Aforismi di Marco Maurizi
Chi diventa religioso, lo è sempre stato.
Diffidare dei convertiti e dei pentiti, specialmente di quelli politici. Il loro astio verso ciò che rappresentavano in passato è spesso solo uno stratagemma per mostrarsi al di sopra della propria ottusità.
Il rispetto per gli animali è la forma inaugurale del rispetto. Chi ne è privo fa presto a trattare gli altri uomini come animali.
Teschio e camicia nera furono simboli ben scelti. Nel suo folle accecamento il fascismo aveva su di sé idee stranamente chiare.
La storia è la lunga degenza di una malattia congenita cui vorremmo dare un nome. Ma che il corpo sia in sé qualcosa di sano e naturale è un’idea cripto-fascista.
È tale la gioia che non si riesce a credere che Klee sia davvero esistito.
Per quanto possa essere il suo punto di forza, l’ingenuità della critica politica di Wolfgang Mattheuer è imbarazzante. Uno che viene sponsorizzato dalla Berliner Bank non ha alcun credito per parlare di innocenza.
È segno di intelligenza saper fare accurati distinguo. Ma lo è ancor di più sapere quando smettere.
Un ragazzo che aveva vissuto il calvario scettico della filosofia francese e l’insaziabile ascesa verso l’assoluto di quella tedesca, finì per iscriversi a teologia cercando riparo sotto l’ombrello vaticano. Anche la filosofia è vittima del turismo: si attraversano pensieri senza che questi lascino alcuna traccia in noi.
Chi si contraddice si sta cercando.
L’Assoluto, che si spaccia per la sommità dello spirito, è in realtà il totalmente altro dalla vita. Per questo il culto dell’assolutezza è già in sé un culto di morte: l’annientamento è la vera forma mentis del fascismo e non è, purtroppo, patrimonio esclusivo di una parte politica. Ciò che non passa nello schema, ciò che non si adatta, ciò che oppone resistenza deve essere annientato. Anche i difensori della vita rendono inconsapevolmente omaggio all’opposto di questa quando vedono nell’essere umano un male radicale che sarebbe meglio estirpare una volta per tutte affinché la natura abbia libero corso.
Talvolta chi vede bene vede in bianco e nero.
Lo sapesse Nietzsche! Oggi c’è gente che filosofa con le freccette.
“Da sogno” è diventata espressione volgare e ridondante che indica per lo più cose banali e kitsch. Difficile dire se siano i sogni ad essere peggiorati o sia piuttosto la lingua a non avere più rispetto per essi.
Moonwalk, ovvero “ballare all’indietro”. In una parola l’essenza culturale e politica degli anni ’80.
Terroristi mediorientali filmano l’esecuzione grandguignolesca di un marine per impressionare l’opinione pubblica americana. I teenager statunitensi, nel frattempo, fanno la fila per accaparrarsi questo snuff movie pagandolo fior di dollaroni. Un giornale tedesco riporta l’accorata dichiarazione del padre del giustiziato: “ha combattuto per la democrazia!”. Oggi osservo il mondo e davvero non so quale espressione facciale sia più appropriata. L’orrore può essere demenziale?
Dissonanze rituali in una sala da concerto: il retrogusto amaro del retrò. Questi bravi scolaretti si baloccano con i detriti sciapiti del post-webernismo e non considerano la noia un peccato mortale contro l’arte. Il vecchio Bo Diddley sbaglia gli accordi, peraltro banalissimi, di un suo blues e l’avanguardia non è mai stata così avanti!
È vero che, in generale, solo l’esperienza permette un retto giudizio e che certi aspetti di una cosa restano inaccessibili a chi si limita a giudicarla “dall’esterno”, senza entrare nel merito. Questo stesso giudizio, tuttavia, è sottoposto alle limitazioni dell’esperienza: farlo valere sempre e indiscriminatamente è segno di angustia mentale. La fede, ad esempio, accampa questo argomento a propria difesa con tale meccanica prevedibilità da renderlo odioso. Di solito la confidenza con il proprio vissuto permette di articolarlo concettualmente e di renderlo comunicabile. A chi manca la parola, invece, manca spesso anche la cosa e il silenzio fragile che si corazza nella mistica fa ben dubitare che qui si possa davvero parlare di esperienza.
Il detto di Cusano “la sapienza grida nelle strade” si è avverato solo in questi ultimi 30 anni. Oggi persino la parola scritta è saggia solo se risuona del clamore della piazza e l’aforisma vero assomiglia più a una bottiglia molotov che a una sententia.
Aggiornare il discorso della montagna: il capitalista fa la cruna dell’ago a propria misura.
Quando si pensa come gli altri non c’è nessuno che pensa.
Diceva di essere cristiano militante, cattolico romano, e non si era mai chiesto in vita sua cosa significasse per Cristo, da un punto di vista psicologico, essere uomo e Dio a un tempo. La Chiesa ha più iscritti di un fan club dei Beatles, ma è decisamente meno selettiva.
MTV: morituri te vident.
[da Lipsia 2003]
Il terrore che attanaglia il teorico della scienza è quello di vedere un sapere all'opera che non sa dare ragione di sé, un sapere che funziona, senza dubbio, ma sembra funzionare su un abisso. (Scienza e illusione, 1999)
[...] chi sceglie un'alimentazione senza carne è un pazzo che corre il rischio di vedersi addirittura sottratta la prole se persiste nella sua follia e 'anormalità'. (Il filosofo della bistecca, 1999)
Il fatto che spesso non sia concesso alcuno spazio all'improvvisazione [...] vuol dire che ne hanno paura.
Per ascoltare Zappa è così: o capisci subito il senso del gioco, ne diventi partecipe e ci godi oppure te la fai sotto dalla paura e dal raccapriccio.
[...] è diventato difficile (se non impossibile) separare le perle dalla spazzatura.
Si sostituisce alla cieca fede in Dio quella verso un altro Idolo: la scienza, il progresso, la libertà etc. etc.
Blütenstaub (Athenaeum)
Sono stati scritti molti libri antirivoluzionari in favore della rivoluzione. Burke tuttavia ha scritto un libro rivoluzionario contro la rivoluzione.
Il popolo è un’idea. Noi dobbiamo diventare un popolo. Un uomo compiuto è un piccolo popolo. La vera popolarità è il più alto fine dell’uomo.
La cosa migliore delle scienze sono i loro ingredienti filosofici, come lo è la vita per i corpi organici. Se si defilosofizzasero le scienze che resterebbe? Terra, aria e acqua.
Fragmente (Athenaeum)
Per fortuna la poesia aspetta la teoria tanto poco quanto la virtù aspetta la morale; altrimenti non avremmo fin dall’inizio alcuna speranza di avere una poesia.
Si può solo diventare filosofi, non esserlo. Appena si crede di esserlo, si smette di diventarlo.
La stampa sta al pensiero come un bordello al primo bacio.
Un ateo è uno che crede che Dio, se esiste, non se ne va in giro a scrivere libri.
Così Dio quando creò la materia voleva fare dello spirito. Strano senso dell’umorismo.
Gli amanti che non vengono riamati sono bellissimi e dolcissimi. Come pigmei deformi offrono ai loro idoli su piatti d’argento un amore puro, infinito, disinteressato. Avvolti nelle loro illusioni promettono ingenuamente amori eterni che sempre sono costretti, poi, a rinnegare, fuggire, dimenticare. Li si definisce egoisti e infantili ma non fanno sconti sul sentimento, che in essi crepita di una fragilità che ha qualcosa dell’Eterno. E gli amati che tra un amplesso e l’altro a loro si volgono impietositi offrendo la loro “amicizia” appaiono improvvisamente meschini e tristi. Gente che, ormai sorda all’incanto di Eros, conta anche in amore il tornaconto.
Non si potrebbe buttare giù la torre?
La misura è l'ominazione di tutte le cose.
Prima di svelare ai bambini che Babbo Natale non esiste, occorrerebbe dir loro che è un’invenzione della Coca Cola.
Se il rock costituì un momento di apertura e cambiamento [...] venne ben presto integrato e normalizzato. Dopo un breve periodo di sperimentazione, il meccanismo produttivo dell’industria prese di nuovo il sopravvento, ristrutturandosi attorno alle dissonanze che rispecchiavano le nuove esigenze del pubblico, addomesticandone la forza dirompente.
M. Maurizi, L’insostenibile leggerezza della musica? La critica dell’industria musicale in Th. Adorno, http://www.benio.it/insostenibile.htm
Quando si parla della musica di Adorno alla musica di consumo, si tende a dimenticare la contestuale critica ce Adorno non si stancò di rivolgere all’avanguardia: segno che, sotto il capitalismo, alla musica seria non andasse poi certo meglio. Ibid.
Adorno arrivava a chiedersi [...] se il comporre stesso non fosse divenuto ormai «un’operazione ideologica» e se non si dovesse invece tirare coerentemente le conclusioni e ridursi al silenzio.Ibid.
Il fatto che l’industria culturale possa ospitare la propria radicale autonegazione non è dovuto ad una sua trasformazione democratica, quanto al fatto che essa domina ormai totalmente l’orizzonte. Ibid.