oggi una cosa del genere anche per scherzo? 161
Ogni tanto qualche scrittorello che ha raggiunto alcune decine do migliaia di copie, preso da raptus missionario o da complesso di colpa, scrive il suo libro sulla pace, contro le armi atomiche o sull’inquinamento. Ma guai toccare l’Essenza del Sistema! 162
l’accompagnai alla discoteca
con la macchina l’accompagnai
l’accompagnai a casa sua
con la macchina l’accompagnai
fermai la macchina per farla scendere
ma non si muoveva e non scendeva
ed era sola e mi guardava 163
Un giorno Ciuang-Tze sognò di essere una farfalla, una farfalla che volava di qua e di là, felice di vivere. Questa farfalla non sapeva di essere Ciuang-Tze. Noi non sappiamo se Ciuang-Tze sognava di essere Ciuang-Tze. (Libro di Ciuang-Tze) 164
E subito Aristotale pensò: tra Ciuang-Tze e la farfalla deve esserci una qualche distinzione. 165
Abbiamo ridotto gli antichi saggi e filosofi presocratici a gnoseologi ed ecco che appaiono ridicoli nelle loro vesti di ‘scienziati’. Ma essi erano al di là della conoscenza dei puri fenomeni. 166
Se il re ama la musica, il regno sarà ben governato. (Mencio) 167
Discutere è un mezzo per non vedere chiaro. (Ciuang-Tze) 168
Chi noterebbe ormai una bottiglia nell’oceano? 169
Le donne il sonno i gatti, i non chiamati vengono e, se vengono chiamati, non vengono. 170
Il desiderio di avere una propria morte diventa sempre più raro. Ancora un po’ e diventerà rara come una propria vita. Mio Dio, c’è già tutto pronto. Si arriva, si trova una vita, bell’è confezionata, solo da indossare. (Rilke) 171
La rogna non prude durante il piacere. (Proverbio zingaro) 172
Quando c’è una donna a guardarci non c’è merito a burlarci della morte. (Merimèe) 173
Le città sono ormai senza piazze. 174
Questa oscurità, venuta dall’occidente, coprì l’enorme città. Scomparvero i ponti, i palazzi. Tutto sparì come non fosse mai esistito. (Bulgakov) 175
Quando la ganga arruffa le penne e raspa il terreno, si sviluppa probabilmente più anima che quando un erudito alla scrivania connette un pensiero con un altro. (Musil) 176
Non ho documenti, dunque non esito. (Bulgakov) 177
Si progredisce forse sopprimendo le distanze? La mania di viaggiare! Chi viaggia molto fugge da ciascun luogo che lascia e non cerca il luogo dove giunge. (Unamuno, Nebbia) 178
Io amo senza speranza. (Dostoevskij) 179
Vivere più di quarant’anni è indecoroso, volgare, immorale. (Dostoevskij) 180
… mi misi a ridere e Grazia mi chiese perché ridevo.
- Beh, rido così.
- Come così?
- Così.
Le detti un bacio e tentai di dargliene un altro. Ma lei:
- Eh, no, perché ridevi?
Allora le presi le guance con tutte e due le mani, glie le strinsi e la guardai a lungo negli occhi. E lei di nuovo:
- A cosa stai pensando?
Le dissi la pura verità:
- Hai dei bellissimi occhi, non mi stancherei di guardarli.
- Ma perché ridevi?
- Non lo so, Grazia.
- Come non lo sai?
Santi del Cielo, come rispondere a certe domande dicendo solo la pura verità? 181
Una volta lo spettacolo era l’uomo stesso quand’era in festa. Ora si ha bisogno di una festa per avere uno spettacolo. Ma neanche! Si ha bisogno di una manifestazione ‘culturale’ per avere un teatro di Barba.
Grazie, grazie, comunque, Barba! 182
Chissà, si starà pettinando.
Forse starà al bar tutta sola. 183
Generazioni e generazioni che non sapranno mai cosa vuol dire vivere senza il giornale, senza il televisore, senza il fracasso di macchine, di notizie, di avvenimenti, di opinioni, di opinioni su altre opinioni! 184
Gli uomini dal breve destino scrutavano solo una piccola parte della vita con le loro esistenze e, innalzandosi come il fumo, si dileguano, affidati solo a quel poco che ciascuno incontra per caso, mentre vagano per ogni dove; e questo, che per lui è tutto, si vanta di scoprire. (Empedocle) 185
Gente come Goethe, con la capacità di scendere negli abissi, anche lui per non perdere la posizione, si fermò alla superficie delle cose e tutto quello che si può cavare da lui è una saggezza da marciapiede. 186
Molti mammiferi, con la perdita dei denti, perdono anche la vita. Col dentista noi allunghiamo la nostra e con i cibi teneri e sugosi. Ma ormai viviamo da morti con la dentiera. 187
I greci potavano desiderare l’Immortalità lasciando ai futuri la fama delle loro opere. Oggi quali futuri potranno accogliere le nostre opere? 188
Neanche nel Paradiso delle Muse potrà ormai essere accolto un artista. 189
Dove posso trovare l’idea più bella del mondo? 190
Non esisteva neanche un barlume di dubbio che l’uomo dovesse finire così male, valeva quindi la pena al tempo dei greci iniziare a cercare la Verità. 191
Che ce ne facciamo ormai della Verità? 192
Anche la Speranza ha ormai abbandonato la Terra. Sicuramente l’ha abbandonata la bellezza. 193
Ancora nel Medio evo gli uomini erano ancora abbastanza scanzonati da occuparsi di Santi, Streghe e Draghi. 194
Come ormai occuparsi dell’uomo? 195
Quanta curiosità in Erodoto, quanta gioia di sapere in Socrate! Tutto ciò è già oggetto di riso in Cervantes e in Bulgakov è considerato immorale. 196
Riacciuffare il teatro.
Jarry, Artaud, Grotowsky, Barba, O.K.!
Ma come riacciuffare il posto dove rappresentarlo?
Ed ecco che l’ultimo teatro sarà un’ aquila in un gabbione enorme. Potrà anche spiegare le enormi ali per qualche decina di metri, ma senza alcun rischio per gli spettatori. Quell’aquila non avrà più rocce inaccessibili dove allevare gli aquilotti. 197
Occuparsi di un Rimbaud o di un Leopardi solo per indagare nella loro vita privata e trarne motivi di pettegolezzi. 198
Libri sui libri e libri che parlano sui libri scritti su altri libri. 199
La prima “Tragedia dell’Arte”, a Stabello.
I ricordi tuttora vivi: durante le prove, la ragazza rossa coi capelli ricci, e il suo seno scoperto proprio dalla parte dove mi trovavo io, sembrava scoperto apposta per me, chissà dove si trova adesso quella ragazza.
La danza del dottor Jackyll, il colpo forte sul piede sinistro sugli accordi di Min Fars Hus. 200
- Cieco?
- No, “non vedente”.
L’ipocrisia ha raggiunto anche i ciechi! 201
Ma lo sapete voi, lo sapete voi che senza l’Inglese l’umanità può vivere, può ancora vivere senza la Germania, può vivere anche troppo facilmente senza i russi, può vivere senza la scienza, può vivere senza pane, ma soltanto senza la bellezza non potrebbe vivere, perché non ci sarebbe più niente da fare al mondo? (Dostoevskij) 202
Una ragazza, avevo camminato o lavorato,
non mi ricordo, insomma ero stanco morto,
ero andato a letto tardissimo,
non avevo fatto neanche due ore di sonno,
una ragazza entrò nella mia stamberga
e mi portò una rosa
e io le dissi infastidito di metterla lì sul tavolo,
non sapevo che fosse una rosa così bella,
non la mandai a fanculo,
ma è come se lo avessi fatto.
Mi girai dall’altra parte:
ah, com’era bruna, con gli occhi sorridenti, le sopraciglia nere e qualche dente marcio,
i capelli nerissimi,
era più una giovane zingara che una ragazza,
per quella ragazza darei ora tutto,
chissà dov’è adesso, chissà che sta facendo,
mi metterei in giro per il mondo solo per cercarla. 203
Forse era di Albino.
La sola questione del femminismo è il lato comico di una tragedia, come fare il solletico a un moribondo per costringerlo a ridere. 204
Quando nacque la repubblica di Platone (ecco ciò che in Platone è volgare), nacque l’idea di uno Stato giusto e di un Potere che sia anche giusto. 205
Joyce fa dei ghirigori con la penna e i critici lo hanno preso per un Pollock. Non si poteva cadere più in basso di così in fatto di ghirigori come in fatto di gusto. 206
È più passabile un Maupassant di mille romanzieri premiati nel novecento. 207
Europa, America, Asia, scomparite. La nostra marcia vendicatrice occupa tutti i luoghi di città e di campagna! – noi saremo schiacciati! Salteranno i vulcani! E l’ Oceano sconvolto … (Rimbaud) 208
I suicidi erano una volta dei colpevoli. Ora sono degli innocenti: Rimbaud, Van Gogh, Pavese, Pasolini, Galois, Puskin, Bulgakov, Trakl…; Kleist fu il primo, Kleist e la sua ragazza. 209
Felici gli stessi martiri! Per cosa vale oggi la pena di morire? La donna, forse. Ma neanche per una donna vale ormai la pena di morire. 210
Incombe sull’arte moderna un sospetto d’ignoranza e d’impotenza che le più strane ricerche lo eccitano molto di più di quanto non lo dissipino. (Valery) 211
Ma ormai chi sopravvive? Non ci sono più monarchi, grandi vescovi, onnipotenti signori che siano in grado di farsi palazzi, giardini, chiese, sepolcri, mobili e gioielli, monumenti di orgoglio, così preziosi e originali …
Non ci sono più originali, infatti, uomini che non si esaltano che di se stessi. Non ci sono più che le masse a mandarti a commissioni. Vedo bene, qua e là, due o tre trascinatori di popoli, ma non possono volere altro che quanto possono suggerire o intimare alla folla di volere.
I tipi diventano rari, gli uomini bizzarri e singolari scompaiono, li mettono, d’altronde, non appena individuati, nelle case di cura, dove gli psichiatri ne fanno dei bei libri. Alcuni miliardari d’America hanno provato, sì, a giocare ai Medici, ma a casaccio; voglio dire: BEN CONSIGLIATI! D’altronde agivano con la mira dell’effetto, dei giornali, dei musei, del bene pubblico…, non per proprio gusto. Questo è il punto: la voluttà muore. Non si sa più godere. Siamo ormai all’intensità, all’enormità, alla velocità, alle azioni dirette sui centri nervosi, perla via più breve.
L’arte è anche l’amore debbono cedere davanti a nuove forme di dissipazione del tempo libero e della sovrabbondanza vitale; e queste forme saranno quel che saranno. (Valery) 212
L’uomo conosce l’utilità dell’utile, ma non quella dell’inutile. (Ciuang-Tze)213
Meno comodità, più rischi, più malattie, ma, diamine, i sogni dell’uomo erano più felici. 214
Ogni attore ricordi che se diverte cento ignoranti, offende dieci intendenti, dei quali si deve far maggior stima ceh di tutto il resto. (Cecchini) 215
Arlecchino della Tragedia dell’Arte, come quello della Commedia, agile e rozzo, ricco di goffaggine e di grazia, semplice e arguto, zotico ed elegante, delicato anche nell’offendere, bugiardo e sincero nello stesso tempo, …. Grazie Silvio. 216
L’acropoli ufficiale tra le più gigantesche concezioni della barbarie moderna. (Rimbaud) 217
I borghesi. Proprio da coglioni, da imbecilli, da miserabili, da vigliacchi, neanche la furbizia di immaginarsi due o tre generazioni di nipoti più felici di loro. 218
Jarry e Rimbaud, vi assicuro, erano più coraggiosi di Gesù nel cercare la morte di croce. 219
I grandi Incazzati avrebbero oggi un ruolo ridicolo, il ruolo di un Che o dei brigatisti: con chi se la prenderebbe oggi un giordano Bruno, un Savanarola, un Lutero? Ditemi voi, con chi s’incazzerebbero i grandi Incazzati? 220
Ah, che porcheria! Il cattivo diritto non vale forse quanto il buono? (Jarry) 221
A che serve l’eloquenza? Se parli con eloquio ricercato per lo più riesci odioso. (Confucio) 222
Tutta l’arte occidentale, a parte pochissime eccezioni, è un’arte eloquente! Tutta la musica colta! Tutta la marmaglia di raffinati artisti, pittori, scultori, musicisti e scrittori del nostro secolo! Tutta l’architettura moderna, dico proprio tutta! Tutta roba distillata, tanto da perdere la carne e il sangue e che cos’è l’arte se non sprizza carne e sangue? Come la musica di Berio (tanto per farne un esempio), scheletrita, in provetta, distillata. Che ce ne facciamo di questa roba? Narcisismo di classe, Mann, Proust, Joyce, narcisismo per il cervello, per intellettuali, per atteggiamenti culturali, per il pettegolezzo quotidiano di critici e letterati. 223
Proust. E per questo sarà punito. (Adorno) 224
La figa come tabacchiera e la tabacchiera come figa. 225
Quali pensieri possono nascere da gente inscatolata in migliaia di casermoni, ognuno schiacciato sotto il peso di un altro, un piano sull’altro, un televisore, un frigorifero, una cucina o un cesso sull’altro, assordati da dentro e da fuori? 226
Sono già morte tutte le persone a cui fare leggere questo scritto. Mi resta solo Silvio. 227
Ciò che una volta avveniva ogni giorno, in ogni uomo, in ogni nucleo, ad ogni festa, durante la caccia, durante la pesca, durante la semina durante un raccolto, ora avviene solo come “fenomeno artistico” e bisogna aspettare un Barba o un Tragedia dell’Arte! 228
Ma lo sapete che a Parigi sono stati fatti degli esperimenti seri circa la possibilità di guarire i pazzi unicamente con la persuasione e con la logica? Un professore di là, uno scienziato serio, ha pensato che si possono curare così. La sua idea fondamentale è che nell’organismo dei pazzi non esista un turbamento vero e proprio, ma che la pazzia sia, diciamo così, un errore di logica, un errore di apprezzamento, un modo sbagliato di vedere le cose. Egli confutava gradatamente le ragioni del malato, e figuratevi, dicono che ottenesse dei risultati di questa cura, certo, lasciano qualche dubbio… Per lo meno così pare… (Dostoevskij) 229
Invece un fenomeno di vita, l’arte e soprattutto il teatro stanno diventando l’ultimo testimone della vita. Grazie, comunque, Barba. 230
Il mio naso può penetrare di persona, senza servirsi delle dita, nella più piccola tabacchiera, beninteso, purché non intervenga un buffetto a respingere l’intruso. (Gogol, Lettera a una giovane signora). 231
Nessuno più dà credito all’artista, non dico in soldi, ma almeno in rispetto, in buongiorno. Ed ecco che l’artista si concede dei crediti con la gente, con atteggiamenti arroganti, con richieste di soldi senza contropartita, con paroloni di superiorità. Poveri i coglioni che gli capiteranno attorno: faranno comunque una brutta figura al cospetto delle Muse. 232
Ciò che è intellettuale era senza speranza, l’umanità senza dimora …
Analizzati, ma pur liberi, erano ancora solo i sogni. La vita e suoi fini eterni! Aihai! Adesso si era al nocciolo. L’assenza di futuro per un’intera figliata della creazione, legata a un’età della terra, a quella ominina; in una parola, il quaternario andava all’indietro… Solo alcune drapperie ideologiche di fondo storico politico avrebbero annebbiato ancora alcune generazioni…
Quel che c’era ancora, sarebbero stati alcuni resti di anime solitarie, qualcosa di molto cosciente, di profondamente melanconico, uno spirito che si vive tacendo…
Ma il dogma, quello dell’ homo sapiens, era finito. 233
È penoso che alcuni buoni scrittori del nostro secolo, per sopravvivere, abbiano dovuto scrivere recensioni per solo mestiere: perfino Brecht, Pavese, Adorno, Benjamin, Pasolini…, Bulgakov s’è salvato, ma lui è il più luminoso. Come si fa a scrivere una recensione senza almeno un po’ d’ipocrisia? 234
Ormai la morte viene celebrata più con vergogna che con dolore! La vergogna, capite? Di avere un morto in casa, di contattare le imprese funebri, in mezzo al frastuono della città. Un finale più disgustoso non si poteva immaginare neanche due o tre secoli fa. 235
Anche nei migliori dei casi si arriverà alla programmazione, delle nascite, il turno per fare un figlio, petizioni o scioperi, file e code per sempre più bisogni, una media di operai, di tecnici, di pittori, da non superare, una media della felicità generale da controllare! Capite? Una media della durata del tempo libero, delle vacanze, delle ore di ricerca, e i bisogni del Potere penetreranno nei bisogni di tutti gli individui, anche nel più profondo dei loro sogni.
Alla fine l’uomo so vergognerà di aver fatto un sogno. 236
Sei così splendida
che non m’importa neanche
se ti depili le gambe
(Zappa) 237
se tutto dovesse saltare per aria noi giornalisti saremmo i primi a raccontarvelo. (Zappa) 238
Me see a neon
moon above
(Zappa) 239
Che ragione c’è ancora per vivere?
Ehi Punk, dove vai?
Tu pensi di sapere ogni cosa …
Può anche darsi. (Zappa) 240
Ma a che serve a confronto di un bacio di donna? 241
La meraviglia di un bambino si esprime sempre più con l’esclamazione “è proprio come in televisione!” 242
Delle invenzioni.
Me-Ti diceva: si inventa molto a favore degli uomini e molto contro di loro.
Le invenzioni a loro favore vengono messe a tacere. Quelle a loro danno promosse.
Se uno inventa una lampada che non si consuma mai per decenni, l’invenzione viene comprata dai fabbricanti di lampade, non perché queste lampade si fabbrichino. (Brecht) 243
Gli Stati Uniti sono solo il canile della civilizzazione. Alle nostre spalle abbiamo duecento anni di stupidità e pensiamo di avere il diritto di stare alla pari con gente che ne ha migliaia di anni. (Zappa) 244
Il Padreterno soppiantato dal Dio Stato. 245
Moloch. 246
Babele, la confusione dei linguaggi. Il solo vocabolario d’un adolescente è già diverso, oggi, da quello di un ventenne, i suoi valori, i suoi gusti. 247
L’Educazione tutta nei tentacoli ormai del Dio Stato. Era questo che Platone sognava nella sua repubblica? 248
Tutto sta organicamente confluendo verso la distruzione. 249
La memoria dei popoli senza scrittura. Con la scrittura, più che ricordare, l’uomo ha registrato e quindi ha dimenticato. 250
Non avere più posteri. Non avere più individui che meditano. A quale oceano affidare un messaggio chiuso in una bottiglia? 251
Quanta tristezza! Qui non si tratta di salvare il salvabile o di cogliere aspetti positivi. 252
La casa brucia e si discute ancora sulle mattonelle da mettere nel bagno o su come tappezzare il salotto. 253
La verità sugli Dei e su tutte le cose
nessuno la conosce
e non la saprà mai nessuno,
e anche se per caso uno dovesse dire il vero su qualcosa, non la sa neanche.
Di tutte le cose si opina. (Senofane) 254
Il cinema era appena nato e l’ hanno subito trasformato in ciarla teatrale. 255
Cassandra urla “al fuoco al fuoco”, ma nessuno accorre. 256
Neanche al cieco Tiresia possiamo ricorrere. 257
Se io sono cieco, tu non vedi, anche se ci vedi.
(Tiresia-Sofocle) 258
Tutte le paure, le sorprese, i timori, le angosce che una volta si avevano durante il giorno, nei boschi, nei campi, il fruscio improvviso di un ramarro poteva spaventare, tutto s’è adesso trasferito nella notte, nell’era dell’insonnia, della tensione continua anche tra le comodità più comode, con lo stipendio assicurato, il rumore del frigo, la festa assicurata. I sogni degli uomini diventano sempre più cretini nell’era dell’insonnia. 259
‘Sistemi filosofici’ sono stati chiamati negli ultimi secoli i ghirigori di concetti astratti, morbosità e narcisismo verbale, merda concettuale. Se proprio si voleva giocare con dei concetti e con delle forme astratte, bisognava ottenere le grazie della Dea Matematica. 260
Ma anche la Dea Matematica s’è ormai prostituita. 261
Il divertimento, sempre più organizzato! 262
Sacrilego lo scempio che si sta compiendo ai danni della Bellezza. 263
È facile (e si vede coi mezzi di massa) peccare contro la Verità, ma è più insopportabile peccare contro la Bellezza. 264
La Tragedia dell’Arte era disposta a pagare con la vita. Ecco perché avevano spettatori che ringraziavano con “grazie per la poesia”. 265
C’è un modo semplicissimo per trasformare una bugia in verità: basta scriverla sui giornali o dirla in televisione. 265
Baciami proprio lì, fammi morire! (The rocky orror picture show) 266
Guai a chi dice la verità con parole semplici. (Horkheimer) 267
Se la Verità è una donna, è bella da vedere nuda. 268
Ante coitum animal triste. 269
Oh darling, ma tu dove vivi? Qui ti comprano come un’ automobile nuova per fare un giro e … quando ti hanno usata, ti buttano via; qui si vive per combattere la noia, per trascinare le notti con qualche novità come Ajita Wilson e, se Ajita Wilson non è più una novità, ti uccidono, darling, semplicemente ti uccidono, perché anche uccidere qualcuno allontana la noia. (Ajita Wilson, Europeo 1982) 270
Se il contenuto è esplosivo, la forma si riduce in schegge micidiali. Cazzi acidi per chi si trova vicino a chi esprime contenuti esplosivi. 271
Viene solo da sghignazzare al pensiero che per alcuni millenni l’homo sapiens si sia considerato immortale dopo la morte del corpo. 272
Almeno le donne hanno le toilettes. Ma gli uomini con che cosa potranno riempire il loro vuoto? (Kraus) 273
Quando i diritti dell’uomo non c’erano ancora, li aveva il privilegiato. Questo era inumano. Ma poi fu stabilita l’uguaglianza, in quanto si tolsero al privilegiato i diritti dell’ uomo. (Kraus) 274
L’uomo ha raccolto la saggezza dei predecessori e guardate quanto è stupido. (Canetti) 275
Queste anime di vermi come potrebbe capire che è importante disprezzare il denaro, anche se uno ne ha bisogno! (Canetti) 276
Non ci si potrà immaginare come sarà pericoloso il mondo senza animali. (Canetti) 277
Tutta la forza, tutta la voluttà, la gioia, l’istinto, lei nel fuggire e tu nell’ inseguirla, la temerarietà nel prenderla per i fianchi e metterla giù per chiavarla è finita. A che serve ormai chiavare? Senza alcuna implicazione! Chiavare scontatamente. Basterà che lei accetti il tuo banale invito a salir su da te! Un uomo piuttosto che un altro, per quella sera, è la stessa cosa, una donna piuttosto che un’ altra, per quella sera! Non più un evento improvviso, come lo strisciare improvviso del ramarro, con una reazione improvvisa! Fino a quando l’ uomo ha chiavato senza la consapevolezza di lasciare incinta una donna? 278
Avevo pensato di affidare una bottiglia all’ Oceano, ma neanche gli oceani possono sopportare il messaggio di un uomo. Ti va, Silvio, di essere una bottiglia? 279
Mio Dio, se qualcosa di ciò si potesse partecipare ad altri! Ma allora sarebbe, allora sarebbe? No, è solo a prezzo di restare soli. (Rilke) 280
Kant dice che senza virtuosismo non c’è arte e Platone che non c’è arte senza delirio delle Muse. Bel progresso in duemila anni di Arte! 281
Chi giunge alle soglie della poesia senza il delirio delle Muse, convinto che la sola abilità lo renda poeta, sarà un poeta incompiuto e la poesia del savio sarà offuscata da quella dei poeti in delirio. (Platone) 282
Il principe Shekur conquistò una città e la offrì alla sua donna in cambio di un sorriso. 283
Che qualcuno raccontasse, raccontasse veramente, dev’essere stato prima del mio tempo. Io non ho mai sentito nessuno raccontare. (Rilke) 284
(Siamo dunque sinceri: noi non abbiamo alcun teatro, come non abbiamo un Dio: per averli bisogna essere una comunità). (Rilke) 285
Tutti i nemici vegetali e animali sono stati sterminati. Resta l’uomo. 286
Penetriamo nelle viscere della terra e ne caviamo l’interiora. 287
Un uomo che non riuscirebbe a dare una sberla a un ragazzaccio si ritrova col coraggio di sganciare un missile atomico… buoni e bravi e rispettabili padri di famiglia… (Lorenz) 288
D’ora innanzi potranno esprimersi solo contenuti esplosivi: la forma deve andarsene in frantumi. 289
Non potremo più fidarci di scrittori che affettano uno stile personale. 290
Non esiste una pratica per quanto infame, per quanto atroce, che non s’imponga, se ha la consuetudine dalla sua parte. (Erasmo da Rotterdam) 291
Pitagora tentava di distogliere la moltitudine ignorante dall’uccidere animali. Egli intuiva che l’uomo abituato a versare il sangue di un animale innocuo non avrebbe esitato a versare il sangue di altri uomini. (Erasmo) 292
Siamo talmente abituati a fare esperimenti sugli animali, sulle piante, che è già consuetudine farne sull’uomo negli ospedali. E tutto ciò senza scandalo di nessuno, con il beneplacito del Progresso Scientifico. Beato veramente chi è già morto e non ha mai immaginato ciò che si sta avverando nei nostri ospedali. 293
La scienza era stato il passatempo di ecclesiastici e accademici! Poi è passata in mano agli scienziati, tutti a servizio dell’industria. Razza di merda, razza di merda, scribi e farisei erano specchi di verità e di onestà al confronto. 294
A me diventa subito sospetto un autore che tratta anche con un minimo riguardo la psicanalisi.295
I futuri eremiti non cercheranno la solitudine, ma fuggiranno dal fracasso. Che pensieri e che meditazioni frastornate faranno in quegli eremi! 296
La verità esiste solo per chi ama. (Musil) 297
Le conoscenze scientifiche, anche quelle più intoccabili, a stento toccano qualche aspetto della realtà. E se toccano la realtà, solo dal punto di vista dell’utile. Quindi la intaccano, non la toccano. 298
Ormai anche gli scienziati più onesti, tipo Lorenz, puzzano, puzzano anche i più profondi: che c’è ne facciamo ormai della verità scientifica e della stessa verità? Perfino la matematica pura, la logica, la ricerca di un Boole, di un Frege, di un Peano, di un Hilbert, di un Gödel, la ricerca iniziata da un Tarski... il solo pensiero che certe verità potessero avere un’applicazione pratica doveva essere rimosso come un pensiero sacrilego e blasfemo. 299
Anche in caso di cataclisma provocato da una bomba, una centrale nucleare, l’immissione di veleni in un acquedotto, il colpevole, in buonissima fede e non a torto, potrà sempre dire “io non c’ entro, ho semplicemente fatto il mio dovere”. 300
Il brigatista che oggi, 13 novembre 1982, s’è lanciato dal settimo piano, piuttosto che farsi prendere dai carabinieri. 301
Dopo Dostoevskij occuparsi dell’uomo sarà una questione sporca. Già il protagonista di Bulgakov non è un uomo. 302
Sarebbe un grave errore immaginare che Leonardo si astato un inventore come quelli del nostro tempo, che hanno come scopo la pubblicità e il guadagno. Cessava di interessarsi ai suoi progetti appena portavano a risultati tangibili. (Sarton) 303
Addetto per quarant’ anni alla piattaforma girevole del teatro. (Bulgakov) 304
È negra, che importa?
Anche i carboni sono neri,
ma accesi splendono come bocci di rosa. (Asclepiade) 305
Montezuma non amava tenere nei suoi giardini alberi da frutta e piante commestibili; anzi era solito dire che era la gente volgare ad amare gli orti. (Solis) 306
Molti jazzisti rifiutano con orgoglio di essere Artisti. 307
Il gatto! Guardate come s’intende di arte questo mammifero! Salta impaurito sulla scrivania del grande regista Stanislawskij, manda per aria le scartoffie, s’arrampica per la tenda e dall’alto guarda impaurito: è appena entrata un’attrice! E guardate come va a rifugiarsi tra le braccia dello Scrittore Green appena alla radio si sente l’urlo di Sigfrido, che in quel momento tutti ascoltano con somma devozione! 308
Vi sono più libri sui libri che su ogni altro argomento. (Montaigne) 309
Francesi tipo Foucault: si guardano con la penna, si palpeggiano, si girano di quarto per vedersi di profilo, come sono graziosi nel maneggio della penna! 310
La nouvelle philosophie! Ma non fatemi ridere! 311
I nostri antenati hanno fatto anch’essi fortuna, come questo signore, coi negri, comprando e vendendo; ma non si sentivano affatto obbligati a elaborare perciò una nuova filosofia. (Bernanos) 312
Gli uomini del Medio Evo non erano abbastanza virtuosi da disdegnare il denaro, disprezzavano però gli uomini che lo possedevano. (Bernanos) 313
Incontriamo uomini che non riconoscono la nostra moneta. (Barba) 314
La bellezza perfetta ha sognato Platone. Ahia, non sai che la bellezza ne soffre? 315
Ormai l’uomo non è più capace di soddisfare i bisogni e i piaceri che richiedono tempo, degustazione, una buona digestione e una lunga ruminazione. Si vuole tutto e subito, e subito tutto. 316
Quando scoppierà il mondo e sarà andata in macchina l’ultima edizione … ci siamo adattati al punto che, se domani ci ordinassero di camminare mani e piedi per terra, noi lo faremmo senza la minima protesta. (Henry Miller) 317
Purché il giornale continui ad uscire e purché la paga ci sia regolarmente. (Miller) 318
Benissimo! Almeno cent’anni or sono ci fu un uomo il quale ebbe occhi per vedere che il mondo era fregato. Il nostro mondo occidentale! (Miller) 319
E quando mi mostrate un uomo che si esprime perfettamente, io non dirò che egli è in grande uomo, ma dirò che non mi piace. (Miller) 320
Proust. E perciò sarà punito. (Adorno) 321
La stessa socievolezza è partecipazione all’ingiustizia. (Adorno) 322
Primo e unico principio dell’etica sessuale: l’accusatore ha sempre torto. (Adorno) 323
L’odierna malattia consiste proprio nella normalità. (Adorno) 324
Bukowsky, Bob Wilson…, smascherati da Adorno, al paragrafo “pagliacci” in “Minima moralia”. 325
Si verificano pause (per telefono, in ascensore) e succede il panico. 326
Ormai non si riesce neanche a sopportare il silenzio. 327
Se si richiamassero tutte le api alla loro ‘apità’. (Stirner) 328