Aforismi di Pasquale Cacchio
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Cassandra non sarà mai creduta, ma oggi non può neanche farsi ascoltare. 1
Di fronte a un pericolo il gatto e la mantide reagiscono allo stesso modo, soffiando e inarcandosi di quarto. 2
Neanche un cataclisma universale lo disabituerà alle macchine. 3
Finora abbiamo calcolato la distanza che ci separa dagli animali, è ora di calcolarne la vicinanza. 4
Come una rosa blu, aberrazione della natura. 5
In una manciata di tempo sono saltati i sistemi di difesa degli insetti, per milioni di anni non erano mai morti a zampe per aria su una piastrella del bagno. 6
Ormai si vive per sentito dire. 7
Anche tra i giornalisti c’è qualche Giuseppe D’Arimatea. 8
Una ventata di jazz e la cosiddetta musica classica riprende fiato. 9
Visto che non riescono a essere nobili, si comprano le loro ville. 10
I tempi musicali che corrono erano maturi per la nascita di un nuovo Bach. 11
Il blues ultimo rimasuglio di culture scomparse, da sottofondo per spogliarelli e film polizieschi. 12
Una Saffo cristiana? Un’ebrea, Simone Weil. 13
Chissà cosa mangiano le farfalle notturne. Da giorni ne ho una immobile sulla tenda. 14
Un ricco veniva sepolto con le sue ricchezze, adesso a stento gli lasciano l’orologio al polso. 15
Il Padreterno soppiantato dal dio Stato. 16
Ai bambini le caramelle, ai vecchi la pensione, così stanno quieti. 17
Si vanta della sua prestanza sessuale, ma lo potrebbe fare anche una cavalletta. 18
Lo Stato provvede a tutto, in cambio di tutto il resto. 19
Il greco non è riuscito a immaginare un macello per il Minotauro. 20
La cultura non viene più trasmessa di padre in figlio ma di notizia in notizia.21
Non più artisti topi di campagna, solo topi di fogne. 22
Un eremita al quinto piano di un condominio. 23
Ha scoperto un’ideuzza e la scopri in ogni sua nuova pubblicazione. 24
Dio è sornione. 25
Per un mondo più comodo ci troviamo in un mondo più brutto. 26
Platone amava belle menzogne, noi brutte verità. 27
Cacciato il confessore dalla porta, è rientrato dalla finestra travestito da psicanalista. 28
Crediamo di più alle notizie che ai nostri cinque sensi. 29
Tutti in prigione, liberi di discutere su come arredare la cella. 30
Si pensa di cambiare le cose cambiandone i nomi. 31
Per guadagnare tempo si perde spazio. 32
Il luogo comune ti risparmia quel minimo di riflessione che richiedeva il proverbio. 33
Come si fa con una giornata senza notizie? 34
Siamo liberi di esprimere opinioni, non sentimenti. 35
Riusciremo a programmare tutto, ma non i sogni. 36
Se ora la parola si fa carne, è carne da macello.37
Passeranno le mode, ma non la cravatta. 38
L’acqua di Talete non è l’H2O. 39
Costui conosce anche il pensiero del più grande critico dantesco della Papuasia. 40
Scrittori con contenuti senza forme (pietre, gemme, patate) e scrittori con forme senza contenuti (bottiglie, cestini, vassoi). 41
L’occidente alla ricerca del vero, l’oriente al riconoscimento del vero. 42
Il naso finirà per sentire solo puzza di sigarette. 43
Le nostre azioni non fanno più notizia. 44
Si son fatti un pubblico tra gli operai, ma frequentano i salotti dei padroni. 45
Il nascondiglio del denaro è il concetto di progresso. 46
E’ tanto cristiano da non sembrarlo. Bloy. Bernanos. 47
Ci sono qui bambini che additano re nudi? 48
La voce che esce dal coro non viene più internata, le viene tolto il microfono. 49
Innaffio le piante e rovino la tela al ragno sbigottito per quel nuovo tipo di temporale. 50
Persa la fede, la speranza e la carità, ci resta la fiducia nella scienza, che però non è una dea. 51
Per punizione non avranno favole da raccontare ai bambini. 52
L’ironia scavava, ora demolisce. 53
A un assetato di giustizia viene subito data a bere una nuova legge. 54
Da paradiso terrestre a pattumiera della Via Lattea. 55
Appena ascolta una nuova opinione se ne fa una. 56
Per rendere innocuo un Pasolini lo trasformano in letteratura. 57
Parchi notturni per lucciole e stelle. 58
Abbiamo potere sul codice genetico degli animali, ma abbiamo perso le parole che usavamo per avvicinarli. 59
La sola parola vacanza m’infuria. 60
Appena si aggiorna si deve aggiornare. 61
Ci hanno tolto tutto per ridarcelo a pagamento. 62
La scienza è ormai basata sul principio del vediamo-cosa-succede-se. 63
Le stelle sono state derubate dei loro antichi nomi australi. 64
Mai l’arte ha funzionato così bene. 65
I logici antichi e moderni si sono dannati una vita per cercare le forme del corretto ragionamento e guardate con quali risultati. 66
Le trivellatrici non hanno trovato i mostri che dormono nelle viscere della terra, non hanno scavato abbastanza. 67
Tra i vermi che divorano il formaggio c’è libertà, uguaglianza e fratellanza. 68
Si suicidavano forse i ragazzini in altre società? 69
L’educazione tende agli stessi apprendimenti degli stessi insegnanti per gli stessi alunni delle stesse scuole con gli stessi obiettivi. 70
Per vendere forchette bisogna disabituare la gente a mangiare con le mani. 71
Con lo stesso tono di voce la notizia di un cataclisma e dell’ultima marca di saponette. 72
Dormono ancora, Alcmane, le cime dei monti? 73
Tutto organizzato: qualunque posto occupi, sei rimpiazzabile con un altro. 74
Mica lo scopo della terra era un’unica specie! 75
Neanche l’orgoglio di rifiutare la cravatta. 76
I politeisti avevano pietre, fiumi, monti, piante e animali divini, i monoteisti li sacrificano al loro unico e vero dio. 77
A tutto si abitua l’uomo, a puzze, rumori e spettacoli orrendi, ma non i suoi sogni. 78
In carcere potevi scrivere un Don Chichotte, ma ora a un Cervantes negano carta e penna. 79
La musica sacra, nata tra odori d’incenso, odora adesso di abiti da sera. 80
Le donne aspirano a occupare posti di cui già gli uomini di una volta si vergognavano. 81
Animali programmati ai fini della produzione industriale. 82
In banche e supermercati il silenzio riservato una volta ai luoghi sacri. 83
E’ già volgare cercare ragioni. 84
Libertà di quale pensiero? 85
Liberi in tutto, eccetto in ciò che una volta era considerato necessario. 86
Con la sensibilità di un Leopardi sei preso per uno psicolabile. 87
Perfino tornare in polvere è diventato costoso. 88
Nelle case dei contadini c’era una piccola entrata per i gatti, la gattaiuola. 89
L’attore non sa più imitare voci e sguardi di dei. 90
Riesci finalmente a intravedere una stella tra i lampioni notturni ed è invece un satellite artificiale. 91
Né comico né tragico, è finita la commedia. 92
Basta una diga a spazzar via un ambiente di milioni di anni. 93
Il bambino che addita il re nudo è un maleducato. 94
Ultimo sussulto il sessantotto. 95
Non più vita, ma sopravvivenza in parchi e musei. 96
Una pausa di silenzio durante una conversazione ed è subito panico. 97
La voce che grida come canna nel deserto è ormai sfiatata. 98
Lascerà qualcuno di voi una memoria orale? 99
La storia è stata ridotta ad album di famiglia della borghesia. 100
L’attento ascoltatore di Omero lo aiutava a ricordare, il distratto a improvvisare. 101
Nulla più con le proprie mani. 102
Ciò che resta di bello sarà messo in commercio. 103
La presenza di Dio è più formidabile di quella dell’atomo, ma, pur non avendo mai nessuno visto, udito, toccato, fiutato, assaggiato un atomo, esso esiste più di Dio. 104
La ragione è l’istinto dell’uomo, Dio non ha bisogno di ragionare. 105
Ti assicurano di aver debellato le malattie del passato per prepararti a sopportare quelle ben peggiori del futuro. 106
In milioni di anni nessun essere vivente era morto stritolato, crivellato, frantumato, schiacciato in un attimo. Mai la natura aveva prodotto una morte tanto violenta quanto la macchina. 107
Quelli un passato felice, noi un futuro felice, quelli l’età dell’oro o il paradiso terrestre, noi il progresso. 108
Ai polli è stato tolto il diritto di raspare il terreno, ai maiali di rotolarsi nel fango, agli asini di esistere. 109
Conosciamo un infinitesimo di tempo e di spazio e siamo sicuri di aver scoperto la struttura della materia. 110
Abbiamo un enorme potere sulla natura, ma senza gusto. 111
Il jazz sopravviverà come musica accademica. 112
Dopo la pace universale non si daranno pace. 113
Non c’è nulla in cui credere, così si crede all’ultima stramberia offerta dal mercato. 114
La sua penna è una piuma tanto leggera da non toccare le cose. 115
Se l’anima non fosse immortale, non saprebbero che farsene. 116
Il saggio sa molto meglio le cose che non sa. 117
Anche la cicala vorrebbe campare in eterno. 118
Il regista fa in modo che l’attore non capisca quello che fa e non faccia quello che capisce. 119
Anche oggi ci sono martiri, ma il loro seme cade sull’asfalto. 120
Il poeta si è liberato della rima per diventare schiavo delle mode letterarie. 121
I nostri riti sono un minuto di silenzio. 122
Ogni sapere corteggia il metodo scientifico. A parte la matematica, che però da dea è passata a serva. 123
Con quei cosi lì, come si chiamano, pensiamo di star meglio degli antichi. 124
Stavano peggio di noi, ma cantavano e fischiavano tutto il giorno. 125
I sogni dei chirotteri a testa in giù. 126
Mentre brucia la casa fa considerazioni sulla bellezza del fuoco. 127
L’arte ha perso il delirio delle muse. 128
Come se potesse esistere una specie felice a spese di tutte le altre! 129
Le donne sorridono dei timidi, proprio di coloro che affollano i loro sogni. 130
Nietzsche viene lucidato dai suoi detrattori. 131
Non è tempo di dettagli, è tempo di andare al sodo, senza stile. 132
L’occidente vuole conoscere, l’oriente anche ignorare. 133
Nello stesso istante milioni di persone la stessa notizia, lo stesso commento, la stessa opinione. 134
Deridiamo la vita dei primitivi, ma noi non abbiamo neanche quella. 135
Lo schiavo poteva guardare il suo padrone negli occhi. 136
Non abbiamo una pace individuale e invochiamo quella universale. 137
Con la sua vocina e con le sue tettine viene usata per promuovere un nuovo deodorante, siamo nel Kali Yuga. 138
Passano la vita ad accumulare, ma hanno sempre meno di quelli che hanno di più. 139
Una sventura, una carneficina, nulla è oggetto di tragedia; la tragedia richiedeva la presenza di un dio. 140
Non abbiamo, nessuno di noi, conoscenze veramente nostre da trasmettere ai figli. 141
Pascal abbandona quella scienza che per Cartesio era tutto. 142
Mai era giunto a tanta superstizione, ignoranza, empietà e menzogna e intanto presume di aver raggiunto una civiltà superiore a tutte le altre. 143
Quegli aggeggi sarebbero utili se rappresentassero non solo la loro vita, ma anche i loro ultimi istanti. 144
La scienza spiega ma non comprende, dice come ma non perché. 145
Eccolo il nostro musicista, non sa suonare ciò che compone né sa comporre ciò che suona. 146
L’alchimia in cerca della pietra filosofale, la chimica dell’elisir di lunga vita. 147
Il più a lungo possibile una vita insignificante. 148
Il pensiero della morte va rimosso con una vacanza. 149
Non è forse l’unico animale sempre in calore? 150
Messo a tacere il rumore del vento, solo il tuono scuote per qualche istante l’orecchio assordato. 151
Terremoti e disastri ambientali: occasioni per esibire i mezzi di soccorso, più che per soccorrere. 152
Faremo a meno dell’aria e dell’acqua, pur di non rinunziare al progresso. 153
La politica, gestione degli affari borghesi. 154
Opinioni su tutto e sul contrario di tutto, in modo che ogni opinione valga quanto l’opposta. 155
Il concetto di progresso ha la massima comprensione e la minima estensione, come il concetto di Dio. 156
A recita hanno ridotto il teatro, a farsa il jazz. 157
Libertà di pensiero, anche il più ripugnante, purché non si metta in discussione la libertà di mercato. 158
Talmente abituati alla menzogne che, se li smascheri, di accusano di non essere una persona per bene. 159
Pitagora accusato da Eraclito di occuparsi troppo della conoscenza. 160
Già Esiodo lamentava l’ingratitudine dell’uomo nei confronti della madre terra, perfino il Corano. 161
L’arte ci riconciliava con la natura, adesso ne è un surrogato. 162
Chi sceglieva una vita contro corrente destava meraviglia, ora è un esempio da isolare ed emarginare. 163
L’opinione pubblica è quella di chi ordina i sondaggi di opinione. 164
Accettiamo ogni forma di aberrazione, ma non quella che il dio scatena nei pazzi, così lo domiamo coi farmaci. 165
Scoppiasse l’atomica, il programma va avanti tra una pubblicità e l’altra. 166
Mai più esperienze di vita, ma di notizie. 167
Lo scienziato Galileo aveva ancora un po’ di umiltà nell’accostarsi ai segreti della natura. 168
Con pudore denudavamo la madre terra, con impudenza la sventriamo. 169
Le sorti della terra seguono l’andamento della borsa. 170
Un fuggi fuggi verso dove c’è già un fuggi fuggi. 171
Se in un grosso artista serpeggia qualche dubbio, glielo dissolvono con un premio più grosso. 172
Appena scopri che sa scrivere bene, non scopri nient’altro. 173
Abbiamo capito che non siamo al centro dell’universo, ancora non capiamo che non siamo neanche al centro del tempo geologico. 174
Non li prendono a schiaffi, li bocciano. 175
La festa dell’uomo è diventata un reato contro la festa della natura. 176
Piacere senza gioia, attenuazione del dolore senza sollievo. 177
A questo punto anche gli insetti aspettano il loro redentore. 178
Il linguaggio matematico fa apparire più profonda la scienza, così la scienza lo usa anche quando non è necessario. 179
I lampioni notturni m’impediscono di guardare le stelle e Confucio mi dice di non protestare, ma di accendere un lume. 180
Ormai la morte riguarda solo chi muore. 181
La legge serve a legalizzare i reati borghesi, non a punirli. 182
Li addestrano a parlare senza muovere un dito. 183
La terra era stanca e produsse l’uomo. 184
L’albero della conoscenza è invecchiato, sta cacciando i succhioni della conoscenza scientifica. 185
Per l’economia della madre terra un cerambice è più intelligente di un uomo. 186
Il saggio imparerà l’arte dell’ira. 187
Popolato di sogni era il sonno dei gattini. 188
Per scandagliare la psiche Freud lancia sonde, Dostoevskij si tuffa. 189
Significato di una parola era chi la diceva. 190
Fabre non aveva bisogno di strumenti scientifici. 191
Il nome che gli uccelli migratori danno alle stelle. 192
A Cristo bastava un po’ di buon senso per non finire in croce, ma sapeva che il buon senso è una virtù borghese. 193
Per non sporcarsi le mani di sangue, usa le macchine per trafiggere, sgozzare, squartare, tagliare. 194
Era l’essere più pensoso della terra, adesso è il più spensierato. 195
Non mi dice cos’è una fiamma, un colore di fiamma, una fiamma di colori, continua a ripetermi che è il prodotto di una combustione. 196
Mentiscono e smentiscono in modo che la menzogna faccia più notizia della smentita. 197
Massacri come ordinaria amministrazione dello Stato. 198
Rimpiangono la natura, ma non rinunziano alla vita cittadina. 199
Lo schiavo non godeva dei diritti umani, ma non lavorava in fabbrica. 200
L’uomo potrà anche colonizzare il sistema solare, ma, appena sorge il sole, si troverà sempre più spiazzato nei confronti del can0to di un gallo. 201
La mantide ondeggia con le foglie al ritmo del vento. 202
Un eroe o un santo passa adesso inosservato. 203
Un mondo di soli pioppi o di soli cavalli, era questo il fine del moltiplicatevi e calpestate la terra? 204
Non la petulante gazza, non il sentimentale elefante, solo l’uomo pareva destinato alla divinità. 205
Intubiamo l’acqua senza permetterle di dissetare la terra. 206
C’è più sapienza nel coleottero che fa scaldare le elitre prima di prendere il volo o nel ragno che raccoglie la tela al primo tuono, che in un funzionario di banca. 207
Sterminate popolazioni sterminate. 208
Dopo essersi liberato della natura, degli dei, dei miti e dei misteri, l’uomo può fare di sé ciò che vuole. 209
Incarnazione di qualche dio ritardatario prima di abban-donare la terra, Frank Zappa. 210
In mano all’uomo la sorte di ogni altro essere vivente. 211
E’ più facile aver pietà di una formicuzza ferita che di un formicaio in fiamme. 212
Se gli accademici da cui si difendeva Galileo erano ridicoli, ancora più ridicoli sono gli scienziati quando rifiutano di pronunziarsi su questioni che valicherebbero i confini della propria specializzazione. 213
Nuove forme per non dire nulla, ecco la nostra arte. 214
La scommessa di Pascal? Vale anche al contrario. 215
Rilke non scrive, sussurra. 216
E’ finita ogni memoria orale. 217
Viviamo molto più a lungo di un insetto, che però ha antenati più antichi dei nostri. 218
Ciò che funziona non vive e ciò che vive non funziona. 219
Il buon senso non è affatto sensato. 220
Anche se dagli esperimenti sugli animali otteniamo conoscenze, sono comunque conoscenze brutte. 221
Il logos si è fatto carne, infine notizia. 222
Non sempre il ragionamento è ragionevole, può giustificare qualsiasi corbelleria. 223
La notte non è più il riposo del giorno, è il suo rimprovero. 224
La scienza si è trasformata in linguaggio sulla tecnologia. 225
La scienza costruisce i propri oggetti di conoscenza. 226
Sdegnato accettava il cibo l’assiuolo. 227
Misuriamo l’intelligenza degli animali con la nostra. 228
Atrofizzata ogni sensibilità, percepiamo solo il grossolano. 229
Non più per un bene superiore, ma per un male inferiore. 230
Per riprenderci la vita dovremmo iniziare da uno smantellamento generale. 231
Ma pure il neanderthalensis sapeva fare osservazioni scientifiche! 232
Nel formicaio si continua accanitamente a trasportare cibo e uova bianche mentre sta per giungere la ruspa. 233
Preferiscono un colpevole per bene a un innocente che sbraita, un bugiardo posato a una persona schietta che parla con foga. 234
Potevamo parlare con pietre e insetti. 235
Non contano neanche i sistemi di difesa di cuccioli e pulcini. 236
Non più norme interiori, tutto è ammesso, purchè non infranga una legge dello stato. 237
Il nido di un uccello è collaudato più a lungo del cemento armato. 238
Nera e bianca la cacca della gazza, nera e bianca come la sua livrea. 239
L’uomo si è accorto di essere la più potente specie terrestre, non di essere l’ultima arrivata. 240
Rimbaud. Meglio mercante in Africa che poeta in Europa. 241
Persino lo scorpione ha paura del formicaio. 242
Li costringono a dormire più in fretta dopo averli costretti a lavorare più in fretta. 243
Si promuovono i più utili, non i migliori. 244
Insomma, i cuccioli imparano a combattere col gioco, proprio come i cuccioli d’uomo. 245
Swift, questo rondone che, dicono, dorme in volo. 246
Ti loda un Göthe? Non ti fidare. 247
Non interessa il malato ai nostri medici, ma la sua malattia. 248
Un’epoca di chiavi. 249
Un industriale non mangia le proprie scatolette. 250
All’arrivo di un’auto il riccio si raggomitola invece di fuggire. 251
Gli uomini del paleolitico vengono ricordati meglio dagli antichi miti che dagli archeologi. 252
Chi subisce un torto deve mantenere la calma, altrimenti ha torto. 253
La fame di giustizia viene considerata una patologia. 254
Il nomade Abele e il cittadino Caino. 255
L’uomo è meno uomo di quanto un pero è un pero e un gufo un gufo. 256
La Grecia conservava odori di civiltà millenarie. 257
Dovremmo avere la penna di Artaud per urlare. 258
L’abito non fa il monaco, fa il borghese. 259
I migliori filosofi conoscono il metro e la rima. 260
C’è qualche poeta tra i nostri scienziati? 261
La cura dell’insonnia era dormirci sopra. 262
La scienza è sospetta, non ama i suoi oggetti. Si conosce solo ciò che si ama. 263
Lo scibile è diventato scientifico, quando la scienza era la parte più prosaica dello scibile. 264
A forza di inventare nuove parole, la scienza non saprà come pronunziarle e a chi rivolgerle. 265
Il sesso è monotono senza i dardi del dio. 266
Per quanto più ignorante, Plinio è meno noioso di Newton. 267
La scienza non entra in confidenza coi suoi oggetti come Fabre con uno sphex. 268
A una donna la prima colpa, ma, prima ancora, a un a-nimale. 269
Una vita di arte era anche un’arte di vita. 270
Non si canta in giro, non si sente neanche uno Sterne cantare il lilibullero. 271
Il numero è divino, il calcolo umano. 272
I valori non erano solo valori umani. 273
Scegliere una vita da eremita non era il segno di un fal-limento. 274
Una vita naturale viene considerata aberrante e una vita aberrante naturale. 275
Abbiamo perso il dono di dar nomi alle cose, possiamo darne solo ai nostri prodotti. 276
Grossolane semplificazioni della scienza fatte passare per leggi della natura. 277
Giocattoli da pattumiera i nostri prodotti, neanche il tempo di affezionarsi. 278
Meglio in pasto agli avvoltoi che sepolto in un cimitero. 279
Quando non c’erano specchi ci si specchiava negli altri. 280
La scienza presume di rivelare il recondito. Non sa che certe gemme perdono lucentezza se esposte alla luce. 281
Il passato viene denigrato in modo che le nuove generazioni pensino di vivere nel mondo migliore. 282
La scienza è diventata una pratica che, per darsi un contegno, formula teorie scientifiche. 283
Il gatto si struscia alle tue gambe e per costoro sta delimitando il suo territorio. 284
Voltarsi a guardare senza muovere le pupille, come Montezuma, come Nietzshe e come le aquile. 285
L’ingiustizia diventa giusta con un provvedimento legislativo.286
Più scopi dell’uomo ha adesso una gazza che raccoglie pezzi di vetro. 287
Se per conoscere abbiamo bisogno di alte tecnologie, o può conoscere solo chi può accedervi o le conoscenze che se ne ottengono sono fasulle. 288
E’ incappato nello 0,3 per cento delle cause di una malattia. 289
L’arte aveva bambini e ignoranti dalla propria parte. 290
Uno stuzzicadenti in punto di morte. Jarry. 291
Il guerriero non faceva cruciverba prima della battaglia. 292
Abbiamo solo conoscenze finanziate. 293
Con Platone nacque l’idea di uno stato giusto, quando già Aristofane se la rideva. 294
Col rendere tutto opinabile abbiamo disarmato il pensiero. 295
Dice e non dice, così sarà punito per ciò che dice e per ciò che non dice. 296
Appena si trova di fronte a concetti non quantificabili la scienza inizia a delirare. 297
L’autocoscienza in sogno, il ragionamento in sogno, molto più lucidi e vivaci che da svegli. 298
Si fanno esperimenti sulle malattie e sulla morte degli animali, non sulla loro vita. 299
Noè salvò pure gli animali inutili. 300
Basta il vocabolario di un bambino per esprimere pensieri profondi. 301
Efferati delitti in nome di Dio, ora in nome dello Stato. 302
Non ha nulla da dire ma lo dice con arte. 303
Göthe e Sheakespeare fanno apparire profondi i luoghi comuni. 304
E’ una sfinge, bisogna saperlo interrogare Kleist. 305
Basta comportarsi come tutti gli altri per continuare a offendere la terra. 306
Il frutto migliore della terra subito marcio. 307
Buňuel dice continuamente qualcosa e costoro lo prendono per un bambino che si ficca il dito nel naso davanti a signore per bene. 308
Ci sono sempre stati coglioni e delinquenti, solo che ora hanno la bomba atomica. 309
I diritti umani del neanderthalensis. 310
Hanno talmente poco da dire che discutono animatamente su come dirlo. 311
Tutta l’etica in funzione dell’uomo, le stelle si sentono offese. 312
I primitivi riuscivano a pensare cosa ne pensasse un giaguaro. 313
La macchina sostituisce il sudore della fronte, ma poi bisogna sudare con le macchine di palestra. 314
Se Dio non esiste è comunque presente. 315
Gli uomini dal breve destino scrutano solo una piccola parte della vita con le loro esistenze e quel poco che riescono a capire lo chiamano scienza. Empedocle. 316
Così saremmo noi a dar senso a galassie e ammoniti quando non sappiamo dare loro neanche un bel nome. 317
Se il big bang ci apparisse in sogno, sarebbe meno ridicolo. 318
Anche se avessimo leggi giuste per tutti gli uomini, sarebbero ingiuste per il cervus lucanus. 319
La scrittura serve a dimenticare più che a ricordare. 320
Non era l’America l’Atlantide? Costoro la vanno a cercare in fondo all’oceano. 321
Puoi imbrogliare mentre componi, non mentre improvvisi. 322
Antichi nomi a nuova merce da macero. 323
Un’unica cultura per un unico mercato e un unico mer-cato per un’unica cultura. 324
No, non puoi farne un soggetto artistico. Quindi meglio ghirigori e macchie di colori. 325
Nessun animale è volgare, a parte l’uomo. 326
Lo stato protegge l’industria dei chiodi anche se non c’è nulla da inchiodare. 327
Comunione dei santi, eterno ritorno, nulla da dire, tutto è stato detto. 328
Non possiamo scegliere una nostra vita o una nostra morte e ci riteniamo più liberi che nel passato. 329
La storia veniva tramandata, ora viene documentata e con documenti mirati.330
Esperimenti sugli animali come anticamera degli esperimenti negli ospedali. 331
In caso di pericolo il pulcino di cornacchia schiocca il becco come l’assiuolo e come la civetta. 332
Il gusto, non l’opinione, unisce le masse. 333
Chissà che sta facendo lei in questo momento, si starà pettinando. 334.
Visto che è maleducato urlare, urlo in pensiero. 335
Ormai viviamo più nei sogni che da svegli. 336
Era il tempo di chiedersi qual è la cosa più importante e costui si chiede qual è la più certa. 337
E’ più facile controllare miliardi di persone con gli stessi gusti che una decina di persone con gusti diversi. 338
E’ diventato sospetto perfino chi dà tutto per nulla. 339
Contro ogni scuola: Dio è un autodidatta. 340
Di fronte a nuove situazioni, anche l’uomo, come gli animali, continua a comportarsi secondo antichi istinti. 341
Stiamo coinvolgendo piante e animali nella nostra morte innaturale. 342
Un contadino del medio evo aveva più conoscenze di un professionista attuale. 343
La scienza ammette di non avere conoscenze definitive, ma intanto ridicolizza le altre forme di conoscenza. 344.
Non possiamo ridurre il mondo a ciò che riusciamo a dire di esso. 345
Pensieri condivisi o non condivisi, non frutti di esperienze. 346
Libertà di pensiero tra dieci tipi di pensiero dominante. 347
Il giornalista, il nostro scriba e fariseo, il nostro prete e cardinale, il nostro giullare di corte. 348
L’erba non cresce al passaggio dell’industriale. 349
Il nome di arte diventerà una parola volgare. 350
Anche una marionetta è impudica senza vestiti. 351
Il dolore umano ha perso dignità. 352
Il progresso, il nostro Anticristo. 353
La sola parola poesia fa già ridere. 354
Chi si oppone all’attuale sistema è trattato peggio di un criminale. 355
Non comprendono nulla ma spiegano tutto. 356
Con le loro impronte di fossili le pietre sono più vive di noi. 357
Forse nei sogni ripercorriamo antichissime forme di sensibilità e di intelligenza. 358
Meglio peccatori nel confessionale che malati nello studio di un analista, meglio penitenti che truffati. 359
Nel gregge non si può contare, si viene contati. 360
Ovunque limiti di proprietà. 361
Dove fuggire? L’ultimo atollo è stato venduto. 362
Tutte le conoscenze scientifiche non fanno le conoscenze musicali di un Bach. 363
Solo le conoscenze scientifiche possono essere antiquate. 364
Potrebbe anche avere un’intelligenza superiore, ma non sa curare la prole meglio degli animali. 365
La gravità è la vis attrattiva. 366
Le leggi scientifiche non sono sufficienti per spiegare il mimetismo di piante e animali. 367
Ha forse la specie umana assistito alla comparsa di nuove specie viventi? Assiste a estinzioni. 368
In nome del progresso tagliano le antenne agli insetti. 369
Non c’è un dove e un quando nell’orgasmo della donna, c’è solo un come. 370
Vogliono guarire i mali di una società malata dei loro mali. 371
Narcisismo in Pascal, sbigottimento in Montaigne. 372
L’unica cosa saggia che sa dire è, in punto di morte, ‘sono fregato’. 373
La storia è diventata innocua. Non è l’album di famiglia della borghesia? 374
Plinio ricorda, meglio dei geologi, il Mediterraneo come un lago separato dall’Atlantico. 375
Volgarità in chi nega Dio, presunzione in chi lo dimostra. 376
L’isola di Pasqua conserverà più memoria di New York. 377
Sei indignato e ti prendono per un frustrato. 378
Antiche conoscenze vengono fatte passare come conquiste della scienza moderna. 379
Scrivendo col dito sulla sabbia puoi inventare un nuovo sistema matematico. 380
Siamo in troppi, così non ci accorgiamo se manca qualcuno di noi. 381
Se la scienza antica poneva problemi, la nostra verifica certezze fasulle, le cosiddette ipotesi. 382
Costa sempre più il mezzo di produzione del prodotto. 384
Cristo ha sostituito il proprio sacrificio a quello degli animali. 385
Secondo costoro una pietra è più vuota che piena, il che non influisce sul comportamento di chi lancia sassi. 386
Non abbiamo la libertà di fare i sogni che vogliamo, doni ineludibili di Giove. 387
Si commettono crimini nel rispetto della legge, a colpi di carta bollata. 388
L’arte è ancora viva, cresce come la barba di un cadavere. 389
La loro visione del mondo è condizionata da ciò che hanno deciso di conoscere. 390
Sfortunato il cane, in simbiosi con un essere come l’uomo. 391
Il cane abbaia contro le ruote delle macchine. Studia, scienziato, studia. 392
Come mai non esiste un’enciclopedia sulle industrie, i loro padroni, i loro operai e i loro affari? 393
E' diverso il pianto di un leone da quello di un pulcino? 394
La nostra visione del mondo è condizionata da ciò che hanno deciso di farci conoscere. 395
Se c’è una sostanza delle cose essa è nel nome delle cose. 396
Possedendo la bomba atomica puoi essere sempre garbato con tutti. 397
Preferisco farmi un bel tressette con un delinquente piuttosto che con una persona per bene. 398
Solo tracce di morte lascerà la nostra tecnologia. 399
Della politica degli ultimi secoli si può parlare solo in termini di insulti. 400
A me la nostra democrazia fa ridere. 401
Il concetto darwiniano di selezione naturale non è ancora stato dimostrato ed è così generico che puoi farvi entrare anche i litigi tra marito e moglie. 402
Non è il critico d'arte il nostro piazzista, il nostro banditore, il nostro ciarlatano, il nostro imbonitore? 403
I termini scientifici sono la Babele della scienza. 404
Il nobile aveva sempre tempo, l’industriale non ha neanche il tempo per raccogliere il pennello a un pittore. 405
Esisteva al tempo dei greci l’apologia di reato? 406
Progresso. Una cosa è l’utilità del cesso, un’altra la celebrazione della sua utilità. 407
Diventeremo più forti dei fulmini, ma non della nostra tecnologia. 408
Fino a quando l’operaio avrà gli stessi gusti del padrone sarà una pacchia per il padrone. 409
Non ci è permesso neanche di alzare la voce contro il nostro nemico. 410
Visto che la fede nell’immortalità vacilla, ci aggrappiamo alla fede nella scienza che ci assicura una vita più lunga. 411
La natura si potrà abituare alle macchine, ma non si sottometterà mai. 412
I terremoti sono notizie. 413
Preferiremo che manchi l’aria e l’acqua piuttosto che l’elettricità. 414
Mai il sacerdozio era stato tanto sacrilego quanto il giornalismo: si poteva peccare contro la verità o contro il bene, mai contro la bellezza. 415
Furba divisione dei poteri: noi facciamo affari in piena libertà e la legge li consacra, la giustizia li protegge e il potere li impone. 416
Se t’incazzi stai male. Ma stai bene se non t’incazzi? 417
Sigaretta. Deprimente forma di coraggio nell’affrontare la morte. 418
Abbiamo motivi per affrontare coraggiosamente la morte? 419
Non è possibile vivere da eremita solitario. Dunque non è possibile vivere. 420
Il timido, dopo l’amore, ringrazia. 421
‘Sti poeti pretendono un’enorme erudizione da parte del lettore. 422
Non imbrattiamoci la bocca dei loro nomi. 423
Ai millenni bastano le parole di un bambino, al secolo non bastano le parole di un vocabolario. 424
Alla ricerca di rimedi alla noia e questo lo chiamano arte. 425
Non sappiamo più assegnare nomi alle stelle. 426
Non so che farmene della libertà di pensiero tra gente rincoglionita. 427
Il jazz, nato tra odori di terra, di strade, di locali e di sigari e birra, è diventato inodore, insapore e incolore. 428
I vermi che divorano il formaggio non vedono che vermi. 429
Alla ricerca di briciole di giustizia nell’ingiustizia universale. 430
Guardate il gattino con quanta curiosità guarda gli insetti. 431
Urla schifata alla vista di un insetto, io alla vista di lei. 432
Del resto, Gogol, hai una ricchezza enorme, non hai bisogno che una ragazzina ti venga incontro. 433
Di fronte a Eraclito e Parmenide, il professore Aristotele fa una gran bella brutta figura: le sue scienze sono antiquate, le loro domande sulla scienza sono attuali. 434
Se la conoscenza, caro Bacone, è potere, il potere non è conoscenza. 435
Per quanto lo perfezioniamo e lo allarghiamo al maggior numero possibile di uomini, l’ambiente artificiale in cui viviamo è un tumore per la terra. 436
Se le pulci diventassero dei potenziali acquirenti dei nostri prodotti, concederemmo anche ad esse la libertà di pensiero, di opinione, di religione e tutti gli altri diritti umani. 437
Pubblicare una poesia! 438
Rimpiangeranno Charlie Mingus e Charlie Parker. 439
Non era mica tanto scemo Don Quichotte, da solo contro i mulini a vento. 440
Letta l’ultima novità letteraria. L’ho scagliata lungo il pavimento come una pietra a rimbalzare sull’acqua ed è andata a sbattere contro il battiscopa. 441
Il ragno subito a riparare la rete dopo il temporale. 442
Il nemico non è più una persona, ma un ismo. 443
A ‘ste merde non interessa la conoscenza scientifica, interessa esibirla come loro esclusiva proprietà. 444
Scandagliare nell’opera di uno scrittore mediocre è come tentare di scoprire qualcosa smontando un vecchio televisore. 445
Re, conti, papi, tiranni, capi, padroni, non possedevano il potere che posseggono ‘ste merde su aria, acqua, terra e fuoco. Se con quelli ci si poteva rassegnare, con costoro non è possibile avere neanche una verità, una ragione, uno spirito, un’anima. 446
Non più urla di dolore al defunto, non più singhiozzi al moribondo, già!, in ospedale non si può urlare. 447
Non vi traballa la terra sotto i piedi, cari filosofi? 448
Fino a quando avremo l’ottimismo di mettere al mondo altri esseri umani? 449
Ha qualcuno di voi obiezioni contro il segreto industriale? 450
Tolto quanto ci ammanniscono i media, non abbiamo nulla da dirci, non abbiamo esperienze comuni su cui conversare. 451
Che pena l’Adda, senza un filo d’erba sulla riva. 452
Si abituerà il corpo umano alle alte velocità?
Fino a quando i bambini vomiteranno in auto, sarà innaturale superare la velocità di un cavallo. 453
Neanche la forza di protestare in pensiero. 454
Al taglio del nastro non assistono gli angeli. 455
Male, molto male, l’artista professore. 456
Possiamo dimostrare che ci basta il pane quotidiano per essere più felici di loro. 457
Nasciamo e moriamo più o meno allo stesso modo di libellule e picchi . Cosa avremmo di diverso oltre la vita e la morte? 458
Un gatto seduto sul cassettone dei rifiuti e le stelle a contemplarsi. 459
Reliquie di santi e di eroi . Adesso pure di puttane .460
Libertà di pensiero, ma non riescono a organizzare un viaggio senza agenzia turistica. 461
Il successo, l’arte separata dalla vita, la vita asservita al potere. 462
Le Muse non danzavano in Accademia. 463
Le parole erano cose, ora le cose sono parole. 465
Socrate si rifiutava di scrivere. 466
Cosa puoi scrivere d’interessante se scrivi per pubblicare? 467
Mai dirti dove va, perché va, quando va, va talmente che, benché vada, quell’insetto strano che m’è entrato in casa, ti danno solo la classificazione e un nome che se lo pronunzi al bar ti ridono in faccia. 468
O Musil, o veli di donna! 469
Siamo progrediti nella conoscenza scientifica, ma siamo regrediti nella conoscenza del bene e del male. 470
Invece di entrare nelle grazie delle Muse, l’artista odierno le fa prostituire in pubblico. 471
Scuole, università, accademie, luoghi di irreggimentazione. La vera scuola sono i media, luoghi di rincoglionimento. 472
Quanta gratitudine negli occhi di una donna alla quale hai appena terminato un bel ritratto! 473
Quanto accanimento Nietzsche e Schopenhauer nello svelare quanto Chuang Tse preferisce velare! 474
Se usi e costumi erano una volta pazzi, ora sono criminali. 475
I Persiani, come ci riferisce Erodoto, prima di discutere affari importanti si ubriacavano. 476
In duemila anni di civiltà cristiana non ho trovato un verso a un gattino che, come il mio in questo momento, fa le fusa. 477
Non capisco come nessuno si spaventi alla vista di una macchina, mentre tutti si spaventano alla vista di un insetto. 478
La morte è una notizia che riguarda quella degli altri. 479
A Socrate non resterebbe da imparare a suonare la lira, ma da farsi discepolo del suo discepolo Diogene. 480
Non hanno nulla da obiettarti, Leopardi, e se ne escono col fatto che non ti lavavi. 481
Se per la donna è più importante la superficie, per l’uomo è più importante imbiancare sepolcri. 482
L’accidente più importante della sostanza. Al diavolo Aristotele. Ma lui sapeva bene cosa voleva. Noi no. 483
Il borghese è riuscito a trasformare Dio in un affare. 484
Sorella Morte, vieni a prendermi quando vuoi, ma sarebbe un dono morire a causa di un insetto. 485
Morire a causa di un insetto vuol dire morire per una causa. 486
Da una cinepresa non bisogna difendersi, bisogna nascondersi. 487
Non riusciranno a concepire che si possa dormire senza un letto, cacare senza un cesso e lavorare senza macchine. 488
Se vuoi fare qualcosa di naturale, ci sono le agenzie turistiche. 489
Hanno iniettato la droga in un ragno. La tela che ha fatto era completamente diversa dal solito. Ha solo il filo per agire sul mondo. 490
Quando il gattino inizia a perdere interesse al gioco diventa cacciatore, l’uomo diventa invece una persona per bene. 491
Dante, ve lo dico io, non avrebbe vinto il Nobel. 492
Nessuna gioia dell’uomo potrà ormai essere spensierata. 493
Neanche la più utile costruzione doveva essere fatta a spese del gufo reale. 494
Di movimento naturale non ci resta che l’atto sessuale. E forse neanche quello. 495
Finiranno per far credere che i dipinti delle grotte preistoriche sono stati finanziati dai capitalisti dell’epoca. 496
Di memoria orale non restano che film, canzonette e spot. 497
Nei paesi sottosviluppati la strada della libertà passa attraverso la cravatta. 498
L’eredità! Se nella tomba si lasciavano tutti i beni del morto e se ora non gli si lascia nulla, o gli eredi attuali sono ladri, o era ladro il morto di una volta. 499
Se oltre alle notizie dessero il loro prezzo, farebbero meno notizia. 500
La bandiera di un stato sarebbe più utile se si limitasse a indicare forza e direzione del vento. 501
Cosa restituire alla madre terra? Neanche il nostro cadavere le restituiamo. 502
Se Stendhal consigliava l’ingresso in società con un duello, ora lo consiglierebbe per uscirne. 503
I cani si appartano quando stanno per morire. 504
Un buon romanzo usa la trama come pretesto, lo sanno bene Gogol, Dostoevskij, Bulgakov, Ciapek, Ortese, Pasolini, Pavese, Henry Miller... 505
Ve lo immaginate un Diogene grattarsi la pancia, invece che al mercato di Atene, in un odierno supermercato? 506
Anche il nibbio ha una sua Weltanschauung. 507
Se gli aforismi sono pietruzze di mosaico, questo è la pietruzza dello sguardo. 508
Perché non chiediamo a Tiresia di imparare a guardare senza la vista? 509
Nessuno mi perseguita per aver ucciso un pipistrello. 510
Intanto le galassie continuano la loro corsa forsennata. 511
La generazione dei grilli canterini sia con voi. 512
Il sapere, un albero che cresceva, è tecnologia destinata al monnezzaio. 513
Costoro se la ridono se parli di castità. 514
Gerarchie tra chi ha più soldi e chi meno. 515
Sembrava che non sapesse Esiodo, retorica sembrava, quel che dicesse di gioghi a buoi e di morsi ai cavalli. E invece sapeva quel che diceva. 516
Se il cattolicesimo non fa santo un don Milani, un don Tonino Bello o uno Zanotelli, cazzi suoi. 517
Rinunziare alla basilica di San Pietro piuttosto che avere relazioni con il capitalismo. 518
Le masse borghesi si stanno gonfiando, non c’è argine che tenga. 519
Solo il pensiero della morte potrebbe nobilitarci. 520
Pornografica l’analisi freudiana del sacro. 521
Il disfacimento totale non ha segni, ecco che nessuno lo nota. 522
Le Pleiadi. 523
Lo Sheakespeare o il Goethe della letteratura americana? Paperino. 524
Cos’è quella specie di caleidoscopio che appare se chiudi gli occhi e tenti di guardare il buio? 525
Per emergere nella massa non basta sollevarsi sulla punta dei piedi, bisogna calpestare o salire addosso gli altri. 526
Per costoro chi si sacrifica per un altro è un fesso. 527
Il dio dei bivalvi verrà a riprendersi le perle, o no, Jaques Prevert? 528
Quando gli uomini temevano la natura non temevano se stessi. 529
Qualche fiore, qualche animale che somigli a Pasolini? I geni scontrosi non fanno figli. 530
In nome della conoscenza spezza il collo a un topolino vivo, mi ha fatto vedere come si fa: basta premere, mi pare di aver capito, indice e pollice sull’ultima o penultima vertebra. 531
Tra uomo e donna in amore perde chi ama di più. 532
Un pensiero profondo è un pensiero che non si vuole portare alla luce. O non si può, così vuole la buona educazione. 533
Sì, Dostoevskij, è vergognoso voler vivere più di quarant’anni. 534
Boccaccio si diverte a raccontare personaggi che si divertono a raccontare. Sembra anche la luna ad ascoltare. 535
Ha la capacità di esprimere meglio di tutti gli altri quanto già esprimono tutti gli altri, eccolo il nostro scrittore. 536
Cristo perdonò ai suoi nemici. Ma, come Kohlhaas, nulla concesse ai suoi nemici. 537
Il ritratto di Lutero lo trovi nel suo incontro con Kohlhaas. 538
Stonata la presenza umana nel concerto della natura, un impiastro nel paesaggio, uno schiaffo al mare, sputi su pianure e montagne, da quando sono comparse fabbriche, autostrade e impianti. 539
Per quanto abbiamo mezzi di comunicazione a bizzeffe, siamo muti. Non siamo capaci di entrare in confidenza col mondo. 540
Accecata e offesa la notte da fari e lampioni. 541
Pezzi di ricambio, da un lavoro a un altro, da una città a un’altra, da un girone d’inferno a un altro. 542
Un uomo può ora commettere crimini comodamente seduto in poltrona, premendo pulsanti. 543
Potresti ancora dire, Thoreau, “Sono felice che vi siano i gufi”? 544
Valgono di più le urla di Goethe sul letto di morte che tutta la sua opera monumentale. 545
Esterrefatto il dio degli insetti. 546
Parlavano e discutevano nella mia stessa lingua, ma io non capivo nulla. Bulgakov. 547
Non scrive qu