Simone Weil
Non esiste compassione per quel che è totalmente distrutto. Chi ne prova per Gerico, Gaza, Tiro, Sidone, Cartagine, Numanzia, la Sicilia greca, il Perù precolombiano? (Simone Weil, La prima radice, Mondadori, Milano 1996, p. 192)
[I documenti storici] provengono dai potenti, dai vincitori. Così la storia non è altro che una compilazione delle deposizioni fatte dagli assassini circa le loro vittime e se stessi. Ibid. p. 195
Da quando il popolo sa leggere e non ha più tradizioni orali [...]Ibid. p. 196
Poco prima di san Luigi i cattolici di Béziers, invece di piantare le loro spade nel corpo degli eretici, sono morti tutti per non consegnarli. La chiesa ha dimenticato di onorarli come martirti, onore che essa accorda a inquisitori puniti con la morte dalle loro vittime. Ibid. p. 198
La superstizione moderna del progresso è un sottoprodotto della menzogna con la quale si è trasformato il cristianesimo in religione romana ufficiale [...]. Puù tardi l’idea di progresso si è laicizzata; e ora è il veleno della nostra epoca. Ibid. p. 199
Chi può ammirare con tutta l’anima Alessandro, se non ha un’anima volgare? Ibid. p. 200
È completamente errato credere che un meccanismo provvidenziale trasmetta alla memoria dei posteri il meglio di un’epoca. Ibid. p. 201
Nel XIX secolo tutti i poeti furono più o meno letterati, cosa che contamina vergognosamente la loro poesia. Ibid. p. 204
La concezione moderna della scienza è responsabile delle attuali mostruosità. Ibid. p. 205
[...] la teoria di Einstein è almeno altrettanto poco fondata e altrettanto contraria al buon senso quanto la tradizione cristiana nei riguardi della concezione e della nascita di Cristo. Ibid. p. 206