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Aforismi di Pasquale Cacchio 
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Cassandra non sarà mai creduta, ma  oggi non può neanche farsi ascoltare. 1

 

Di fronte a un pericolo il gatto e la mantide reagiscono allo stesso modo, soffiando e inarcandosi di quarto. 2

 

Neanche un cataclisma universale lo disabituerà alle macchine. 3

 

Finora abbiamo calcolato la distanza che ci separa dagli animali, è ora di calcolarne la vicinanza. 4

 

Come una rosa blu, aberrazione della natura. 5

 

In una manciata di tempo sono saltati i sistemi di difesa degli insetti, per milioni di anni non erano mai morti a zampe per aria su una piastrella del bagno. 6

 

Ormai si vive per sentito dire. 7

 

Anche tra i giornalisti c’è qualche Giuseppe D’Arimatea. 8

 

Una ventata di jazz e la cosiddetta musica classica riprende fiato. 9

 

Visto che non riescono a essere nobili, si comprano le loro  ville. 10

 

I tempi musicali che corrono erano maturi per la nascita di un nuovo Bach. 11

 

Il blues ultimo rimasuglio di culture scomparse, da sottofondo per spogliarelli e film polizieschi. 12

 

Una Saffo cristiana? Un’ebrea, Simone Weil. 13

 

Chissà cosa mangiano le farfalle notturne. Da giorni ne ho una immobile sulla tenda. 14

 

Un ricco veniva sepolto con le sue ricchezze, adesso a stento gli lasciano l’orologio al polso. 15

 

Il Padreterno soppiantato dal dio Stato. 16

 

Ai bambini le caramelle, ai vecchi la pensione, così stanno quieti. 17

 

Si vanta della sua prestanza sessuale, ma lo potrebbe fare anche una cavalletta. 18

 

Lo Stato provvede a tutto, in cambio di tutto il resto. 19

 

Il greco  non è riuscito a immaginare un macello per il Minotauro. 20

 

La cultura non viene più trasmessa di padre in figlio ma di notizia in notizia.21

 

Non più artisti topi di campagna, solo topi di fogne. 22

 

Un eremita al quinto piano di un condominio. 23

 

Ha scoperto un’ideuzza e la scopri in ogni sua nuova pubblicazione. 24

 

Dio è sornione. 25

 

Per un mondo più comodo ci troviamo in un mondo più brutto. 26

 

Platone amava belle menzogne, noi brutte verità. 27

 

Cacciato il confessore dalla porta, è rientrato dalla finestra travestito da psicanalista. 28

 

Crediamo di più alle notizie che ai nostri cinque sensi. 29

 

Tutti in prigione, liberi di discutere su come arredare la cella. 30

 

Si pensa di cambiare le cose cambiandone i nomi. 31

 

Per guadagnare tempo si perde spazio. 32

 

Il luogo comune ti risparmia quel minimo di riflessione che richiedeva il proverbio. 33

 

Come si fa con una giornata senza notizie? 34

 

Siamo liberi di esprimere opinioni, non sentimenti. 35

 

Riusciremo a programmare tutto, ma non i sogni. 36

 

Se ora la parola si fa carne, è carne da macello.37

 

Passeranno le mode, ma non la cravatta. 38

 

L’acqua di Talete non è l’H2O. 39

 

Costui conosce anche il pensiero del più grande critico dantesco  della Papuasia. 40

 

Scrittori con contenuti senza forme (pietre, gemme, patate) e scrittori con forme senza contenuti (bottiglie, cestini, vassoi). 41

 

L’occidente alla ricerca del vero, l’oriente al riconoscimento del vero. 42

 

Il naso finirà per sentire solo puzza di sigarette. 43

 

Le nostre azioni non fanno più notizia. 44

 

Si son fatti un pubblico tra gli operai, ma frequentano i salotti dei padroni. 45

 

Il nascondiglio del denaro è il concetto di progresso. 46

 

E’ tanto cristiano da non sembrarlo. Bloy. Bernanos. 47

 

Ci sono qui bambini che additano re nudi? 48

 

La voce che esce dal coro non viene più internata, le viene tolto il microfono. 49

 

Innaffio le piante e rovino la tela al ragno sbigottito per quel nuovo tipo di temporale. 50

 

Persa la fede, la speranza e la carità, ci resta la fiducia nella scienza, che però non è una dea. 51

 

Per punizione non avranno favole da raccontare ai bambini. 52

 

L’ironia scavava, ora demolisce. 53

 

A un assetato di giustizia viene subito data a bere una nuova legge. 54

 

Da paradiso terrestre a pattumiera della Via Lattea. 55

 

Appena ascolta una nuova opinione se ne fa una. 56

 

Per rendere innocuo un Pasolini lo trasformano in letteratura. 57

 

Parchi notturni per lucciole e stelle. 58

 

Abbiamo potere sul codice genetico degli animali, ma abbiamo perso le parole che usavamo per avvicinarli. 59

 

La sola parola vacanza m’infuria. 60

 

Appena si aggiorna si deve aggiornare. 61

 

Ci hanno tolto tutto per ridarcelo a pagamento. 62

 

La scienza è ormai basata sul principio del vediamo-cosa-succede-se. 63

 

Le stelle sono state derubate dei loro antichi nomi australi. 64

 

Mai l’arte ha funzionato così bene. 65

 

I logici antichi e moderni si sono dannati una vita per cercare le forme del corretto ragionamento e guardate con quali risultati. 66

 

Le trivellatrici non hanno trovato i mostri che dormono nelle viscere della terra, non hanno scavato abbastanza. 67

 

Tra i vermi che divorano il formaggio c’è libertà, uguaglianza e fratellanza. 68

 

Si suicidavano forse i ragazzini in altre società? 69

 

L’educazione tende agli stessi apprendimenti degli stessi insegnanti per gli stessi alunni delle stesse scuole con gli stessi obiettivi. 70

 

Per vendere forchette bisogna disabituare la gente a  mangiare con le mani. 71

 

Con lo stesso tono di voce la notizia di un cataclisma e dell’ultima marca di saponette. 72

 

Dormono ancora, Alcmane, le cime dei monti? 73

 

Tutto organizzato: qualunque posto occupi, sei rimpiazzabile con un altro. 74

 

Mica lo scopo della terra era un’unica specie! 75

 

Neanche l’orgoglio di rifiutare la cravatta. 76

 

I politeisti avevano pietre, fiumi, monti, piante e animali divini, i monoteisti li sacrificano al loro unico e vero dio. 77

 

A tutto si abitua l’uomo, a puzze, rumori e spettacoli orrendi, ma non i suoi sogni. 78

 

In carcere potevi scrivere un Don Chichotte, ma ora a un Cervantes negano carta e penna. 79

 

La musica sacra, nata tra odori d’incenso, odora adesso di abiti da sera. 80

 

Le donne aspirano a occupare posti di cui già gli uomini di una volta si vergognavano. 81

 

Animali programmati ai fini della produzione industriale. 82

 

In banche e supermercati il silenzio riservato una volta ai luoghi sacri. 83

 

E’ già volgare cercare ragioni. 84

 

Libertà di quale pensiero? 85

 

Liberi in tutto, eccetto in ciò che una volta era considerato necessario. 86

 

Con la sensibilità di un Leopardi sei preso per uno psicolabile. 87

 

Perfino tornare in polvere è diventato costoso. 88

 

Nelle case dei contadini c’era una piccola entrata per i gatti, la gattaiuola. 89

 

L’attore non sa più imitare voci e sguardi di dei. 90

 

Riesci finalmente a intravedere una stella tra i lampioni notturni ed è invece un satellite artificiale. 91

 

Né comico né tragico, è finita la commedia. 92

 

Basta una diga a spazzar via un ambiente di milioni di anni. 93

 

Il bambino che addita il re nudo è un maleducato. 94

 

Ultimo sussulto il sessantotto. 95

 

Non più vita, ma sopravvivenza in parchi e musei. 96

 

Una pausa di silenzio durante una conversazione ed è subito panico. 97

 

La voce che grida come canna nel deserto è ormai sfiatata. 98

 

Lascerà qualcuno di voi una memoria orale? 99

 

La storia è stata ridotta ad album di famiglia della borghesia. 100

 

L’attento ascoltatore di Omero lo aiutava a ricordare, il distratto a improvvisare. 101

 

Nulla più con le proprie mani. 102

 

Ciò che resta di bello sarà messo in commercio. 103

 

La presenza di Dio è più formidabile di quella dell’atomo, ma, pur non avendo mai nessuno visto, udito, toccato, fiutato, assaggiato un atomo, esso esiste più di Dio. 104

 

La ragione è l’istinto dell’uomo, Dio non ha bisogno di ragionare. 105

 

Ti assicurano di aver debellato le malattie del passato per prepararti a sopportare quelle ben peggiori del futuro. 106

 

In milioni di anni nessun essere vivente era  morto stritolato, crivellato, frantumato, schiacciato in un attimo. Mai la natura aveva prodotto una morte tanto violenta quanto la macchina. 107

 

Quelli un passato felice, noi un futuro felice, quelli l’età dell’oro o il paradiso terrestre, noi il progresso. 108

 

Ai polli è stato tolto il diritto di raspare il terreno, ai maiali di rotolarsi nel fango, agli asini di esistere. 109

 

Conosciamo un infinitesimo di tempo e di spazio e siamo sicuri di aver scoperto la struttura della materia. 110

 

Abbiamo un enorme potere sulla natura, ma senza gusto. 111

 

Il jazz sopravviverà come musica accademica. 112

 

Dopo la pace universale non si daranno pace. 113

 

Non c’è nulla in cui credere, così si crede all’ultima stramberia offerta dal mercato. 114

 

La sua penna è una piuma tanto leggera da non toccare le cose. 115

 

Se l’anima non fosse immortale, non saprebbero che farsene. 116

 

Il saggio sa molto meglio le cose che non sa. 117

 

Anche la cicala vorrebbe campare in eterno. 118

 

Il regista fa in modo che l’attore non capisca quello che fa e non faccia quello che capisce. 119

 

Anche oggi ci sono martiri, ma il loro seme cade sull’asfalto. 120

 

Il poeta si è liberato della rima per diventare schiavo delle mode letterarie. 121

 

I nostri riti sono un minuto di silenzio. 122

 

Ogni sapere corteggia il metodo scientifico. A parte la matematica, che però da dea è passata a serva. 123

 

Con quei cosi lì, come si chiamano, pensiamo di star meglio degli antichi. 124

 

Stavano peggio di noi, ma cantavano e fischiavano tutto il giorno. 125

 

I sogni dei chirotteri a testa in giù. 126

 

Mentre brucia la casa fa considerazioni sulla bellezza del fuoco. 127

 

L’arte ha perso il delirio delle muse. 128

 

Come se potesse esistere una specie felice a spese di tutte le altre! 129

 

Le donne sorridono dei timidi, proprio di coloro che affollano i loro sogni. 130

 

Nietzsche viene lucidato dai suoi detrattori. 131

 

Non è tempo di dettagli, è tempo di andare al sodo, senza stile. 132

 

L’occidente vuole conoscere, l’oriente anche ignorare. 133

 

Nello stesso istante milioni di persone la stessa notizia, lo stesso commento, la stessa opinione. 134

 

Deridiamo la vita dei primitivi, ma noi non abbiamo neanche quella. 135

 

Lo schiavo poteva guardare il suo padrone negli occhi. 136

 

Non abbiamo una pace individuale e invochiamo quella universale. 137

 

Con la sua vocina e con le sue tettine viene usata per promuovere un nuovo deodorante, siamo nel Kali Yuga. 138

 

Passano la vita ad accumulare, ma hanno sempre meno di quelli che hanno di più. 139

 

Una sventura, una carneficina, nulla è oggetto di tragedia; la  tragedia richiedeva la presenza di un dio. 140

 

Non abbiamo, nessuno di noi, conoscenze veramente nostre da trasmettere ai figli. 141

 

Pascal abbandona quella scienza che per Cartesio era tutto. 142

 

Mai era giunto a tanta superstizione, ignoranza, empietà e menzogna e intanto presume di aver raggiunto una civiltà superiore a tutte le altre. 143

 

Quegli aggeggi sarebbero utili se rappresentassero non solo la loro vita, ma anche  i loro ultimi istanti. 144

 

La scienza spiega ma non comprende, dice come ma non perché. 145

 

Eccolo il nostro musicista, non sa suonare ciò che compone né sa comporre ciò che suona. 146

 

L’alchimia in cerca della pietra filosofale, la chimica dell’elisir di lunga vita. 147

 

Il più a lungo possibile una vita insignificante. 148

 

Il pensiero della morte va rimosso con una vacanza. 149

 

Non è forse l’unico animale sempre in calore? 150

 

Messo a tacere il rumore del vento, solo il tuono scuote per qualche istante l’orecchio assordato. 151

 

Terremoti e disastri ambientali: occasioni per esibire i mezzi di soccorso, più che per soccorrere. 152

 

Faremo a meno dell’aria e dell’acqua, pur di non rinunziare al progresso. 153

 

La politica, gestione degli affari borghesi. 154

 

Opinioni su tutto e sul contrario di tutto, in modo che ogni opinione valga quanto l’opposta. 155

 

Il concetto di progresso ha la massima comprensione e la minima estensione, come il concetto di Dio. 156

 

A recita hanno ridotto il teatro, a farsa il jazz. 157

 

Libertà di pensiero, anche il più ripugnante, purché non si metta in discussione la libertà di mercato. 158

 

Talmente abituati alla menzogne che, se li smascheri, di accusano di non essere una persona per bene. 159

 

Pitagora accusato da Eraclito di occuparsi troppo della conoscenza. 160

 

Già Esiodo lamentava l’ingratitudine dell’uomo nei confronti della madre terra, perfino il Corano. 161

 

L’arte ci riconciliava con la natura, adesso ne è un surrogato. 162

 

Chi sceglieva una vita contro corrente destava meraviglia, ora è un esempio da isolare ed emarginare. 163

 

L’opinione pubblica è quella di chi ordina i sondaggi di opinione. 164

 

Accettiamo ogni forma di aberrazione, ma non quella che il dio scatena nei pazzi, così lo domiamo coi farmaci. 165

 

Scoppiasse l’atomica, il programma va avanti tra una pubblicità e l’altra. 166

 

Mai più esperienze di vita, ma di notizie. 167

 

Lo scienziato Galileo aveva ancora un po’ di umiltà nell’accostarsi ai segreti della natura. 168

 

Con pudore denudavamo la madre terra, con impudenza la sventriamo. 169

 

Le sorti della terra seguono l’andamento della borsa. 170

 

Un fuggi fuggi verso dove c’è già un fuggi fuggi. 171

 

Se in un grosso artista serpeggia qualche dubbio, glielo dissolvono con un premio più grosso. 172

 

Appena scopri che sa scrivere bene, non scopri nient’altro. 173

 

Abbiamo capito che non siamo al centro dell’universo, ancora non capiamo che non siamo neanche al centro del tempo geologico. 174

 

Non li prendono a schiaffi, li bocciano. 175

 

La festa dell’uomo è diventata un reato contro la festa della natura. 176

 

Piacere senza gioia, attenuazione del dolore senza sollievo. 177

 

A questo punto anche gli insetti aspettano il loro redentore. 178

 

Il linguaggio matematico fa apparire più profonda la scienza, così la scienza lo usa anche quando non è necessario. 179

 

I lampioni notturni m’impediscono di guardare le stelle e Confucio mi dice di non protestare, ma di accendere un lume. 180

 

Ormai la morte riguarda solo chi muore. 181

 

La legge serve a legalizzare i reati borghesi, non a punirli. 182

 

Li addestrano a parlare senza muovere un dito. 183

 

La terra era stanca e produsse l’uomo. 184

 

L’albero della conoscenza è invecchiato, sta cacciando i succhioni della conoscenza scientifica. 185

 

Per l’economia della madre terra un cerambice è più intelligente di un uomo. 186

 

Il saggio imparerà l’arte dell’ira. 187

 

Popolato di sogni era il sonno dei gattini. 188

 

Per scandagliare la psiche Freud lancia sonde, Dostoevskij si tuffa. 189

 

Significato di una parola era chi la diceva. 190

 

Fabre non aveva bisogno di strumenti scientifici. 191

 

Il nome che gli uccelli migratori danno alle stelle. 192

 

A Cristo bastava un po’ di buon senso per non finire in croce, ma sapeva che il buon senso è una virtù borghese. 193

 

Per non sporcarsi le mani di sangue, usa le macchine per trafiggere, sgozzare, squartare, tagliare. 194

 

Era l’essere più pensoso della terra, adesso è  il più spensierato. 195

 

Non mi dice cos’è una fiamma, un colore di fiamma, una fiamma di colori, continua a ripetermi che è il prodotto di una combustione. 196

 

Mentiscono e smentiscono in modo che la menzogna faccia più notizia della smentita. 197

 

Massacri come ordinaria amministrazione dello Stato. 198

 

Rimpiangono la natura, ma non rinunziano alla vita cittadina. 199

 

Lo schiavo non godeva dei diritti umani, ma non lavorava in fabbrica. 200

 

L’uomo potrà anche colonizzare il sistema solare, ma, appena sorge il sole, si troverà sempre più spiazzato nei confronti del can0to di un gallo. 201

 

La mantide ondeggia con le foglie al ritmo del vento. 202

 

Un eroe o un santo passa adesso inosservato. 203

 

Un mondo di soli pioppi o di soli cavalli, era questo il fine del moltiplicatevi e calpestate la terra?  204

 

Non la petulante gazza, non il sentimentale elefante, solo l’uomo pareva destinato alla divinità. 205

 

Intubiamo l’acqua senza permetterle di dissetare la terra. 206

 

C’è più sapienza nel coleottero che fa scaldare le elitre prima di prendere il volo o nel ragno che raccoglie la tela al primo tuono, che in un funzionario di banca. 207

 

Sterminate popolazioni sterminate. 208

 

Dopo essersi liberato della natura, degli dei, dei miti e dei misteri, l’uomo può fare di sé ciò che vuole. 209

 

Incarnazione di qualche dio ritardatario prima di abban-donare la terra, Frank Zappa. 210

 

In mano all’uomo la sorte di ogni altro essere vivente. 211

 

E’ più facile aver pietà di una formicuzza ferita che di un formicaio in fiamme. 212

 

Se gli accademici da cui si difendeva Galileo erano ridicoli, ancora più ridicoli sono gli scienziati  quando  rifiutano di pronunziarsi su questioni che valicherebbero i confini della propria specializzazione. 213

 

Nuove forme per non dire nulla, ecco la nostra arte. 214

 

La scommessa di Pascal? Vale anche al contrario. 215

 

Rilke non scrive, sussurra. 216

 

E’ finita ogni memoria orale. 217

 

Viviamo molto più a lungo di un insetto, che però ha antenati più antichi dei nostri. 218

 

Ciò che funziona non vive e ciò che vive non funziona. 219

 

Il buon senso non è  affatto sensato. 220

 

Anche se dagli esperimenti sugli animali otteniamo conoscenze, sono comunque conoscenze brutte. 221

 

Il logos si è fatto carne, infine notizia. 222

 

Non sempre il ragionamento è ragionevole, può giustificare qualsiasi corbelleria. 223

 

La notte non è più il riposo del giorno, è il suo rimprovero. 224

 

La scienza si è trasformata in linguaggio sulla tecnologia. 225

 

La scienza costruisce i propri oggetti di conoscenza. 226

 

Sdegnato accettava il cibo l’assiuolo. 227

 

Misuriamo l’intelligenza degli animali con la nostra. 228

 

Atrofizzata ogni sensibilità, percepiamo solo il grossolano. 229

 

Non più per un bene superiore, ma per un male inferiore. 230

 

Per riprenderci la vita dovremmo iniziare da uno smantellamento generale. 231

 

Ma pure il neanderthalensis sapeva fare osservazioni scientifiche! 232

 

Nel formicaio si continua accanitamente a trasportare  cibo e uova bianche mentre sta per giungere la ruspa. 233

 

Preferiscono un colpevole per bene a un innocente che sbraita, un bugiardo posato a una persona schietta che parla con foga. 234

 

Potevamo parlare con pietre e insetti. 235

 

Non contano neanche i sistemi di difesa di cuccioli e pulcini. 236

 

Non più norme interiori, tutto è ammesso, purchè non infranga una legge dello stato. 237

 

Il nido di un uccello è collaudato più a lungo del cemento armato. 238

 

Nera e bianca la cacca della gazza, nera e bianca come la sua livrea. 239

 

L’uomo si è accorto di essere la più potente specie terrestre, non di essere l’ultima arrivata. 240

 

Rimbaud. Meglio mercante in Africa che poeta in Europa. 241

 

Persino lo scorpione ha paura del formicaio. 242

 

Li costringono a dormire più in fretta dopo averli costretti a lavorare più in fretta. 243

 

Si promuovono i più utili, non i migliori. 244

 

Insomma, i cuccioli imparano a combattere col gioco, proprio come i cuccioli d’uomo. 245

 

Swift, questo rondone che, dicono, dorme in volo. 246

 

Ti loda un Göthe? Non ti fidare. 247

 

Non interessa il malato ai nostri medici, ma la sua malattia. 248

 

Un’epoca di chiavi. 249

 

Un industriale non mangia le proprie scatolette. 250

 

All’arrivo di un’auto il riccio si raggomitola invece di fuggire. 251

 

Gli uomini del paleolitico vengono ricordati meglio dagli antichi miti che dagli archeologi. 252

 

Chi subisce un torto deve mantenere la calma, altrimenti ha torto. 253

 

La fame di giustizia viene considerata una patologia. 254

 

Il nomade Abele e il cittadino Caino. 255

 

L’uomo è meno uomo di quanto un pero è un pero e un gufo un gufo. 256

 

La Grecia conservava odori di civiltà millenarie. 257

 

Dovremmo avere la penna di Artaud per urlare. 258

 

L’abito non fa il monaco, fa il borghese. 259

 

I migliori filosofi conoscono il metro e la rima. 260

 

C’è qualche poeta tra i nostri scienziati? 261

 

La cura dell’insonnia era dormirci sopra. 262

 

La scienza è sospetta, non ama i suoi oggetti. Si conosce solo ciò che si ama. 263

 

Lo scibile è diventato scientifico, quando la scienza era la parte più prosaica dello scibile. 264

 

A forza di inventare nuove parole, la scienza non saprà come pronunziarle e a chi rivolgerle. 265

 

Il sesso è monotono senza i dardi del dio. 266

 

Per quanto più ignorante, Plinio è meno noioso di Newton. 267

 

La scienza non entra in confidenza coi suoi oggetti come Fabre con uno sphex. 268

 

A una donna la prima colpa, ma, prima ancora, a un a-nimale. 269

 

Una vita di arte era anche un’arte di vita. 270

 

Non si canta in giro, non si sente neanche uno Sterne cantare il lilibullero. 271

 

Il numero è  divino, il calcolo umano. 272

 

I valori non erano solo valori umani. 273

 

Scegliere una vita da eremita non era il segno di un fal-limento. 274

 

Una vita naturale viene considerata aberrante e una vita aberrante naturale. 275

 

Abbiamo perso il dono di dar nomi alle cose, possiamo darne solo ai nostri prodotti. 276

 

Grossolane semplificazioni della scienza fatte passare per leggi della natura. 277

 

Giocattoli da pattumiera i nostri prodotti, neanche il tempo di affezionarsi. 278

 

Meglio in pasto agli avvoltoi che sepolto in un cimitero. 279

 

Quando non c’erano specchi ci si specchiava negli altri. 280

 

La scienza presume di rivelare il recondito. Non sa che certe gemme perdono lucentezza se esposte alla luce. 281

 

Il passato viene denigrato in modo che le nuove generazioni pensino di vivere nel mondo migliore. 282

 

La scienza è diventata una pratica che, per darsi un contegno, formula teorie scientifiche. 283

 

Il  gatto  si struscia alle tue gambe e per costoro sta delimitando il suo territorio. 284

 

Voltarsi a guardare senza muovere le pupille, come Montezuma, come Nietzshe e come le aquile. 285

 

L’ingiustizia diventa giusta con un provvedimento legislativo.286

 

Più scopi dell’uomo ha adesso una gazza che raccoglie pezzi di vetro. 287

 

Se per conoscere abbiamo bisogno di alte tecnologie,  o può conoscere solo chi può accedervi o le conoscenze che se ne ottengono sono fasulle. 288

 

E’ incappato nello 0,3 per cento delle cause di una  malattia. 289

 

L’arte aveva  bambini e ignoranti dalla propria parte. 290

 

Uno stuzzicadenti in punto di morte. Jarry. 291

 

Il guerriero non faceva cruciverba prima della battaglia. 292

 

Abbiamo solo conoscenze finanziate. 293

 

Con Platone nacque l’idea di uno stato giusto, quando già Aristofane se la rideva. 294

 

Col rendere tutto opinabile abbiamo disarmato il pensiero. 295

 

Dice e non dice, così sarà punito per ciò che dice e per ciò che non dice. 296

 

Appena si trova di fronte a concetti non quantificabili la scienza inizia a delirare. 297

 

L’autocoscienza in sogno, il ragionamento in sogno, molto più lucidi e vivaci che da svegli. 298

 

Si fanno esperimenti sulle malattie e sulla morte degli animali, non sulla loro vita. 299

 

Noè salvò pure gli animali inutili. 300

 

Basta il vocabolario di un bambino per esprimere pensieri profondi. 301

 

Efferati delitti in nome di Dio, ora in nome dello Stato. 302

 

Non ha nulla da dire ma lo dice con arte. 303

 

Göthe e Sheakespeare fanno apparire profondi i luoghi comuni. 304

 

E’ una sfinge, bisogna saperlo interrogare Kleist. 305

 

Basta comportarsi come tutti gli altri per continuare a offendere la terra. 306

 

Il frutto migliore della terra subito marcio. 307

 

Buňuel dice continuamente qualcosa e costoro lo prendono per un bambino che si ficca il dito nel naso davanti a signore per bene. 308

 

Ci sono sempre stati coglioni e delinquenti, solo che ora hanno la bomba atomica. 309

 

I diritti umani del neanderthalensis. 310

 

Hanno talmente poco da dire che discutono animatamente su come dirlo. 311

 

Tutta l’etica in funzione dell’uomo, le stelle si sentono offese. 312

 

I primitivi riuscivano a pensare cosa ne pensasse un giaguaro. 313

 

La macchina sostituisce il sudore della fronte, ma poi bisogna sudare con le macchine di palestra. 314

 

Se Dio non esiste è comunque presente. 315

 

Gli uomini dal breve destino scrutano solo una piccola parte della vita con le loro esistenze e quel poco che riescono a capire lo chiamano scienza. Empedocle. 316

 

Così saremmo noi a dar senso a galassie e ammoniti quando non sappiamo dare loro neanche un bel nome. 317

 

Se il big bang ci apparisse in sogno, sarebbe meno ridicolo. 318

 

Anche se avessimo leggi giuste per tutti gli uomini, sarebbero ingiuste per il cervus lucanus. 319

 

La scrittura serve a dimenticare più che a ricordare. 320

 

Non era l’America l’Atlantide? Costoro la vanno a cercare in fondo all’oceano. 321

 

Puoi imbrogliare mentre componi, non mentre improvvisi. 322

 

Antichi nomi a nuova merce da macero. 323

 

Un’unica cultura per un unico mercato e un unico mer-cato per un’unica cultura. 324

 

No, non puoi  farne un soggetto artistico. Quindi meglio ghirigori e macchie di colori. 325

 

Nessun animale è volgare, a parte l’uomo. 326

 

Lo stato protegge l’industria dei chiodi anche se non c’è nulla da inchiodare. 327

 

Comunione dei santi, eterno ritorno, nulla da dire, tutto è stato detto. 328

 

Non possiamo scegliere una nostra vita o una nostra morte e ci riteniamo più liberi che nel passato. 329

 

La storia veniva tramandata, ora viene documentata e con documenti mirati.330

 

Esperimenti sugli animali come anticamera degli esperimenti negli ospedali. 331

 

In caso di pericolo il pulcino di cornacchia schiocca il becco come l’assiuolo e come la civetta. 332

 

Il gusto, non l’opinione, unisce le masse. 333

 

Chissà che sta facendo lei in questo momento, si starà pettinando. 334.

 

Visto che è maleducato urlare, urlo in pensiero. 335

 

Ormai viviamo più nei sogni che da svegli. 336

 

Era il tempo di chiedersi qual è la cosa più importante e costui si chiede qual è la più certa. 337

 

E’ più facile controllare miliardi di persone con gli stessi gusti che una decina di persone con gusti diversi. 338

 

E’ diventato sospetto perfino chi dà tutto per nulla. 339

 

Contro ogni scuola: Dio è un autodidatta. 340

 

Di fronte a nuove situazioni, anche l’uomo, come gli animali, continua a comportarsi secondo antichi istinti. 341

 

Stiamo coinvolgendo piante e animali nella nostra morte innaturale. 342

 

Un contadino del medio evo aveva  più conoscenze di un professionista attuale. 343

 

La scienza ammette di non avere conoscenze definitive, ma intanto ridicolizza le altre forme di conoscenza. 344.

 

Non possiamo ridurre il mondo a ciò che riusciamo a dire di esso. 345

 

Pensieri condivisi o non condivisi, non frutti di esperienze. 346

 

Libertà di pensiero tra dieci tipi di pensiero dominante. 347

 

Il giornalista, il nostro scriba e fariseo, il nostro prete e cardinale, il nostro giullare di corte. 348

 

L’erba non cresce al passaggio dell’industriale. 349

 

Il nome di arte diventerà una parola volgare. 350

 

Anche una marionetta è impudica senza vestiti. 351

 

Il dolore umano ha perso dignità. 352

 

Il progresso, il nostro Anticristo. 353

 

La sola parola poesia fa già ridere. 354

 

Chi si oppone all’attuale sistema è trattato peggio di un criminale. 355

 

Non comprendono nulla ma spiegano tutto. 356

 

Con le loro impronte di fossili le pietre sono più vive di noi. 357

 

Forse nei sogni ripercorriamo antichissime forme di sensibilità e di intelligenza. 358

 

Meglio peccatori nel confessionale che malati nello studio di un analista, meglio penitenti che truffati. 359

 

Nel gregge non si può contare, si viene contati. 360

 

Ovunque limiti di proprietà. 361

 

Dove fuggire? L’ultimo atollo è stato venduto. 362

 

Tutte le conoscenze scientifiche non fanno le conoscenze musicali di un Bach. 363

 

Solo le conoscenze scientifiche possono essere antiquate. 364

 

Potrebbe anche avere un’intelligenza superiore, ma non sa curare la prole meglio degli animali. 365

 

La gravità è la vis attrattiva. 366

 

Le leggi scientifiche non sono sufficienti per spiegare il mimetismo di piante e animali. 367

 

Ha forse la specie umana assistito alla comparsa di nuove specie viventi? Assiste a estinzioni. 368

 

In nome del progresso tagliano le antenne agli insetti. 369

 

Non c’è un dove e un quando nell’orgasmo della donna, c’è solo un come. 370

 

Vogliono guarire i mali di una società malata dei loro mali. 371

 

Narcisismo in Pascal, sbigottimento in Montaigne. 372

 

L’unica cosa saggia che sa dire è, in punto di morte, ‘sono fregato’. 373

 

La storia è diventata innocua. Non è l’album di famiglia della borghesia? 374

 

Plinio ricorda, meglio dei geologi, il Mediterraneo come un lago separato dall’Atlantico. 375

 

Volgarità in chi nega Dio, presunzione in chi lo dimostra. 376

 

L’isola di Pasqua conserverà più memoria di New York. 377

 

Sei indignato e ti prendono per un frustrato. 378

 

Antiche conoscenze vengono fatte passare come conquiste della scienza moderna. 379

 

Scrivendo col dito sulla sabbia puoi inventare un nuovo sistema matematico. 380

 

Siamo in troppi, così non ci accorgiamo se manca qualcuno di noi. 381

 

Se la scienza antica poneva problemi, la nostra verifica certezze fasulle, le cosiddette ipotesi. 382

 

Costa sempre più il mezzo di produzione del prodotto. 384

 

Cristo ha sostituito il proprio sacrificio a quello degli animali. 385

 

Secondo costoro una pietra è più vuota che piena, il che non influisce sul comportamento di chi lancia sassi. 386

 

Non abbiamo la libertà di fare i sogni che vogliamo, doni ineludibili di Giove. 387

 

Si commettono crimini nel rispetto della legge, a colpi di carta bollata. 388

 

L’arte è ancora viva, cresce come la barba di un cadavere. 389

 

La loro visione del mondo è condizionata da ciò che hanno deciso di conoscere. 390

 

Sfortunato il cane, in simbiosi con un essere come l’uomo. 391

 

Il cane abbaia contro le ruote delle macchine. Studia, scienziato, studia. 392

 

Come mai non esiste un’enciclopedia sulle industrie, i loro padroni, i loro operai e i loro affari? 393

E' diverso il pianto di un leone da quello di un pulcino?    394

La nostra visione del mondo è condizionata da ciò che hanno deciso di farci conoscere. 395

 

Se c’è una sostanza delle cose essa è nel nome delle cose. 396

 

Possedendo la bomba atomica puoi essere sempre garbato con tutti. 397

 

Preferisco farmi un bel tressette con un delinquente piuttosto che con  una persona per bene. 398

 

Solo tracce di morte lascerà la nostra tecnologia. 399

 

Della politica degli ultimi secoli si può parlare solo in termini di insulti. 400

 

A me la nostra democrazia fa ridere. 401

 

Il concetto darwiniano di selezione naturale non è ancora stato dimostrato ed è così generico che puoi farvi entrare anche i litigi tra marito e moglie. 402

 

Non è il critico d'arte il nostro piazzista, il nostro banditore, il nostro ciarlatano, il nostro imbonitore? 403

 

I termini scientifici sono la Babele della scienza. 404

 

Il nobile aveva sempre tempo, l’industriale non ha neanche il tempo per raccogliere il pennello a un pittore. 405

 

Esisteva al tempo dei greci l’apologia di reato? 406

 

Progresso. Una cosa è l’utilità del cesso, un’altra la celebrazione della sua utilità. 407

 

Diventeremo più forti dei fulmini, ma non della nostra tecnologia. 408

 

Fino a quando l’operaio avrà gli stessi gusti del padrone sarà una pacchia per il padrone. 409

 

Non ci è permesso neanche di alzare la voce contro il nostro nemico. 410

 

Visto che la fede nell’immortalità vacilla, ci aggrappiamo alla fede nella scienza che ci assicura una vita più lunga. 411

 

La natura si potrà abituare alle macchine, ma non si sottometterà mai. 412

 

I terremoti sono notizie. 413

 

Preferiremo che manchi l’aria e l’acqua piuttosto che l’elettricità. 414

 

Mai il sacerdozio era stato tanto sacrilego quanto il giornalismo: si poteva peccare contro la verità o contro il bene, mai contro la bellezza. 415

 

Furba divisione dei poteri: noi facciamo affari in piena libertà e la legge li consacra, la giustizia li protegge e il potere li impone. 416

 

Se t’incazzi stai male. Ma stai bene se non t’incazzi? 417

 

Sigaretta. Deprimente forma di coraggio nell’affrontare la morte. 418

 

Abbiamo motivi per affrontare coraggiosamente la morte? 419

 

Non è possibile vivere da eremita solitario. Dunque non è possibile vivere. 420

 

Il timido, dopo l’amore, ringrazia. 421

           

‘Sti poeti pretendono un’enorme erudizione da parte del lettore. 422

 

Non imbrattiamoci la bocca dei loro nomi. 423

 

Ai millenni bastano le parole di un bambino, al secolo non bastano le parole di un vocabolario. 424

 

Alla ricerca di rimedi alla noia e questo lo chiamano arte. 425

 

Non sappiamo più assegnare nomi alle stelle. 426

 

Non so che farmene della libertà di pensiero tra gente rincoglionita. 427

           

Il jazz, nato tra odori di terra, di strade, di locali e di sigari e birra, è diventato inodore, insapore e incolore. 428

           

I vermi che divorano il formaggio non vedono che vermi. 429

           

Alla ricerca di briciole di giustizia nell’ingiustizia universale. 430

           

Guardate il gattino con quanta curiosità guarda gli insetti. 431

 

Urla schifata alla vista di un insetto, io alla vista di lei. 432

 

Del resto, Gogol, hai una ricchezza enorme, non hai bisogno che una ragazzina ti venga incontro. 433

 

Di fronte a Eraclito e Parmenide, il professore Aristotele fa una gran bella brutta figura: le sue scienze sono antiquate, le loro domande sulla scienza sono attuali. 434

 

Se la conoscenza, caro Bacone, è potere, il potere non è conoscenza. 435

 

Per quanto lo perfezioniamo e lo allarghiamo al maggior numero possibile di uomini, l’ambiente artificiale in cui viviamo è un tumore per la terra. 436

 

Se le pulci diventassero dei potenziali acquirenti dei nostri prodotti, concederemmo anche ad esse la libertà di pensiero, di opinione, di religione e tutti gli altri diritti umani. 437

 

Pubblicare una poesia! 438

 

Rimpiangeranno Charlie Mingus e Charlie Parker. 439

 

Non era mica tanto scemo Don Quichotte, da solo contro i mulini a vento. 440

 

Letta l’ultima novità letteraria. L’ho scagliata lungo il pavimento come una pietra a rimbalzare sull’acqua ed è andata a sbattere contro il battiscopa. 441

 

Il ragno subito a riparare la rete dopo il temporale. 442

 

Il nemico non è più una persona, ma un ismo. 443

 

A ‘ste merde non interessa la conoscenza scientifica, interessa esibirla come loro esclusiva proprietà. 444

 

Scandagliare nell’opera di uno scrittore mediocre è come tentare di scoprire qualcosa smontando un vecchio televisore. 445

 

Re, conti, papi, tiranni, capi, padroni, non possedevano il potere che posseggono ‘ste merde su aria, acqua, terra e fuoco. Se con quelli ci si poteva rassegnare, con costoro non è possibile avere neanche una verità, una ragione, uno spirito, un’anima. 446

 

Non più urla di dolore al defunto, non più singhiozzi al moribondo, già!, in ospedale non si può urlare. 447

 

Non vi traballa la terra sotto i piedi, cari filosofi? 448

 

Fino a quando avremo l’ottimismo di mettere al mondo altri esseri umani? 449

 

Ha qualcuno di voi obiezioni contro il segreto industriale? 450

 

Tolto quanto ci ammanniscono i media, non abbiamo nulla da dirci, non abbiamo esperienze comuni su cui conversare. 451

 

Che pena l’Adda, senza un filo d’erba sulla riva. 452

 

Si abituerà il corpo umano alle alte velocità?

Fino a quando i bambini vomiteranno in auto, sarà innaturale superare la velocità di un cavallo. 453

 

Neanche la forza di protestare in pensiero. 454

 

Al taglio del nastro non assistono gli angeli. 455

 

Male, molto male, l’artista professore. 456

 

Possiamo dimostrare che ci basta il pane quotidiano  per essere più felici  di loro. 457

 

Nasciamo  e moriamo  più o meno allo stesso modo di libellule  e picchi . Cosa avremmo di diverso oltre la vita  e la morte? 458

 

Un gatto seduto  sul cassettone dei rifiuti   e le stelle  a contemplarsi. 459

 

Reliquie di santi  e di eroi . Adesso pure  di puttane .460

 

Libertà di pensiero, ma non riescono a organizzare un viaggio senza agenzia turistica. 461

Il successo, l’arte separata dalla vita, la vita asservita al potere. 462

 

Le Muse non danzavano in Accademia. 463

 

Le parole erano cose, ora le cose sono parole. 465

 

Socrate  si rifiutava di scrivere. 466

 

Cosa puoi scrivere d’interessante se scrivi per pubblicare? 467

 

Mai dirti dove va, perché va, quando va, va talmente che, benché vada, quell’insetto strano che m’è entrato in casa, ti danno solo la classificazione e un nome che se lo pronunzi al bar ti ridono in faccia. 468

 

O Musil, o veli di donna! 469

 

Siamo progrediti nella conoscenza scientifica, ma siamo regrediti nella conoscenza del bene e del male. 470

 

Invece di entrare nelle grazie delle Muse, l’artista odierno le fa prostituire in pubblico. 471

 

Scuole, università, accademie, luoghi di irreggimentazione. La vera scuola sono i media, luoghi di rincoglionimento.  472

 

Quanta gratitudine negli occhi di una donna alla quale hai appena terminato un bel ritratto! 473

 

Quanto accanimento Nietzsche e Schopenhauer nello svelare quanto Chuang Tse preferisce velare! 474

 

Se usi e costumi erano una volta pazzi, ora sono criminali. 475

 

I Persiani, come ci riferisce Erodoto, prima di discutere affari importanti si ubriacavano. 476

 

In duemila anni di civiltà cristiana non ho trovato un verso a un gattino che, come il mio in questo momento, fa le fusa. 477

 

Non capisco come nessuno si spaventi alla vista di una macchina, mentre tutti si spaventano alla vista di un insetto. 478

 

La morte è una notizia che riguarda quella degli altri. 479

 

A Socrate non resterebbe da imparare a suonare la lira, ma da farsi discepolo del suo discepolo Diogene. 480

 

Non hanno nulla da obiettarti, Leopardi, e se ne escono col fatto che non ti lavavi. 481

 

Se per la donna è più importante la superficie, per l’uomo è più importante imbiancare sepolcri. 482

 

L’accidente più importante della sostanza. Al diavolo Aristotele. Ma lui sapeva bene cosa voleva. Noi no. 483

 

Il borghese è riuscito a trasformare Dio in un affare. 484

 

Sorella Morte, vieni a prendermi quando vuoi, ma sarebbe un dono morire a causa di un insetto. 485

 

Morire a causa di un insetto vuol dire morire per una causa. 486

 

Da una cinepresa non bisogna difendersi, bisogna nascondersi. 487

Non riusciranno a concepire che si possa dormire senza un letto, cacare senza un cesso e lavorare senza macchine. 488

 

Se vuoi fare qualcosa di naturale, ci sono le agenzie turistiche. 489

 

Hanno iniettato la droga in un ragno. La tela che ha fatto era completamente diversa dal solito. Ha solo il filo per agire sul mondo. 490

 

Quando il gattino inizia a perdere interesse al gioco diventa cacciatore, l’uomo diventa invece una persona per bene. 491

 

Dante, ve lo dico io, non avrebbe vinto il Nobel. 492

 

Nessuna gioia dell’uomo potrà ormai essere spensierata. 493

 

Neanche la più utile costruzione doveva essere fatta a spese del gufo reale. 494

 

Di movimento naturale non ci resta che l’atto sessuale. E forse neanche quello. 495

 

Finiranno per far credere che i dipinti delle grotte preistoriche sono stati finanziati dai capitalisti dell’epoca. 496

 

Di memoria orale non restano che film, canzonette e spot. 497

 

Nei paesi sottosviluppati la strada della libertà passa attraverso la cravatta. 498

 

L’eredità! Se nella tomba si lasciavano tutti i beni del morto e se ora non gli si lascia nulla, o gli eredi attuali sono ladri, o era ladro il morto di una volta. 499

 

Se oltre alle notizie dessero il loro prezzo, farebbero meno notizia. 500

 

La bandiera  di un stato sarebbe più utile se si limitasse a indicare forza e direzione del vento. 501

 

Cosa restituire alla madre terra? Neanche il nostro cadavere le restituiamo. 502

 

Se Stendhal consigliava l’ingresso in società con un duello, ora lo consiglierebbe per uscirne. 503

 

I cani si appartano quando stanno per morire. 504

 

Un buon romanzo usa la trama come pretesto, lo sanno bene Gogol, Dostoevskij, Bulgakov, Ciapek, Ortese, Pasolini, Pavese, Henry Miller... 505

 

Ve lo immaginate un Diogene grattarsi la pancia, invece che al mercato di Atene, in un odierno supermercato? 506

 

Anche il nibbio ha una sua Weltanschauung. 507

 

Se gli aforismi sono pietruzze di mosaico, questo è la pietruzza dello sguardo. 508

 

Perché non chiediamo a Tiresia di imparare a guardare senza la vista? 509

 

Nessuno mi perseguita per aver ucciso un pipistrello. 510

 

Intanto le galassie continuano la loro corsa forsennata. 511

 

La generazione dei grilli canterini sia con voi. 512

 

Il sapere, un albero che cresceva, è tecnologia destinata al monnezzaio. 513

 

Costoro se la ridono se parli di castità. 514

 

Gerarchie tra chi ha più soldi e chi meno. 515

 

Sembrava che non sapesse Esiodo, retorica sembrava, quel che dicesse di gioghi a buoi e di morsi ai cavalli. E invece sapeva quel che diceva. 516

 

Se il cattolicesimo non fa santo un don Milani, un don Tonino Bello o uno Zanotelli, cazzi suoi. 517

 

Rinunziare alla basilica di San Pietro piuttosto che avere relazioni con il capitalismo. 518

 

Le masse borghesi si stanno gonfiando, non c’è argine che tenga. 519

 

Solo il pensiero della morte potrebbe nobilitarci. 520

 

Pornografica l’analisi freudiana del sacro. 521

 

Il disfacimento totale non ha segni, ecco che nessuno lo nota. 522

 

Le Pleiadi. 523

 

Lo Sheakespeare o il Goethe della letteratura americana? Paperino. 524

 

Cos’è quella specie di caleidoscopio che appare se chiudi gli occhi e tenti di guardare il buio? 525

 

Per emergere nella massa non basta sollevarsi sulla punta dei piedi, bisogna calpestare o salire addosso gli altri. 526

 

Per costoro chi si sacrifica per un altro è un fesso. 527

 

Il dio dei bivalvi verrà a riprendersi le perle, o no, Jaques Prevert? 528

 

Quando gli uomini temevano la natura non temevano se stessi. 529

 

Qualche fiore, qualche animale che somigli a Pasolini? I geni scontrosi non fanno figli. 530

 

In nome della conoscenza spezza il collo a un topolino vivo, mi ha fatto vedere come si fa: basta premere, mi pare di aver capito, indice e pollice sull’ultima o penultima vertebra.  531

 

Tra uomo e donna in amore perde chi ama di più. 532

 

Un pensiero profondo è  un pensiero che non si vuole portare alla luce. O non si può, così vuole la buona educazione. 533

 

Sì, Dostoevskij, è vergognoso voler vivere più di quarant’anni. 534

 

Boccaccio si diverte a raccontare personaggi che si divertono a raccontare. Sembra anche la luna ad ascoltare. 535

 

Ha la capacità di esprimere meglio di tutti gli altri quanto già esprimono tutti gli altri, eccolo il nostro scrittore. 536

 

Cristo perdonò ai suoi nemici. Ma, come Kohlhaas, nulla concesse ai suoi nemici. 537

 

Il ritratto di Lutero lo trovi nel suo incontro con Kohlhaas. 538

 

Stonata la presenza umana nel concerto della natura,  un impiastro nel paesaggio, uno schiaffo al mare, sputi su pianure e montagne, da quando sono comparse fabbriche, autostrade e impianti. 539

 

Per quanto abbiamo mezzi di comunicazione a bizzeffe, siamo muti. Non siamo capaci di entrare in confidenza col mondo. 540

 

Accecata e offesa la notte da fari e lampioni. 541

 

Pezzi di ricambio, da un lavoro a un altro, da una città a un’altra, da un girone d’inferno a un altro. 542

 

Un uomo può ora commettere crimini comodamente seduto in poltrona, premendo pulsanti. 543

 

Potresti ancora dire, Thoreau, “Sono felice che vi siano i gufi”? 544

 

Valgono di più le urla di Goethe sul letto di morte che tutta la sua opera monumentale. 545

 

Esterrefatto il dio degli insetti. 546

 

Parlavano e discutevano nella mia stessa lingua, ma io non capivo nulla. Bulgakov. 547

 

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