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Cassandra

 

 

 

Il canto del chiù è entrato stanotte

dal mio balcone aperto e m’ ha svegliato.

Ho voluto vegliare anch’io ad ascoltare un poco

quel lamento cadenzato

fino a quando il sonno ha spento il mio udito

ed è tornato per me il vuoto e il nulla della notte.

E proprio a questo vuoto e a questo nulla

esso ha cantato ancora e canta.1

 

Sempre più la musica perde in allegria e guadagna

in contegno. Come fa una musica ad essere seria?

Una musica classica? col direttore? con spettatori che prendono appunti?

Una corrente musicale invece di una musica che corre.

Una forma che scavalca un’altra, come un nuovo detersivo, sempre più nuovo, come un nuovo modello di macchina, sempre più nuovo e sempre più gracile, da consumare subito; neanche il tempo di farsi intaccare dalla ruggine o da un’affezione sentimentale.

Una nuovissima forma, l’ultima, fino a mascherare il suono con l’atteggiamento di suonare.

Col pubblico in devoto raccoglimento, ma non per pregare o ascoltare: la devozione non esiste più. Solo aspettare e vedere cosa succede dopo. Ma dopo non succede niente, perché ciò che succede è un nuovo stimolo alla chiacchiera, alla ciarlataneria, al giornale quotidiano.

Non si canta più.

Chi fischia più il lilibullero, caro Merimèe? Anche solo per dare una risposta elusiva, come il buon curato Yorick?2

 

Ogni cultura aveva il suo blues, le sue nenie, i suoi bassi ostinati, le sue tarantelle.3

 

Guardavi in alto e le stelle erano attonite, e tu con esse.

Ovunque adesso luci invadenti impediscono di guardare attonito le stelle.4

 

Potremo solo urlare. Ma chi sentirà la nostre urla?

Sarà facile farle passare per rumori di macchine o di sirene.5

 

Erano forse più infelici Stendhal e Kierkegaard per non avere, come noi con lo stereo, la possibilità di ascoltare il loro Mozart seduti sul cesso? 6

 

Bisogna organizzare una festa per cantare il blues. Ma come cantare là dove c’è un organizzazione? Non più l’organismo, ma l’organizzazione! Non più il delirio delle Muse, al massimo un po’ di originalità.7

 

Quando prendevo un minimo di stipendio non mi tremavano le mani mentre al bar giravo il caffè. Caro Gogol, mai un pantalone a pennello, una giacca a pennello, sempre troppo stretto o troppo largo, non abbiamo mai la pazienza o l’indelicatezza di provare una decina di paia di scarpe, siamo discreti noi quando si tratta di soldi o di commercio.8

 

La sincerità biliosa di Rousseau o quella di Cartesio, l’uno nel denudare i sentimenti e l’altro nel denudare la ragione.9

 

In chiesa ho cercato lo sguardo di una ragazza che tornava dalla comunione e l’ho ottenuto.10

 

Chissà se lei mi sta pensando in questo momento.  Chissà che starà facendo lei in questo momento. Forse si starà guardando e accarezzando.11

 

Le verità più lampanti non ci passano neanche per la testa. A che serve dunque conoscere la verità?12

 

Più che razionale, l’uomo è un animale abitudinario. Ecco perché il processo d’industrializzazione inutile, la macchina per fare cento metri, anche a dispetto della bomba atomica, sono processi irreversibili.13

 

Russell, questo contenitore di cent’anni di ricerche logiche. I suoi libri sono invenduti anche sulle bancarelle dell’usato e neanche in logica potrà più dire la sua.14

 

Ho assistito impotente all’agonia di un moscerino capitato tra due pagine del mio quaderno, con le gambe all’aria e le antenne attorcigliate.15

 

Non più filosofia, ma letteratura filosofica. Da tre o quattro secoli i filosofi (ma ha ancora un senso la parola “filosofia?”) si nascondono dietro romanzieri e artisti o arlecchini.16

 

Eraclito l’oscuro parla ancora oggi. Cartesio, chiaro e distinto, non si distingue più nella massa di filosofi mestieranti.17

 

Odo finalmente la notte.18

 

Una pineta invasa dai turisti, dalle tende, dai forellini, dalle radioline e dalle schitarrate; e gli animali, impauriti da un’accozzaglia di voci e di cattivi odori, hanno nostalgia della pace di ottobre.19

 

Guardare e voltarsi a guardare senza muovere le pupille, come Montezuma, come Nietzsche o come le aquile.20

 

Che hai fatto oggi?

Ma non ce l’ hai la ragazza tu?

Ma è perché non hai ancora trovato quella giusta?

E a ballare non ci vai?

Vuoi venire qualche volta con noi?

L’interrogatorio dell’amica di Lella è finito con una macchina che le ha prelevate per fare all’amore nel parco. Un temporale improvviso la avrà costrette a farlo in macchina e a me a correre all’impazzata verso casa.21

 

Tutto ciò che si guadagna conversando si perde discutendo.22

 

Non si conversa più, non si racconta più, non si sussurra più. Si chiacchiera o si discute.23

 

Non esistono critici che s’entusiasmano per l’opera che stanno analizzando. Perderebbero l’obbiettività e l’obbiettivo.24

 

Se si amo che te ne frega? (Cervantes) 25

 

Cristo in mezzo a noi. Chi sono scribi e farisei? 26

 

C’è qualche scienziato in mezzo a noi che ha lasciato trapelare, come Archimede, di aver scoperto qualcosa nel bagno? 27

 

I contemporanei, di fronte a un terremoto artistico (Jarry, Artaud, Barba, Grotowsky), lo prendono subito per una nuova forma, una nuova moda. 28

 

Gli artisti “impegnati”, se scomparissero i motivi dell’impegno, non avrebbero altro motivo per fare dell’arte, o no, caro Brecht? 29

 

Non è lontano il tempo: lo Stato si prenderà il ruolo di padre, di madre e i figli faranno proprio tutto quello che lo Stato vorrà. 30

 

Anche del verde sotto l’acqua ci siamo dimenticati, neanche l’erba a mezzo metro dalla riva dell’Adda, calpesti un prato e neanche un grillo ti salta in testa. 31

 

I filosofi occidentali hanno smesso di filosofare per gnoseologizzare, lasciano la sapienza in mano a pittori, attori e danzatori. Ma da qualche tempo non hanno neanche la scienza: l’ hanno lasciata in mano agli scienziati prezzolati dalle industrie. 32

 

-         dimmela quella frase, dimmela anche solo per scherzo;

quale frase?

-         dimmi per scherzo che mi ami;

dimmela tu;

-         ti amo;

ma dai, non è vero! 33

 

Non credo a un’arte che non abbia i bambini dalla sua parte. 34

 

In tutte le società, eccetto l’attuale, il bambino ha partecipato a tutte le forme degli adulti. Solo oggi ci sono libri, film, teatri e musiche per bambini. Ecco che la pedagogia è antipedagogica. 35

 

Finora abbiamo calcolato la distanza che ci separa dagli animali. Ormai è troppo tardi per calcolarne la vicinanza. 36

 

Mai insetto era morto per l’incapacità di rimettersi sulle sei zampe, dopo essere caduto su una marmetta a gambe all’aria. Per milioni e milioni di anni, Silvio, non era mai successo. 37

 

La mantide religiosa e il gatto. 38

 

In cambio del gusto di guidare macchine e schiacciare bottoni ci siamo persi altri novantanove gusti. 39

 

Il cinema come ciarla teatrale amplificata. 40

 

Facile mimetizzarsi oggi: basta sussurrare e nel fracasso non sentiranno sussurra e grida. 41

 

Ormai le necessità dello Stato diventano sempre più necessità capillari. 42

 

Non s’era mai visto un vecchio che si vergogna della propria vecchiaia, con la pensione o in un pensionato. 43

 

Prolungare la vita il più a lungo possibile!

È quale vita? 44

 

Eva ad Adamo:

-         toccami, toccami, non sono mai andata oltre quel punto. 45

 

Felice il giorno in cui peccò Adamo. (Praefatio del Sabato Santo). 46

 

L’unica arte possibile è ormai un’arte incazzata.

O un’arte coprente, per dimenticare, un narcotico, oppure, ahia Barba, un’arte per ricordare, un’arte nostalgica. 47

 

A quante sorgenti purissime (Nietzsche, Baudelaire, Rimbaud, Kierkegaard) sono andati a dissetarsi i porci in questo nostro secolo. Ormai qualsiasi sorgente fa la stessa fine. 48

 

Come per i dinosauri, così per l’homo sapiens: not with a bang, but with A whimper (Eliot). 49

 

Una volta tradire un marito era rischioso non tanto per le conseguenze, quanto per l’alta considerazione in cui era tenuto qualsiasi marito. Oggi (un impiegatuccio, un insegnantucolo, un banchiere, un industrialotto) non ha alcun diritto di pretendere fedeltà dalla donna. 50

 

Ti divora la carne come San Paolo? Il gelo e neanche il tizzone di San Tommaso e neanche la preghiera (che disonore per questa essere usata per spegnere un fuoco!): San Paolo non conosceva il rimedio di Diogene. 51

 

Datemi l’ azione più pura e vi fornirò cinquanta intenzioni viziose di essa (Montaigne). 52

 

Tutta la psicanalisi lavora su cinquanta intenzioni viziose. 53

 

Chi in teatro non trova il comico, trova immancabilmente il grottesco e chi non trova il grottesco, immancabilmente trova il volgare. 54

 

Se non puoi essere un amante, diventa almeno complice degli amanti. 55

 

Almeno la donna si distinguerà per la bellezza. Ma neanche per il cazzo si distinguerà un uomo da un altro. 56

 

Rivedere a trent’anni le tettine delle adolescenti. Ah, quanto ci siamo presi a quindici anni e quanto a trent’anni quando ne avremo cinquanta! 57

 

Sempre più coglioni in giro, coglioni coscienti del proprio dovere e cioè quello del capo di cazzo. 58

 

Quando capita di svegliarti nel cuore della notte e nella tua stanza gemono di piacere due donne che si masturbano, non sturbarle, ma sturbati anche tu e così ti inviteranno al loro banchetto. Ma senza invito ti sturberanno. 59

 

Desidero di chiavare la donna amata: nonostante questo, ti amo! 60

 

Un’assuefazione alla vita urbana odierna è segno di gravissimo equilibrio. È sano soltanto chi ne soffre. (Ceronetti, il silenzio del corpo). 61

 

Il bagno una volta al giorno! L’acqua si vendicherà.

(Ceronetti, ibidem). 62

 

Possibile, l’ascoltatore, lo spettatore dovrebbe avere delle pretese? 63

 

Su questo non ci sono dubbi: con Grotowsky e Barba attori e spettatori si giocano la vita. 64

 

Troppa discrezione, troppo rispetto della critica, per il pubblico, per le mode correnti. 65

 

Denaro e potenza finiti in mano ai coglioni (Nietzsche). Mai era successo in maniera così ineluttabile. 66

 

Due persone abbracciano un cavallo, in due punti diversi del mondo, verso il 1890. 67

 

Meglio una propria menzogna che una verità altrui.

(Dostoevskij) 68

 

Il giornale appena alzati, imbottirsi di notizie fresche, invece di espellere i pensieri non ancora espulsi dai sogni della notte. 69

 

Il blues, unico rimasuglio di una musica cantata in tutte le culture. Cosa significa che ci è rimasto ancora il blues? Tutte le culture sono state distrutte. 70

 

Quando non c’è più una diversità di culture è la fine del mondo. (Dostoevskij, i demoni) 71

 

Un buon artista, una bella donna, un quadro abbagliante, si pensa subito a un buon investimento. 72

 

Non vale più combattere per la Giustizia. L’era dei Martiri è finita. Ecco perché i brigatisti sono patetici. 73

 

Vi andrebbe, signori, di fare una morte alla Kleist? 74

 

Lasciva est nobis pagina

vita proba

(Marziale) 75

 

Finito il formaggio, i vermi si divorano tra loro. 76

 

L’onore, vi par poco signori? Imporre il rispetto ai cretini, far restare a bocca aperta i ragazzi, suscitare l’invidia ai ricchi e il disprezzo dei saggi. (Barnave) 77

 

Il protestante ha cacciato il confessore dalla porta e quello è rientrato dalla finestra vestito da psicanalista. 78

 

Tutta la poesia greca era concepita per la musica e per la danza. Ecco che anche la nostra migliore poesia è patetica. 79

 

Virgilio, il più scialbo dei poeti. Luciano, chi era costui? Non sempre i migliori si conservano, specialmente se non servono al Potere.80

 

Odio la città voglio tornare al mio paese, dove non si compra niente e non si produce tutto. (Aristofane) 81

 

Dioniso giudice di sapienza?

Ma allora il seguente passo è sfuggito a duemila anni di civiltà occidentale: “questa disputa sulla sapienza la decideremo fra poco, io e te, prendendo Dioniso come giudice”. (Platone, Simposio) 82

 

È più crudele tagliare la testa a una mantide per motivi scientifici che non perché in quel momento non si sa che fare o perché si è sadici o per gioco. Ve l’assicuro, è più crudele essere scienziati. 83

 

Non bisogna violentare la natura, neanche per rettificarla. (Ciuang-Tze) 84

 

C’è una schiera di falsi poeti e scrittori che vengono tramandati nelle scuole per l’educazione dei giovani. Manzoni, Tolstoj, Hugo e oso mettere in fila anche Goethe. Un’ occhiolino all’Arte e una al Potere. 85

 

La società era stata fondata con fini grandiosi: assicurare la felicità al genere umano dalle rive del Tamigi alla penisola del Kamchatka; occorreva, per questo, un’enorme somma di denaro. (Gogol, le anime morte) 86

 

Montagne confessa di pensare alla morte e non solo verso la vecchiaia. Il pensiero della morte è ora diventato tabù. 87

 

Callistene perse il favore di Alessandro per non aver voluto bere quanto lui. 88

 

Persino un sofista come Protagora è un modello di sapienza nei confronti di un Freud. Mai un Freud aveva raggiunto tanta popolarità e autorità presso gli antichi. 89

 

Tutti gli abbandoni nella braccia di una donna che nascevano dalla stanchezza sono scomparsi. Ora per abbandonarsi bisogna ubriacarsi. 90

 

Ma ormai chi si abbandona più nelle braccia di una donna? Si perderebbe in contegno. 91

 

Pavese e Pasolini erano troppo ingolfati nelle correnti letterarie per poter volare. Eppure avevano un bel paio d’ali. 92

 

Impossibile pubblicare libri scritti col sangue: neanche sentir parlare di sangue o di morte, ma solo libri per il macero. 93

 

Il senso della della giustizia lo rese brigante e assassino. (Kleist) 94

 

Scienziati compiacenti, scrittori compiacenti e fra poco avremo anche jazzisti compiacenti.95

 

Due contemporanei, l’uno si sta eclissando, l’altro sta sorgendo: Hegel e Schopenhauer. Goethe si rivolterà nella tomba.96

 

Tutti i personaggi delle tragedie antiche hanno ragione.97

 

Quando più uno appartiene ai posteri, tanto più è estraneo ai temporali.  (Schopenhauer) 98

 

Ma ormai i poteri si trasformano in posteriori:

scoreggiano ancora il nome di Hegel e di Freud. 99

 

Milioni di maiali uccisi in serie. Grazie, Zappa, per averci immortalati col sax di Gumbo Variations gli antichi schiamazzi di maiale cresciuto in campagna. 100

 

Sissignori, volutamente le grandi masse sono mandate a un più sofisticato macello, con la distribuzione di sofisticati veleni. Una siringa e niente più dolore della morte e neanche in punto di morte il pensiero della morte. Chi piangerà più la morte di un uomo?

Qualche mese fa ho pianto la morte di una cornacchia, l’ ho portata a seppellire e, a ogni sasso su cui inciampavo, cadeva anche qualche lacrima ancora titubante sull’orlo del mento. Ma la morte di un uomo chi la piangerà ormai? 101

 

Quale scienziato, quale filosofo, quale scrittore rischia, come Protagora, il pubblico esame davanti a un Socrate? Tutti parlano dal retrobottega delle case editrici e dei giornali, dalla poltrona della propria sala, intervistati dalla giornalista belloccia. 102

 

Protagora osava affermare: “Chi mi frequenta avrà il vantaggio di tornare a casa migliore di prima”.

A chi interessa ormai tornare a casa migliore di prima? 103

 

I greci dimostravano tramite raziocinio o tramite un mito. Oggi diventa mistico chi dimostra tramite un mito, o no, caro Eugenio Barba? 104

 

Il potere cerca di moltiplicare i bisogni delle masse, così le avvinghia sempre di più. (Stendhal) 105

 

Per farmi impressione ci vogliono ormai opere fatte da Dio.  (Stendhal) 106

 

Non capisco come una mano pura possa toccare un giornale senza una convulsione di disgusto. (Baudelaire) 107

 

Non capisco come una donna incinta possa toccare un giornale senza abortire subito. (Ceronetti) 108

 

Il mondo sta per finire. La sola ragione per la quale potrebbe durare è che esiste. Che ha ormai il mondo da fare sotto il cielo? Non dico che il mondo sarà ridotto agli espedienti e al disordine delle repubbliche sudamericane, o che torneremo allo stato selvaggio e che andremo a cercarci il cibo tra le rovine erbose della nostra civiltà. No. Queste avventure presupporrebbero ancora una certa energia vitale, eco delle età primitive. Nuovo esempio e nuove vittime delle inesorabili leggi morali, periremo per colpa di ciò di cui abbiamo creduto vivere. La meccanica ci avrà talmente meccanizzati, il progresso avrà così bene atrofizzato in noi tutta la parte spirituale, che nulla delle fantasie sacrileghe e sanguinarie degli utopisti potrà essere paragonato ai suoi risultati positivi. (Baudelaire) 109

 

Il canuto mare. (Omero) 110

 

L’uomo era all’inizio simile a un altro animale:

il pesce. (Talete) 111

 

Con la nascita della scienza il concetto di verità è scaduto a concetto di verifica. Tutto ciò che non è verificabile non è vero. 112

 

Ti amo, ti amo, anche se è fuori moda, ti amo. 113

 

Lo spreco di carta! Gli alberi si vendicheranno! 114

 

Si è stabilito il principio della folla e questo concetto avrà (dopo la sopraffazione delle culture e con l’aiuto della stampa) un potere ben più nefasto che nell’antichità. (Kierkegaard, diario, 1848) 115

 

Si legge molto, non si medita, si copia; parlando sempre si svapora quella bile generosa che fa pensare e scrivere fortemente. (Foscolo, Ortis) 116

 

A colui che cerca l’impossibile è giusto che sia negato il possibile. (Cervantes, novelle esemplari) 117

 

È più perdonabile peccare contro la verità che contro la bellezza. (Sterne, Tristram Shandy). 118

 

Col segreto industriale sono state messe in gire decine di migliaia di sostanze chimiche delle quali, nel migliore dei casi, non si conoscono ancora gli effetti. 119

 

Sterne, SterneSternesterne, i tuoi scritti non si prestano come quelle di Sheakespeare. 120

 

Come li vuole gli uomini un principe che impone alle belve di essere miti? (Marziale) 121

 

E come li vuole l’andamento della borsa? 122

 

Costringere un carcerato che si lascia morire di fame a ingoiare del cibo: neanche Attila aveva osato. 123

 

Può una donna amare un uomo che anche per una sola volta le sia apparso volgare? (Merimèe) 124

 

E può un uomo amare una donna che anche per una sola volta li sia apparsa volgare? 125

 

Perché non esistono medici per insetti? (Roland) 126

 

Di delitto in delitto, sempre all’uomo si finisce per risalire nel trovare il carnefice supremo della natura. (Roland)127

 

I granchi

    questi animali

         che canterellano forse

               quello che tentano di ricordare

                     del canto delle sirene (Jarry)128

 

per sopravvivere l’uomo deve diventare più forte delle macchine, così come è stato più forte delle belve. (Jarry)129

 

E’ vergognoso che nessuno scienziato alzi la voce, hanno paura di perdere lo stipendio e la posizione (capite?) hanno paura. 130

E qual è il principale sentimento oggi che ispirano le grandi scoperte? Il terrore! Conoscenza senza sapienza, comodità senza sicurezza, credenza senza fede. (Miller, Rimbaud) 131

 

Cosa sono gli ultimi diecimila anni dell’uomo sapiens rispetto al milione di anni che il mammifero uomo ha impiegato per scoprire l’agricoltura? 132

 

Era sola e mi guardava. E io neanche una carezza. 133

 

Per essere un’era di civiltà, mi pare che nella nostra si parli un tantino troppo di civiltà, non credi? (Mann, Faustus) 134

 

Per possedere qualcuna occorre non abbandonarsi, non perdere la testa per lei, restarle insomma superiore. Ma è legge della vita che si gode solamente di ciò in cui si abbandona. (Pavese, il mestiere di vivere) 135

 

La società tutta controllata economicamente e tutta libera spiritualmente, è una contraddizione. (Pavese) 136

 

Giudichiamo per idee, per astrazioni, che debbono o meno trionfare, e non sappiamo più cosa sia un uomo. Siamo tornati ai tempi in cui si odiava il nome del nemico, la più religiosa delle barbarie.

Ma c’è una differenza da quei tempi: non siamo più religiosi. (Pavese) 137

 

C’è dell’impudicizia nella curiosità di Socrate: voler conoscere a tutti i costi.138

 

Platone fu l’ultimo sapiente e Aristotale il primo scienziato. Dopo, la saggezza occidentale non è mai andato oltre l’uomo. 139

 

Jarry, ci restava solo la derisione dell’opera dell’uomo, e dell’opera più vicina dell’uomo. Il mezzo sorriso! “Datemi uno stuzzicadenti”, le ultime parole di Jarry, e quando l’ebbe ottenuto (un intero pacchetto!) gli luccicarono gli occhi dalla felicità. 140

 

La civiltà potrebbe facilmente inciampare nelle sue stesse gambe. (Burckhardt) 141

 

Più disgraziata di tutti in questi tempi è la situazione di arte e poesia, intimamente disancorate in questo irrequieto mondo, in questo brutto ambiente, mentre tutta la spontaneità della produzione è seriamente minacciata. (Burckhardt) 142

 

Pavese è un prodotto dalla città, mai contatti da animali, piante, pianti, è stato solo insieme a volgarissimi letterati arrivisti e a gente ipocrita dell’imprenditoria editoriale. Come poteva non suicidarsi? Da un albergo all’altro, da un articolo all’altro per dovere di scrittore, costretto ad ammiccare a qualche bella ideuzza spremuta da qualche libro su cui bisognava non dire troppo male … come non suicidarsi? Sull’autorità di Pavese la carriera di un Italo Calvino! 143

 

- Domani morirai!

- Ma chi se ne frega!! 144

 

La sola esistenza di musei, parchi, riserve, vuol dire la fine. L’unica sopravvivenza possibile è una sopravvivenza in vitro. 145

 

… oppure tutto deve diventare un business come in America? (Burckhardt) 146

 

Ti ho pensato alle 24 e 35 e 56 centesimi. 147

 

Gli antichi (e per antichi intendiamo uomini di due o tremila anni fa) pensavano che l’uomo venisse verso un continuo decadimento. Oggi che l’uomo sta fagocitando tutta la vita terrestre si pretende che si vada verso un continuo progresso. 148

 

Sono duecento anni che con tutti i mezzi si avventano sulle folle immagini di sofferenza per scatenare la loro capacità di produrre di peggiori. (Ceronetti) 149

 

Sappiamo di parlare a un uditorio di dementi o di candidati-aspiranti alla demenza. (Ceronetti) 150

 

Ci sono popoli come l’Indiano ai quali la storia è pervenuta solo in forma poetica: eppure, poemi come il Mahabarata rendono il senso della storia molto meglio di qualunque compendio storico con tanto di date e di dati obiettivi. (Heine) 151

 

Oh voluttà di dar tutto per nulla! (Sbarbaro) 152

 

Ti amo. La mano appoggiata sulla leva del cambio e la mia sulla tua. 153

 

Fatuo come in mezzo alla città il giardino pubblico. (Sbarbaro) 154

 

Follemente sano di mente (Henry Miller) 155

 

La psicologia è un tentativo di dare un nome all’innominabile. Tu sai benissimo che ogni pochi anni vedremo cambiare la terminologia e con essa la teorie, le interpretazioni delle teorie, ecc. (Miller) 156

 

Bunuel dice continuamente qualcosa e i ciglioni immaginano che sia soltanto un discoletto che si ficca il dito nel naso. (Miller) 157

 

“Il Maestro e Margherita” è il canto del cigno del romanzo. Ormai solo schegge potranno essere scritte. 158

 

La letteratura è in preda a un’attività del tutto simile alla Borsa. (Valery) 159

 

Oggi, 19 ottobre 1982, hanno dato un altro Nobel per la letteratura e, immancabilmente, a un altro coglione. Tutti autori maturati dalla critica e dall’andamento, appunto, della Borsa. 160

 

I miei scritti mi adopero a che piacciano a pochi. (Petrarca). Quale scrittore oserebbe dire oggi una cosa del genere anche per scherzo? 161

 

Ogni tanto qualche scrittorello che ha raggiunto alcune decine do migliaia di copie, preso da raptus missionario o da complesso di colpa, scrive il suo libro sulla pace, contro le armi atomiche o sull’inquinamento. Ma guai toccare l’Essenza del Sistema! 162

 

l’accompagnai alla discoteca

con la macchina l’accompagnai

l’accompagnai a casa sua

con la macchina l’accompagnai

fermai la macchina per farla scendere

ma non si muoveva e non scendeva

ed era sola e mi guardava 163

 

Un giorno Ciuang-Tze sognò di essere una farfalla, una farfalla che volava di qua e di là, felice di vivere. Questa farfalla non sapeva di essere Ciuang-Tze. Noi non sappiamo se Ciuang-Tze sognava di essere Ciuang-Tze. (Libro di Ciuang-Tze) 164

 

E subito Aristotale pensò: tra Ciuang-Tze e la farfalla deve esserci una qualche distinzione. 165

 

Abbiamo ridotto gli antichi saggi e filosofi presocratici a gnoseologi ed ecco che appaiono ridicoli nelle loro vesti di ‘scienziati’. Ma essi erano al di là della conoscenza dei puri fenomeni. 166

 

Se il re ama la musica, il regno sarà ben governato. (Mencio) 167

 

Discutere è un mezzo per non vedere chiaro. (Ciuang-Tze) 168

 

Chi noterebbe ormai una bottiglia nell’oceano? 169

 

Le donne il sonno i gatti, i non chiamati vengono e, se vengono chiamati, non vengono. 170

 

Il desiderio di avere una propria morte diventa sempre più raro. Ancora un po’ e diventerà rara come una propria vita. Mio Dio, c’è già tutto pronto. Si arriva, si trova una vita, bell’è confezionata, solo da indossare. (Rilke) 171

 

La rogna non prude durante il piacere. (Proverbio zingaro) 172

 

Quando c’è una donna a guardarci non c’è merito a burlarci della morte. (Merimèe) 173

 

Le città sono ormai senza piazze. 174

 

Questa oscurità, venuta dall’occidente, coprì l’enorme città. Scomparvero i ponti, i palazzi. Tutto sparì come non fosse mai esistito. (Bulgakov) 175

 

Quando la ganga arruffa le penne e raspa il terreno, si sviluppa probabilmente più anima che quando un erudito alla scrivania connette un pensiero con un altro. (Musil) 176

 

Non ho documenti, dunque non esito. (Bulgakov) 177

 

Si progredisce forse sopprimendo le distanze? La mania di viaggiare! Chi viaggia molto fugge da ciascun luogo che lascia e non cerca il luogo dove giunge. (Unamuno, Nebbia) 178

 

Io amo senza speranza. (Dostoevskij) 179

 

Vivere più di quarant’anni è indecoroso, volgare, immorale. (Dostoevskij) 180

 

… mi misi a ridere e Grazia mi chiese perché ridevo.

-         Beh, rido così.

-         Come così?

-         Così.

Le detti un bacio e tentai di dargliene un altro. Ma lei:

-         Eh, no, perché ridevi?

Allora le presi le guance con tutte e due le mani, glie le strinsi e la guardai a lungo negli occhi. E lei di nuovo:

-         A cosa stai pensando?

Le dissi la pura verità:

-         Hai dei bellissimi occhi, non mi stancherei di guardarli.

-         Ma perché ridevi?

-         Non lo so, Grazia.

-         Come non lo sai?

Santi del Cielo, come rispondere a certe domande dicendo solo la pura verità? 181

 

Una volta lo spettacolo era l’uomo stesso quand’era in festa. Ora si ha bisogno di una festa per avere uno spettacolo. Ma neanche! Si ha bisogno di una manifestazione ‘culturale’ per avere un teatro di Barba.

Grazie, grazie, comunque, Barba! 182

 

Chissà, si starà pettinando.

Forse starà al bar tutta sola. 183

 

Generazioni e generazioni che non sapranno mai cosa vuol dire vivere senza il giornale, senza il televisore, senza il fracasso di macchine, di notizie, di avvenimenti, di opinioni, di opinioni su altre opinioni! 184

 

Gli uomini dal breve destino scrutavano solo una piccola parte della vita con le loro esistenze e, innalzandosi come il fumo, si dileguano, affidati solo a quel poco che ciascuno incontra per caso, mentre vagano per ogni dove; e questo, che per lui è tutto, si vanta di scoprire. (Empedocle) 185

 

Gente come Goethe, con la capacità di scendere negli abissi, anche lui per non perdere la posizione, si fermò alla superficie delle cose e tutto quello che si può cavare da lui è una saggezza da marciapiede. 186

 

Molti mammiferi, con la perdita dei denti, perdono anche la vita. Col dentista noi allunghiamo la nostra e con i cibi teneri e sugosi. Ma ormai viviamo da morti con la dentiera. 187

 

I greci potavano desiderare l’Immortalità lasciando ai futuri la fama delle loro opere. Oggi quali futuri potranno accogliere le nostre opere? 188

 

Neanche nel Paradiso delle Muse potrà ormai essere accolto un artista. 189

 

Dove posso trovare l’idea più bella del mondo? 190

 

Non esisteva neanche un barlume di dubbio che l’uomo dovesse finire così male, valeva quindi la pena al tempo dei greci iniziare a cercare la Verità. 191

 

Che ce ne facciamo ormai della Verità? 192

 

Anche la Speranza ha ormai abbandonato la Terra. Sicuramente l’ha abbandonata la bellezza. 193

 

Ancora nel Medio evo gli uomini erano ancora abbastanza scanzonati da occuparsi di Santi, Streghe e Draghi. 194

 

Come ormai occuparsi dell’uomo? 195

 

Quanta curiosità in Erodoto, quanta gioia di sapere in Socrate! Tutto ciò è già oggetto di riso in Cervantes e in Bulgakov è considerato immorale. 196

 

Riacciuffare il teatro.

Jarry, Artaud, Grotowsky, Barba, O.K.!

Ma come riacciuffare il posto dove rappresentarlo?

Ed ecco che l’ultimo teatro sarà un’ aquila in un gabbione enorme. Potrà anche spiegare le enormi ali per qualche decina di metri, ma senza alcun rischio per gli spettatori. Quell’aquila non avrà più rocce inaccessibili dove allevare gli aquilotti. 197

 

Occuparsi di un Rimbaud o di un Leopardi solo per indagare nella loro vita privata e trarne motivi di pettegolezzi. 198

 

Libri sui libri e libri che parlano sui libri scritti su altri libri. 199

 

La prima “Tragedia dell’Arte”, a Stabello.

I ricordi tuttora vivi: durante le prove, la ragazza rossa coi capelli ricci, e il suo seno scoperto proprio dalla parte dove mi trovavo io, sembrava scoperto apposta per me, chissà dove si trova adesso quella ragazza.

La danza del dottor Jackyll, il colpo forte sul piede sinistro sugli accordi di Min Fars Hus. 200

 

-         Cieco?

-         No, “non vedente”.

L’ipocrisia ha raggiunto anche i ciechi! 201

 

Ma lo sapete voi, lo sapete voi che senza l’Inglese l’umanità può vivere, può ancora vivere senza la Germania, può vivere anche troppo facilmente senza i russi, può vivere senza la scienza, può vivere senza pane, ma soltanto senza la bellezza non potrebbe vivere, perché non ci sarebbe più niente da fare al mondo? (Dostoevskij) 202

 

Una ragazza, avevo camminato o lavorato,

non mi ricordo, insomma ero stanco morto,

ero andato a letto tardissimo,

non avevo fatto neanche due ore di sonno,

una ragazza entrò nella mia stamberga

e mi portò una rosa

e io le dissi infastidito di metterla lì sul tavolo,

non sapevo che fosse una rosa così bella,

non la mandai a fanculo,

ma è come se lo avessi fatto.

Mi girai dall’altra parte:

ah, com’era bruna, con gli occhi sorridenti, le sopraciglia nere e qualche dente marcio,

i capelli nerissimi,

era più una giovane zingara che una ragazza,

per quella ragazza darei ora tutto,

chissà dov’è adesso, chissà che sta facendo,

mi metterei in giro per il mondo solo per cercarla. 203

 

Forse era di Albino.

La sola questione del femminismo è il lato comico di una tragedia, come fare il solletico a un moribondo per costringerlo a ridere. 204

 

Quando nacque la repubblica di Platone (ecco ciò che in Platone è volgare), nacque l’idea di uno Stato giusto e di un Potere che sia anche giusto. 205

 

Joyce fa dei ghirigori con la penna e i critici lo hanno preso per un Pollock. Non si poteva cadere più in basso di così in fatto di ghirigori come in fatto di gusto. 206

 

È più passabile un Maupassant di mille romanzieri premiati nel novecento. 207

 

Europa, America, Asia, scomparite. La nostra marcia vendicatrice occupa tutti i luoghi di città e di campagna! – noi saremo schiacciati! Salteranno i vulcani! E l’ Oceano sconvolto … (Rimbaud) 208

 

I suicidi erano una volta dei colpevoli. Ora sono degli innocenti: Rimbaud, Van Gogh, Pavese, Pasolini, Galois, Puskin, Bulgakov, Trakl…; Kleist fu il primo, Kleist e la sua ragazza. 209

 

Felici gli stessi martiri! Per cosa vale oggi la pena di morire? La donna, forse. Ma neanche per una donna vale ormai la pena di morire. 210

 

Incombe sull’arte moderna un sospetto d’ignoranza e d’impotenza che le più strane ricerche lo eccitano molto di più di quanto non lo dissipino. (Valery) 211

 

Ma ormai chi sopravvive? Non ci sono più monarchi, grandi vescovi, onnipotenti signori che siano in grado di farsi palazzi, giardini, chiese, sepolcri, mobili e gioielli, monumenti di orgoglio, così preziosi e originali …

Non ci sono più originali, infatti, uomini che non si esaltano che di se stessi. Non ci sono più che le masse a mandarti a commissioni. Vedo bene, qua e là, due o tre trascinatori di popoli, ma non possono volere altro che quanto possono suggerire o intimare alla folla di volere.

I tipi diventano rari, gli uomini bizzarri e singolari scompaiono, li mettono, d’altronde, non appena individuati, nelle case di cura, dove gli psichiatri ne fanno dei bei libri. Alcuni miliardari d’America hanno provato, sì, a giocare ai Medici, ma a casaccio; voglio dire: BEN CONSIGLIATI! D’altronde agivano con la mira dell’effetto, dei giornali, dei musei, del bene pubblico…, non per proprio gusto. Questo è il punto: la voluttà muore. Non si sa più godere. Siamo ormai all’intensità, all’enormità, alla velocità, alle azioni dirette sui centri nervosi, perla via più breve.

L’arte è anche l’amore debbono cedere davanti a nuove forme di dissipazione del tempo libero e della sovrabbondanza vitale; e queste forme saranno quel che saranno. (Valery) 212

 

L’uomo conosce l’utilità dell’utile, ma non quella dell’inutile. (Ciuang-Tze)213

 

Meno comodità, più rischi, più malattie, ma, diamine, i sogni dell’uomo erano più felici. 214

 

Ogni attore ricordi che se diverte cento ignoranti, offende dieci intendenti, dei quali si deve far maggior stima ceh di tutto il resto. (Cecchini) 215

 

Arlecchino della Tragedia dell’Arte, come quello della Commedia, agile e rozzo, ricco di goffaggine e di grazia, semplice e arguto, zotico ed elegante, delicato anche nell’offendere, bugiardo e sincero nello stesso tempo, …. Grazie Silvio. 216

 

L’acropoli ufficiale tra le più gigantesche concezioni della barbarie moderna. (Rimbaud) 217

 

I borghesi. Proprio da coglioni, da imbecilli, da miserabili, da vigliacchi, neanche la furbizia di immaginarsi due o tre generazioni di nipoti più felici di loro. 218

 

Jarry e Rimbaud, vi assicuro, erano più coraggiosi di Gesù nel cercare la morte di croce. 219

 

I grandi Incazzati avrebbero oggi un ruolo ridicolo, il ruolo di un Che o dei brigatisti: con chi se la prenderebbe oggi un giordano Bruno, un Savanarola, un Lutero? Ditemi voi, con chi s’incazzerebbero i grandi Incazzati? 220

 

Ah, che porcheria! Il cattivo diritto non vale forse quanto il buono? (Jarry) 221

                         

A che serve l’eloquenza? Se parli con eloquio ricercato per lo più riesci odioso. (Confucio) 222

 

Tutta l’arte occidentale, a parte pochissime eccezioni, è un’arte eloquente! Tutta la musica colta! Tutta la marmaglia di raffinati artisti, pittori, scultori, musicisti e scrittori del nostro secolo! Tutta l’architettura moderna, dico proprio tutta! Tutta roba distillata, tanto da perdere la carne e il sangue e che cos’è l’arte se non sprizza carne e sangue? Come la musica di Berio (tanto per farne un esempio), scheletrita, in provetta, distillata. Che ce ne facciamo di questa roba? Narcisismo di classe, Mann, Proust, Joyce, narcisismo per il cervello, per intellettuali, per atteggiamenti culturali, per il pettegolezzo quotidiano di critici e letterati. 223

 

Proust. E per questo sarà punito. (Adorno) 224

 

La figa come tabacchiera e la tabacchiera come figa. 225

 

Quali pensieri possono nascere da gente inscatolata in migliaia di casermoni, ognuno schiacciato sotto il peso di un altro, un piano sull’altro, un televisore, un frigorifero, una cucina o un cesso sull’altro, assordati da dentro e da fuori? 226

 

Sono già morte tutte le persone a cui fare leggere questo scritto. Mi resta solo Silvio. 227

 

Ciò che una volta avveniva ogni giorno, in ogni uomo, in ogni nucleo, ad ogni festa, durante la caccia, durante la pesca, durante la semina durante un raccolto, ora avviene solo come “fenomeno artistico” e bisogna aspettare un Barba o un Tragedia dell’Arte! 228

 

Ma lo sapete che a Parigi sono stati fatti degli esperimenti seri circa la possibilità di guarire i pazzi unicamente con la persuasione e con la logica? Un professore di là, uno scienziato serio, ha pensato che si possono curare così. La sua idea fondamentale è che nell’organismo dei pazzi non esista un turbamento vero e proprio, ma che la pazzia sia, diciamo così, un errore di logica, un errore di apprezzamento, un modo sbagliato di vedere le cose. Egli confutava gradatamente le ragioni del malato, e figuratevi, dicono che ottenesse dei risultati di questa cura, certo, lasciano qualche dubbio… Per lo meno così pare… (Dostoevskij) 229

 

Invece un fenomeno di vita, l’arte e soprattutto il teatro stanno diventando l’ultimo testimone della vita. Grazie, comunque, Barba. 230

 

Il mio naso può penetrare di persona, senza servirsi delle dita, nella più piccola tabacchiera, beninteso, purché non intervenga un buffetto a respingere l’intruso. (Gogol, Lettera a una giovane signora). 231

 

Nessuno più dà credito all’artista, non dico in soldi, ma almeno in rispetto, in buongiorno. Ed ecco che l’artista si concede dei crediti con la gente, con atteggiamenti arroganti, con richieste di soldi senza contropartita, con paroloni di superiorità. Poveri i coglioni che gli capiteranno attorno: faranno comunque una brutta figura al cospetto delle Muse. 232

 

Ciò che è intellettuale era senza speranza, l’umanità senza dimora …

Analizzati, ma pur liberi, erano ancora solo i sogni. La vita e suoi fini eterni! Aihai! Adesso si era al nocciolo. L’assenza di futuro per un’intera figliata della creazione, legata a un’età della terra, a quella ominina; in una parola, il quaternario andava all’indietro… Solo alcune drapperie ideologiche di fondo storico politico avrebbero annebbiato ancora alcune generazioni…

Quel che c’era ancora, sarebbero stati alcuni resti di anime solitarie, qualcosa di molto cosciente, di profondamente melanconico, uno spirito che si vive tacendo…

Ma il dogma, quello dell’ homo sapiens, era finito. 233

 

È penoso che alcuni buoni scrittori del nostro secolo, per sopravvivere, abbiano dovuto scrivere recensioni per solo mestiere: perfino Brecht, Pavese, Adorno, Benjamin, Pasolini…, Bulgakov s’è salvato, ma lui è il più luminoso. Come si fa a scrivere una recensione senza almeno un po’ d’ipocrisia? 234

 

Ormai la morte viene celebrata più con vergogna che con dolore! La vergogna, capite? Di avere un morto in casa, di contattare le imprese funebri, in mezzo al frastuono della città. Un finale più disgustoso non si poteva immaginare neanche due o tre secoli fa. 235

 

Anche nei migliori dei casi si arriverà alla programmazione, delle nascite, il turno per fare un figlio, petizioni o scioperi, file e code per sempre più bisogni, una media di operai, di tecnici, di pittori, da non superare, una media della felicità generale da controllare! Capite? Una media della durata del tempo libero, delle vacanze, delle ore di ricerca, e i bisogni del Potere penetreranno nei bisogni di tutti gli individui, anche nel più profondo dei loro sogni.

Alla fine l’uomo so vergognerà di aver fatto un sogno. 236

 

Sei così splendida

che non m’importa neanche

se ti depili le gambe

(Zappa) 237

 

se tutto dovesse saltare per aria noi giornalisti saremmo i primi a raccontarvelo. (Zappa) 238

 

Me see a neon

moon above

(Zappa) 239

 

Che ragione c’è ancora per vivere?

        Ehi Punk, dove vai?

              Tu pensi di sapere ogni cosa …

                    Può anche darsi. (Zappa) 240

 

 

Ma a che serve a confronto di un bacio di donna? 241

 

La meraviglia di un bambino si esprime sempre più con l’esclamazione “è proprio come in televisione!” 242

 

Delle invenzioni.

Me-Ti diceva: si inventa molto a favore degli uomini e molto contro di loro.

Le invenzioni a loro favore vengono messe a tacere. Quelle a loro danno promosse.

Se uno inventa una lampada che non si consuma mai per decenni, l’invenzione viene comprata dai fabbricanti di lampade, non perché queste lampade si fabbrichino. (Brecht) 243

 

Gli Stati Uniti sono solo il canile della civilizzazione. Alle nostre spalle abbiamo duecento anni di stupidità e pensiamo di avere il diritto di stare alla pari con gente che ne ha migliaia di anni. (Zappa) 244

 

Il Padreterno soppiantato dal Dio Stato. 245

 

Moloch. 246

 

Babele, la confusione dei linguaggi. Il solo vocabolario d’un adolescente è già diverso, oggi, da quello di un ventenne, i suoi valori, i suoi gusti. 247

 

L’Educazione tutta nei tentacoli ormai del Dio Stato. Era questo che Platone sognava nella sua repubblica? 248

 

Tutto sta organicamente confluendo verso la distruzione. 249

 

La memoria dei popoli senza scrittura. Con la scrittura, più che ricordare, l’uomo ha registrato e quindi ha dimenticato. 250

 

Non avere più posteri. Non avere più individui che meditano. A quale oceano affidare un messaggio chiuso in una bottiglia? 251

 

Quanta tristezza! Qui non si tratta di salvare il salvabile o di cogliere aspetti positivi. 252

 

La casa brucia e si discute ancora sulle mattonelle da mettere nel bagno o su come tappezzare il salotto. 253

 

La verità sugli Dei e su tutte le cose

nessuno la conosce

e non la saprà mai nessuno,

e anche se per caso uno dovesse dire il vero su qualcosa, non la sa neanche.

Di tutte le cose si opina. (Senofane) 254

 

Il cinema era appena nato e l’ hanno subito trasformato in ciarla teatrale. 255

 

Cassandra urla “al fuoco al fuoco”, ma nessuno accorre. 256

 

Neanche al cieco Tiresia possiamo ricorrere. 257

 

Se io sono cieco, tu non vedi, anche se ci vedi.

(Tiresia-Sofocle) 258

 

Tutte le paure, le sorprese, i timori, le angosce che una volta si avevano durante il giorno, nei boschi, nei campi, il fruscio improvviso di un ramarro poteva spaventare, tutto s’è adesso trasferito nella notte, nell’era dell’insonnia, della tensione continua anche tra le comodità più comode, con lo stipendio assicurato, il rumore del frigo, la festa assicurata. I sogni degli uomini diventano sempre più cretini nell’era dell’insonnia. 259

 

‘Sistemi filosofici’ sono stati chiamati negli ultimi secoli i ghirigori di concetti astratti, morbosità e narcisismo verbale, merda concettuale. Se proprio si voleva giocare con dei concetti e con delle forme astratte, bisognava ottenere le grazie della Dea Matematica. 260

 

Ma anche la Dea Matematica s’è ormai prostituita. 261

 

Il divertimento, sempre più organizzato! 262

 

Sacrilego lo scempio che si sta compiendo ai danni della Bellezza. 263

 

È facile (e si vede coi mezzi di massa) peccare contro la Verità, ma è più insopportabile peccare contro la Bellezza. 264

 

La Tragedia dell’Arte era disposta a pagare con la vita. Ecco perché avevano spettatori che ringraziavano con “grazie per la poesia”. 265

 

C’è un modo semplicissimo per trasformare una bugia in verità: basta scriverla sui giornali o dirla in televisione. 265

 

Baciami proprio lì, fammi morire! (The rocky orror picture show) 266

 

Guai a chi dice la verità con parole semplici. (Horkheimer) 267

 

Se la Verità è una donna, è bella da vedere nuda. 268

 

Ante coitum animal triste. 269

 

Oh darling, ma tu dove vivi? Qui ti comprano come un’ automobile nuova per fare un giro e … quando ti hanno usata, ti buttano via; qui si vive per combattere la noia, per trascinare le notti con qualche novità come Ajita Wilson e, se Ajita Wilson non è più una novità, ti uccidono, darling, semplicemente ti uccidono, perché anche uccidere qualcuno allontana la noia. (Ajita Wilson, Europeo 1982) 270

 

Se il contenuto è esplosivo, la forma si riduce in schegge micidiali. Cazzi acidi per chi si trova vicino a chi esprime contenuti esplosivi. 271

 

Viene solo da sghignazzare al pensiero che per alcuni millenni l’homo sapiens si sia considerato immortale dopo la morte del corpo. 272

 

Almeno le donne hanno le toilettes. Ma gli uomini con che cosa potranno riempire il loro vuoto? (Kraus) 273

 

Quando i diritti dell’uomo non c’erano ancora, li aveva il privilegiato. Questo era inumano. Ma poi fu stabilita l’uguaglianza, in quanto si tolsero al privilegiato i diritti dell’ uomo. (Kraus) 274

 

L’uomo ha raccolto la saggezza dei predecessori e guardate quanto è stupido. (Canetti) 275

 

Queste anime di vermi come potrebbe capire che è importante disprezzare il denaro, anche se uno ne ha bisogno! (Canetti) 276

 

Non ci si potrà immaginare come sarà pericoloso il mondo senza animali. (Canetti) 277

 

Tutta la forza, tutta la voluttà, la gioia, l’istinto, lei nel fuggire e tu nell’ inseguirla, la temerarietà nel prenderla per i fianchi e metterla giù per chiavarla è finita. A che serve ormai chiavare? Senza alcuna implicazione! Chiavare scontatamente. Basterà che lei accetti il tuo banale invito a salir su da te! Un uomo piuttosto che un altro, per quella sera, è la stessa cosa, una donna piuttosto che un’ altra, per quella sera! Non più un evento improvviso, come lo strisciare improvviso del ramarro, con una reazione improvvisa! Fino a quando l’ uomo ha chiavato senza la consapevolezza di lasciare incinta una donna? 278

 

Avevo pensato di affidare una bottiglia all’ Oceano, ma neanche gli oceani possono sopportare il messaggio di un uomo. Ti va, Silvio, di essere una bottiglia? 279

 

Mio Dio, se qualcosa di ciò si potesse partecipare ad altri! Ma allora sarebbe, allora sarebbe? No, è solo a prezzo di restare soli. (Rilke) 280

 

Kant dice che senza virtuosismo non c’è arte e Platone che non c’è arte senza delirio delle Muse. Bel progresso in duemila anni di Arte! 281

 

Chi giunge alle soglie della poesia senza il delirio delle Muse, convinto che la sola abilità lo renda poeta, sarà un poeta incompiuto e la poesia del savio sarà offuscata da quella dei poeti in delirio. (Platone) 282

 

Il principe Shekur conquistò una città e la offrì alla sua donna in cambio di un sorriso. 283

 

Che qualcuno raccontasse, raccontasse veramente, dev’essere stato prima del mio tempo. Io non ho mai sentito nessuno raccontare. (Rilke) 284

 

(Siamo dunque sinceri: noi non abbiamo alcun teatro, come non abbiamo un Dio: per averli bisogna essere una comunità). (Rilke) 285

 

Tutti i nemici vegetali e animali sono stati sterminati. Resta l’uomo. 286

 

Penetriamo nelle viscere della terra e ne caviamo l’interiora. 287

 

Un uomo che non riuscirebbe a dare una sberla a un ragazzaccio si ritrova col coraggio di sganciare un missile atomico… buoni e bravi e rispettabili padri di famiglia… (Lorenz) 288

 

D’ora innanzi potranno esprimersi solo contenuti esplosivi: la forma deve andarsene in frantumi. 289

 

Non potremo più fidarci di scrittori che affettano uno stile personale. 290

 

Non esiste una pratica per quanto infame, per quanto atroce, che non s’imponga, se ha la consuetudine dalla sua parte. (Erasmo da Rotterdam) 291

 

Pitagora tentava di distogliere la moltitudine ignorante dall’uccidere animali. Egli intuiva che l’uomo abituato a versare il sangue di un animale innocuo non avrebbe esitato a versare il sangue di altri uomini. (Erasmo) 292

 

Siamo talmente abituati a fare esperimenti sugli animali, sulle piante, che è già consuetudine farne sull’uomo negli ospedali. E tutto ciò senza scandalo di nessuno, con il beneplacito del Progresso Scientifico. Beato veramente chi è già morto e non ha mai immaginato ciò che si sta avverando nei nostri ospedali. 293

 

La scienza era stato il passatempo di ecclesiastici e accademici! Poi è passata in mano agli scienziati, tutti a servizio dell’industria. Razza di merda, razza di merda, scribi e farisei erano specchi di verità e di onestà al confronto. 294

 

A me diventa subito sospetto un autore che tratta anche con un minimo riguardo la psicanalisi.295

 

I futuri eremiti non cercheranno la solitudine, ma fuggiranno dal fracasso. Che pensieri e che meditazioni frastornate faranno in quegli eremi! 296

 

La verità esiste solo per chi ama. (Musil) 297

 

Le conoscenze scientifiche, anche quelle più intoccabili, a stento toccano qualche aspetto della realtà. E se toccano la realtà, solo dal punto di vista dell’utile. Quindi la intaccano, non la toccano. 298

 

Ormai anche gli scienziati più onesti, tipo Lorenz, puzzano, puzzano anche i più profondi: che c’è ne facciamo ormai della verità scientifica e della stessa verità? Perfino la matematica pura, la logica, la ricerca di un Boole, di un Frege, di un Peano, di un Hilbert, di un Gödel, la ricerca iniziata da un Tarski... il solo pensiero che certe verità potessero avere un’applicazione pratica doveva essere rimosso come un pensiero sacrilego e blasfemo. 299

 

Anche in caso di cataclisma provocato da una bomba, una centrale nucleare, l’immissione di veleni in un acquedotto, il colpevole, in buonissima fede e non a torto, potrà sempre dire “io non c’ entro, ho semplicemente fatto il mio dovere”. 300

 

Il brigatista che oggi, 13 novembre 1982, s’è lanciato dal settimo piano, piuttosto che farsi prendere dai carabinieri. 301

 

Dopo Dostoevskij occuparsi dell’uomo sarà una questione sporca. Già il protagonista di Bulgakov non è un uomo. 302

 

Sarebbe un grave errore immaginare che Leonardo si astato un inventore come quelli del nostro tempo, che hanno come scopo la pubblicità e il guadagno. Cessava di interessarsi ai suoi progetti appena portavano a risultati tangibili. (Sarton) 303

 

Addetto per quarant’ anni alla piattaforma girevole del teatro. (Bulgakov) 304

 

È negra, che importa?

Anche i carboni sono neri,

ma accesi splendono come bocci di rosa. (Asclepiade) 305

 

Montezuma non amava tenere nei suoi giardini alberi da frutta e piante commestibili; anzi era solito dire che era la gente volgare ad amare gli orti. (Solis) 306

 

Molti jazzisti rifiutano con orgoglio di essere Artisti. 307

 

Il gatto! Guardate come s’intende di arte questo mammifero! Salta impaurito sulla scrivania del grande regista Stanislawskij, manda per aria le scartoffie, s’arrampica per la tenda e dall’alto guarda impaurito: è appena entrata un’attrice! E guardate come va a rifugiarsi tra le braccia dello Scrittore Green appena alla radio si sente l’urlo di Sigfrido, che in quel momento tutti ascoltano con somma devozione! 308

 

Vi sono più libri sui libri che su ogni altro argomento. (Montaigne) 309

 

Francesi tipo Foucault: si guardano con la penna, si palpeggiano, si girano di quarto per vedersi di profilo, come sono graziosi nel maneggio della penna! 310

 

La nouvelle philosophie! Ma non fatemi ridere! 311

 

I nostri antenati hanno fatto anch’essi fortuna, come questo signore, coi negri, comprando e vendendo; ma non si sentivano affatto obbligati a elaborare perciò una nuova filosofia. (Bernanos) 312

 

Gli uomini del Medio Evo non erano abbastanza virtuosi da disdegnare il denaro, disprezzavano però gli uomini che lo possedevano. (Bernanos) 313

 

Incontriamo uomini che non riconoscono la nostra moneta. (Barba) 314

 

La bellezza perfetta ha sognato Platone. Ahia, non sai che la bellezza ne soffre? 315

 

Ormai l’uomo non è più capace di soddisfare i bisogni e i piaceri che richiedono tempo, degustazione, una buona digestione e una lunga ruminazione. Si vuole tutto e subito, e subito tutto. 316

 

Quando scoppierà il mondo e sarà andata in macchina l’ultima edizione … ci siamo adattati al punto che, se domani ci ordinassero di camminare mani e piedi per terra, noi lo faremmo senza la minima protesta. (Henry Miller) 317

 

Purché il giornale continui ad uscire e purché la paga ci sia regolarmente. (Miller) 318

 

Benissimo! Almeno cent’anni or sono ci fu un uomo il quale ebbe occhi per vedere che il mondo era fregato. Il nostro mondo occidentale! (Miller) 319

 

E quando mi mostrate un uomo che si esprime perfettamente, io non dirò che egli è in grande uomo, ma dirò che non mi piace. (Miller) 320

 

Proust. E perciò sarà punito. (Adorno) 321

 

La stessa socievolezza è partecipazione all’ingiustizia. (Adorno) 322

 

Primo e unico principio dell’etica sessuale: l’accusatore ha sempre torto. (Adorno) 323

 

L’odierna malattia consiste proprio nella normalità. (Adorno) 324

 

Bukowsky, Bob Wilson…, smascherati da Adorno, al paragrafo “pagliacci” in “Minima moralia”. 325

 

Si verificano pause (per telefono, in ascensore) e succede il panico. 326

 

Ormai non si riesce neanche a sopportare il silenzio. 327

 

Se si richiamassero tutte le api alla loro ‘apità’. (Stirner) 328