Horkheimer
da "Teoria critica" (1932-41), Einaudi 1968
[...] feticizzazione dello stato [...] p. 89
[...] e con questa pace nel cuore essi assistono al declino dell'umanità, p. 86
Ciascun individuo sta al centro del proprio mondo e sa al tempo stesso di essere superfluo nel mondo reale. p. 87
Oggi lo sviluppo è determinato [...] dai contrasti nazionali e internazionali di cricche dirigenti ai diversi livelli di comando nell'economia e nello stato. p.151
Non tutti i filosofi - e noi meno di tutti - condividono l'opinione pessimistica che Valery ha del progresso scientifico. È però vero che né le prestazioni della scienza in sé, né il perfezionamento dei metodi industriali si identificano immediatamente con il reale progresso dell'umanità. È evidente che gli uomini, nonostante il progresso della scienza e dell'industria, possono impoverire materialmente, emozionalmente e spiritualmente. p. 291
da "Crepuscolo" (1926-31), traduz. di Giorgio Backhaus, Einaudi 1977
La bassezza è premiata. Nella fase attuale il sistema capitalistico è lo sfruttamento organizzato su scala mondiale. Il suo mantenimento è la condizione di sofferenze incommensurabili. In realtà questa società possiede i mezzi umani e tecnici per abolire la miseria nella sua forma materiale più rozza. Non conosciamo alcun'epoca in cui questa possibilità sia stata grande come oggi. Alla sua attuazione si frappone solo l'ordinamento proprietario, ossia il fatto che lo straordinario apparato produttivo dell'umanità debba funzionare al servizio di un piccolo strato di sfruttatori. L'intera economia politica ufficiale, le scienze umane e la filosofia, la scuola, la chiesa, l'arte e la stampa considerano loro compito prioritario il fatto di nascondere, sminuire, falsare o negare questa straordinaria verità. [...]. Ogni pensiero, ogni simpatia, ogni conoscenza, ogni piccola e grande azione contro la classe dominante significa il rischio di uno svantaggio personale, e ogni pensiero, ogni simpatia, ogni relazione, ogni azione per essa, ossia per l'apparato di sfruttamento che abbraccia il mondo intero, significa una possibilità di affermazione. Chi vuol far strada deve assicurarsi a tempo debito la fede grazie alla quale gli è poi data la possibilità di operare con la coscienza tranquilla nel modo richiesto dalla realtà, giacché se lo fa a malincuore, glie lo si legge in faccia, e quindi finisce col farlo male. Il sistema opera fin nelle fibre più impercettibili dell'animo individuale; esso premia la bassezza. p.23-26
In questa cultura [...] vanno rispettati solo i potenti, mentre il povero e l'inerme vanno venerati solo nella religione, ossia nello spirito, mentre nella realtà vanno trattati a calci (...). p. 102
da "Eclisse della ragione", traduz. di Elena Vaccari Spagnol, Einaudi 1969
Il principio di maggioranza [...] è diventato la forza sovrana davanti alla quale il pensiero deve inchinarsi. È il nuovo dio, ma non nel senso in cui gli araldi delle grandi rivoluzioni lo concepivano - cioè come una forza di opposizione all'ingiustizia esistente - bensì come una forza di opposizione a tutto ciò che non si uniforma. p. 32-33
Il principio del dominio dell'uomo sulla natura è divenuto l'idolo al quale si sacrifica tutto. p. 94
La storia dello sforzo dell'uomo per soggiogare la natura è anche la storia del soggiogamento dell'uomo da parte dell'uomo. p. 94
[...] oggetto del riso non è più la moltitudine ansiosa di conformismo ma l'eccentrico che ancora osa pensare con la testa sua. p. 104
Il cieco sviluppo della tecnica rafforza l'oppressione sociale, e ad ogni passo lo sfruttamento minaccia di trasformare il progresso nel suo contrario, la barbarie completa. p. 117
da "La società di transizione", traduz. di Giorgio Backhaus, Einaudi 1979
La mancanza di una vasta gamma di esperienze oggi si manifesta chiaramente in un campo dove apparentemente si ha a che fare con una grande massa di esperienze: nel turismo moderno. È sufficiente osservare quanti uomini corrono da un luogo all'altro, da una meta turistica all'altra, e ci si accorge che in realtà essi non sono più capaci di un'esperienza reale. p.124-25
[...] il singolo può sì vivere senza preoccupazioni materiali, ma non conta più nulla. p. 174
da "Taccuini 1950-1969", traduz. di Leonardo Ceppa, Marietti Editore 1988
Ora la donna cammina come un uomo, sigaretta in bocca, smorfia amara, fronte aggrottata, proprio come il padrone di questa civiltà che calpesta la natura. p.3
Le questioni più importanti dell'umanità restano circondate da tabù, sono rimosse, e ingenerano, proprio in quanto gli uomini intuiscono che se ne dovrebbe parlare ragionevolmente, l'odio contro chi suppongono che lo faccia. p.12